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Yona
Friedman, Esther Giani Venezia: fare una Città Credibile tutor: Manuel Orazi, Maria Pesavento collaboratori: Sara Caburlotto, Lorenzo Loiacono, Matteo Silverio La vecchia città di Venezia sembra essere condannata. La sua riabilitazione costa più di quanto sia possibile finanziare. Dall'altra parte, la costante decadenza della città è una perdita di inestimabile valore. Come salvare Venezia? Non solo i monumenti importanti, ma la vita della città; non semplicemente Venezia, ma i veneziani. Venezia è praticamente tutta costruita. La sua unicità, tesoro culturale mondiale, rende la sua crescita impossibile, eccetto in terraferma. Ma Mestre non è Venezia... Venezia è diversa da tutte le altre città conosciute, Londra, Barcellona, Parigi, Instabul, Shanghai: la scena è prima di te, è ai tuoi piedi, è davanti. Venezia è ovunque. Unica, storica, artistica. Venezia è turistica. Venezia è pedonale. Molto turistica e molto pedonale tanto da rendere difficile immaginare una vita moderna a Venezia. A Venezia vi sono solo circuiti pedonali, l'unica viabilità meccanica è acquea. E poi non ci sono abbastanza case. Venezia è una città isolata dalla terraferma, dal ponte e dall'acqua. A Venezia la popolazione stagionale è spesso in contrasto con la popolazione locale. Ci potrebbe, però, essere una soluzione per garantire la crescita della città: costruire sulla Laguna, ai margini, senza interferire con il paesaggio della serenissima. La tecnica della Ville Spatiale (1958), una struttura tridimensionale sollevata da terra capace di contenere ed articolare un modo di abitare la città organizzata secondo il principio della flessibilità, basata su strutture che incorniciano lo spazio e supportate da larghi e possenti pilastri-torri, potrebbe essere la risposta sia tecnologica sia estetica. Questa proposta per Venezia, Friedman l'aveva già formulata nel 1969. Una Ville Spatiale sopra la Laguna, una città-ponte sul ponte che collega Venezia alla terra ferma (ponte della Libertà) potrebbe costituire una espansione della Città. Un ponte attrezzato quale strada commerciale, una “merceria” che abbia anche uffici, istituzioni: una sorta di Champs Elisée sopra la Laguna, corrisponderebbe, in forma nuova, allo spirito della città storica. Questa proposta lascerebbe intatta la superficie dell'acqua sotto la nuova estensione, continuando così la viabilità acquea a servire l'intera città, entrambe la nuova e la vecchia. Ma Venezia è storia, è arte, in altre parole una città difficile su cui intervenire. L'acqua sembra essere la vera superficie disponibile per una modernità: quartieri residenziali sopra l'acqua, come tante marine...ma la laguna è una natura difficile. Questi scenari, che possono apparire come delle provocazioni o una forma di architettura utopistica, si basano, però, sulla proposta di interventi architettonici possibili a partire da esigenze informalmente manifestate dai veneziani e non da quelle di una pianificazione generale tesa a identificare le città per funzioni. Le architetture possibili, di forma molto semplice, devono essere pensate in luoghi improbabili per le logiche urbanistiche correnti, in forma di grandi coperture aeree sul ponte della città (ponte della libertà), in forma di un grande circuito pedonale al di sopra degli edifici preesistenti (tra le altane) o poste ai margini della laguna, galleggianti sull'acqua. Architettura Mobile, Architettura Spaziale e Architettura della Sopravvivenza sono alcune delle definizioni inventate da Friedman per la propria architettura. Il WS lavorerà sulla realizzazione di una utopia, non nel senso letterale del termine, vale a dire un luogo che non esiste, ma nel senso che ha storicamente acquisito, cioè un luogo ove sia possibile colmare pienamente la distanza tra progetto di una realtà desiderata e la sua costruzione, tra desiderio e soddisfazione. Lavorerà su una Utopia realizzabile: fare una Città credibile. Il WS lavorerà a 4 scenari: 1. La Città Spaziale, completamente pedonale, con residenze, negozi e caffè sulla laguna. E verde. Il luogo è il Ponte della Libertà che oggi è sede solo della mobilità veloce, del traffico veicolare e su rotaia, inaccessibile – o comunque non piacevole – alla dimensione umana. Un corridoio. La Città Spaziale potrebbe divenire il nuovo collegamento organico tra Venezia e la terra ferma, offrendo terrazze panoramiche su un paesaggio multiplo, unico: Venezia, le barene, la laguna...e il ponte sottostante, disegnando inedite geometrie leggere senza modificare l'identità del luogo. 