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Solano Benitez Un altro Aleph tutor: Umberto Bonomo, Andrea Castellani, Giacomo Favilli Jorge Luis Borges, all’interno del suo famoso racconto, fa una geniale dissezione: interviene con decisione in un torace di un bipede implume, e dal palpitante petto, senza procedimenti chirurgici, estrirpa tutte le funzioni che non corrispondono agli attributi motori del muscolo cardiaco. Il di più, quello che è stato sottratto, lo deposita in una precisa e luccicante sfera, che lievita sotto la scala d’accesso ad una cantina, in una casa destinata ad essere demolita, nella via Garay a Buenos Aires, dove da sempre risiede L’Aleph. L’essenzialità dell’Aleph lo rende innominabile. Borges inizia una spiegazione coinvolgentemente ellittica, immagina simultaneamente un “tuttiitempietuttiiluoghi” uniti, ora già ubiqui ed in esilio dal suo naturale cuore. Il racconto precisa, in successivi post scriptum, l’esistenza di un altro (inscrutabile per noi ai quali fu negato il suo incontro e la presenza delle sue forme). Nella sua ricerca sembra che l’aria coincida con il luogo nel quale i piccioni camminano e i leoni volano, nel quale oriente e occidente si celebrano coincidendo, nel quale il presente del passato sommerso spinge con forza ascendente uguale al peso del volume del futuro desiderato. All’interno dell’acqua, tra San Marco e la Giudecca, tra il Bacino e la sublagunare. Proponiamo di dargli luogo. E dall’infrastruttura che lo sostiene, re-iniziare il cammino retrocedendo il futuro. Otro Aleph (spa) Jorge Luis
Borges, al interior de su renombrado cuento, hace una genial disección,
interviene con decisión sobre un tórax de bípedo implume, y del
palpitante pecho, y privado de procedimientos quirúrgicos, extirpa todas
las funciones que no se corresponden con los atributos motores del músculo
cardiaco. Lo
demás, lo sustraído, lo deposita en
una precisa y destellante esfera, que levita, bajo la escalera de acceso
a un subsuelo, de una casa sentenciada a ser demolida, de la calle Garay en Buenos Aires, donde
para siempre, reside El Aleph. La esencialidad
de El Aleph lo vuelve indecible. Borges intenta
una explicación atrapantemente elíptica, imagina en simultáneo, un
"todoslostiemposytodosloslugares" juntos, ahora ya ubicuos y
exiliados de su natural corazón. El cuento detalla
en sucesivas posdatas, la existencia de uno otro (inescrutable para nosotros
a quienes nos fue negado su encuentro y la presencia de
sus formas). En su búsqueda
parece el aire coincidir con el lugar donde las palomas caminan y los leones vuelan, donde oriente y
occidente se celebran en coincidencia, donde el presente del pasado
sumergido, empuja con una fuerza ascendente igual al peso del volumen del
futuro deseado. En el interior
del agua, entre San Marcos y la Giudeca, el Bacino y el sublagunar; encontrado,
conjeturamos darle sitio. Y desde las
infraestructuras que le dan soporte, reiniciar el camino desandando futuro. |