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Armando
Barp e Maria Rosa Vittadini Abitare il ponte tutor: Andrea Sardena Il tema del laboratorio è l'arrivo a Venezia da un punto di vista totalmente diverso dall'usuale. Il ponte translagunare, ma sarebbe più corretto parlare dei ponti translagunari, manifesta ancor oggi pienamente l'intenzione di partenza e le "dure" tecnologie ferroviarie e stradali che hanno consentito di raggiungerla: annullare lo spazio acqueo per collegare rapidamente la terraferma a Venezia. Il Ponte si configura così come un "corridoio tecnologico" attrezzato per il trasporto. Nulla più. E' ben vero che il viaggiatore che lo percorre vede avvicinarsi Venezia e coglie la profondità di campo della laguna. Ma in fretta in fretta, con lo sguardo incatenato dalla linearità dell'infrastruttura, senza alcuna autonomia per soffermarsi, per contemplare, per godersi la presenza dell'acqua. Un ponte sul quale è impossibile sostare e rischioso avventurarsi a piedi. Un ponte paradossale dunque nella città simbolo della pedonalità, paradiso dei flaneurs di tutto il mondo. Il laboratorio propone di attrezzare il ponte con spazi e attrezzature capaci al contempo di "appoggiarsi" allo spazio acqueo senza comprometterne la natura e gli equilibri ecologici, di offrire un palcoscenico per la contemplazione di Venezia dall'acqua e di permettere che la laguna e il muoversi per vie d'acqua torni ad essere per molti componente attiva della vita quotidiana. L'occasione per pensare i caratteri di una tale trasformazione è data dalla realizzazione del tram Mestre-Venezia. Sussistono ancora molte incertezze progettuali relativamente al terminale veneziano del tram. Ma, allo stato delle cose, non è prevista lungo il ponte alcuna fermata. Il laboratorio propone invece di utilizzare la realizzazione del tram per stabilire luoghi di accesso lungo il ponte per le persone. Luoghi dai quali sia possibile raggiungere piattaforme laterali galleggianti o su palafitte. Sulle piattaforme potranno trovar posto molteplici attività diverse: non solo bar e ristoranti, ma spazi per rappresentazioni all'aperto, per il ballo, per la musica, per prendere il sole e nuotare in piscina. E anche per "passeggiare" in barca a remi lungo gli itinerari della gronda lagunare e delle isole. Un contributo importante e di grande visibilità al tema di riportare pienamente la laguna a far parte della città di Venezia Il laboratorio deve affrontare temi di grande rilevanza: La questione del paesaggio. Questione insieme ovvia e centralissima, trattandosi di Venezia. Che tuttavia non ha impedito, a partire dalla realizzazione dell'isola del Tronchetto in poi, interventi di modifica del "fronte" dell'ingresso a Venezia dal ponte translagunare assai discutibili. La questione del tram e della sua fermata
Tema non semplice, che comporta la progettazione della fermata nei due sensi di marcia e che deve risolvere il problema garantendo la sicurezza dei pedoni senza indurre eccessivi condizionamenti al traffico automobilistico e/o alla circolazione dei treni. Gli studenti dovranno anche affrontare, quantomeno in termini di scenario, le questioni connesse al tracciato e ai terminali di gronda. La questione delle tecnologie La realizzazione "ecologicamente sostenibile" delle piattaforme galleggianti o su palafitte e del loro allacciamento ai servizi comporta attenzione e capacità progettuale. Gli studenti dovranno conoscere e tener conto delle dinamiche naturali della laguna, facendo della loro conservazione un elemento di progetto. Le scelte tecnologiche, costruttive, energetiche, idrauliche, organizzative dovranno tutte esplicitamente tendere a obiettivi di sostenibilità. La questione delle attività Gli studenti dovranno misurarsi con l'identificazione, la scelta dei mix funzionali più opportuni, il dimensionamento e le attrezzature necessarie. La questione del sottopassaggio Il ponte taglia in due la laguna: le sue arcate troppo basse impediscono il passaggio di natanti tra i due lati. Gli studenti dovranno misurarsi con il problema del sottopassaggio o del sovrappasso, delle sue funzioni, delle possibili tecnologie per realizzarlo. |
Armando Barp >>