2. Architettura Mobile, pedonale, di passaggio, di sosta, alternativa. E leggera. E sopraelevata. Il luogo sono i tetti dei palazzi veneziani: una rete di passerelle che uniscano le altane di Venezia, luoghi privilegiati ed esclusivi, gangli sopra i tetti raggiungibili da elevatori pubblici posizionati in luoghi strategici della Città. Le altane diventeranno terrazze attrezzate dove incontrare i veneziani ma anche viabilità preferenziale degli stessi. Più veloce, più piacevole. 3. Architetture della sopravvivenza. Servono più case a Venezia. Pensiamo allora a dei quartieri in Laguna, galleggianti, temporanei come delle marine. Un Borgo Laguna con un cuore centrale, una piattaforma ben ancorata al suolo con gangli flottanti di house boat. La piazza centrale ospiterà caffè, negozi, servizi necessari al borgo e le fermate del vaporetto che garantiranno la continuità con la città storica. 4. Nuovo spazio pubblico: un'arena galleggiante per lo sport ma anche per spettacoli temporanei ed eventi. Gli studenti si divideranno in 4 gruppi, ognuno dei quali lavorerà ad uno scenario. All'interno di ciascun gruppo saranno formulate più proposte fino ad arrivare, autonomamente, ad una soluzione ritenuta ottimale, plausibile, utopicamente realizzabile. Ciascun gruppo studierà lo scenario come un modello urbano concettuale di luoghi pubblici generici con le caratteristiche proprie di ciascun tema. Questa prima fase sarà fissata attraverso un plastico a grande scala, una installazione che rientrerà nel più ampio progetto della Biennale d'Arte “Fare Mundi” all'Arsenale e completata da digrammi e fotomontaggi per visualizzare le proposte di Città Credibile con il contesto a cui appartengono. Venezia. I plastici del Borgo Laguna e dell'Arena Galleggiante saranno installati sul canale prospiciente la sede di Santa Marta. La seconda fase del WS vedrà gli studenti di ciascun scenario diviso in sottogruppi. Sarà il momento della descrizione architettonica degli scenari, individuandone segmenti significativi su cui esercitare soluzioni ipologiche e tecnologie semplici. La forza della visione non dipende dal tipo o dalla complessità degli strumenti messi in gioco, ma dalla lecita risposta/riscoperta delle esigenze primarie dell'uomo. L’enfasi posta sul processo creativo e sulle cose nel loro farsi non escluderà una ricca esperienza visiva se riusciremo a mettere i quattro scenari in contatto con la vita di ogni giorno e con i bisogni di tutti. Se riusciremo a fare una Città Credibile. Bibliografia essenziale AA.VV., Yona Friedman, Charta, Milano 2008; Yona Friedman, Hans Ulrich Obrist, collana Le Conversazioni, Köln, König 2007; Y. Friedman, Pro Domo, Actar, Barcellona 2006; Y. Friedman, Utopie Realizzabili, Quodlibet, Macerata 2003; S. Lebesque, H. Fentener van Vlissingen, Yona Friedman. Structures serving the unpredictable, Nai, Rotterdam 1999; R. Giuffre, a cura di, Yona Friedman. Per una architettura scientifica, Officina ed., Roma 1975; Y. Friedman, L'architecture mobile: vers une cite concue par ses habitants, Casterman, Tournai 1970. AA.VV. Atlante di Venezia. La forma della città in scala 1:1.000 nel fotopiano e nella carta numerica, Marsilio, Venezia 1991; S. Guerzoni, D. Tagliapietra, Atlante della laguna, Venezia tra terra e mare, 2006 atlanti e fotopiani on line: http://circe.iuav.it/circe/laboratori/venezia.htm http://www2.comune.venezia.it/urbanistica/fotopiano/Vencs.asp |
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