Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

HERSUS | Sustainable Reconstruction in Urban Areas

 

workshop internazionale

 

18 e 19 novembre 2021

online

 

22 > 26 novembre 2021

in presenza

 

1 e 9 dicembre 2021

online

 

iscrizioni aperte fino a lunedì 25 ottobre 2021

 

organizzato nell’ambito del Progetto Iuav Erasmus Plus “HERSUS - Enhancing of Heritage Awareness and Sustainability of Built Environment in Architectural and Urban Design Higher Education”

 

atenei partecipanti

University of Belgrade, Faculty of Architecture – Project Coordinator

Università Iuav di Venezia, Italia

University of Cyprus, Cipro

Aristotle University of Thessaloniki, Grecia

University of Seville, Spagna

 

in collaborazione con

Comune di Vicenza

Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza

 

docenti

Emanuela Sorbo, Università Iuav di Venezia

Enrico Anguillari, Università Iuav di Venezia

 

organizzazione a cura dell’Università Iuav di Venezia: Emanuela Sorbo, Enrico Anguillari, Sofia Tonello, Giulia Rossi, Federica Alberti, Gianluca Spironelli, Marco Tosato

 

tutor – Università Iuav di Venezia: Sofia Tonello, Giulia Rossi, Federica Alberti, Gianluca Spironelli, Marco Tosato

 

 

 

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programma

 

Il workshop è un'opportunità per gli studenti di essere coinvolti nei contesti urbani e sviluppare un diverso atteggiamento verso il patrimonio culturale e la sostenibilità.

Uno straordinario patrimonio storico e culturale caratterizza i Giardini Valmarana-Salvi di Vicenza, pur configurandosi attualmente come un frammento escluso dalla vita urbana contemporanea. I siti abbandonati rappresentano un caso di studio rilevante per riflettere sulle strategie di ricostruzione sostenibile nelle aree urbane.

 

Gli studenti saranno chiamati a ripensare gli strumenti e le strategie per adattare edifici, giardini o città e bilanciare la conservazione della memoria con la sperimentazione del design contemporaneo. Indagheranno il contesto urbano storico non come un problema di protezione, lontano dalla vita quotidiana, ma come una risorsa con nuovi ruoli nella riprogettazione della città in chiave sostenibile.

 

Gli studenti saranno invitati ad affrontare il tema della ricostruzione sostenibile in maniera professionale, metodologica, chiara e rispettosa. Si avvicineranno al tema della ricostruzione da un punto di vista olistico e multidisciplinare. Allo stesso tempo, potranno acquisire conoscenze specialistiche: il focus specifico del workshop è infatti legato alle soluzioni tecniche sostenibili e alla materializzazione.

 

La partecipazione al workshop sarà valutata secondo il sistema ECTS in linea con i regolamenti di ogni ateneo. Tutti gli studenti riceveranno un certificato di partecipazione da parte del coordinatore del progetto Hersus.

 

 

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fasi

 

Il workshop si sviluppa in tre fasi

 

I fase: 18 e 19 novembre 2021 (online)

Gli studenti parteciperanno alla presentazione online delle attività del workshop e 5 lezioni sulla ricostruzione sostenibile nelle aree urbane.

Le 5 lezioni consentiranno di formare un background condiviso tra i diversi percorsi educativi degli studenti coinvolti nelle attività del workshop.

Di seguito, i temi principali:

> patrimonio e contesto urbano

> le buone pratiche e gli strumenti per la ricostruzione sostenibile nelle aree urbane (sociale, culturale, economica o ambientale)

> riuso del patrimonio storico, buone pratiche ed esempi

> percezione collettiva degli spazi urbani

> strumenti di progettazione narrativa e di accessibilità per la ricostruzione nelle aree urbane

> rigenerazione e riuso temporaneo di luoghi ed edifici abbandonati per la ricostruzione in aree urbane

 

II fase: 22 > 26 novembre (in presenza)

Gli studenti, in gruppi, allestiranno una mappa digitale condivisibile (app Google Earth) per segnare i punti principali del proprio specifico tema di ricerca (superfici, limiti, spazi sociali, vuoti urbani). La mappa favorisce la condivisione dei pensieri e può essere utilizzata sia in loco, durante la visita a Vicenza, sia da remoto come strumento di supporto per ulteriori ricerche e studi.

Durante i primi giorni di lavoro, gli output saranno 3 mappe, successivamente unite e caricate in un database per la condivisione delle informazioni.

Lo scopo generale è quello di definire un flusso di lavoro operativo per memorizzare, accedere e condividere le idee degli studenti e tutte le forme di informazione relative ad ogni fase del workshop (immagini, schizzi, foto). Gli studenti potranno utilizzare questo strumento per sviluppare la loro conoscenza della città a diverse scale (urbana, giardino e architettonica).

Gli studenti analizzeranno la percezione estetica dei luoghi attraverso trasformazioni e sedimentazioni nel tempo (giorno/anno/ secolo). I giardini Valmarana-Salvi possono essere letti come il risultato delle trasformazioni del centro storico di Vicenza. Gli edifici, la loro posizione nel tessuto urbano e la loro ricchezza di materiali (storici, sociali, culturali, economici), modellano la città.

La visita dei giardini e della città sarà l'occasione per uno studio critico-interpretativo degli elementi che li compongono attraverso le superfici. In questo caso le superfici dovranno essere considerate l'aspetto soglia e percettivo della continua trasformazione nel tempo (giorno/notte - nuovo/antico). L'analisi storico-critica è lo strumento centrale affinché gli studenti abbiano una chiara comprensione dei valori immateriali attraverso gli elementi materiali che compongono le superfici urbane. Gli studenti raggiungeranno la consapevolezza critica e gli strumenti analitici necessari per sviluppare soluzioni progettuali per la ricostruzione sostenibile delle aree urbane.

Alla fine del workshop, gli studenti presenteranno i loro risultati utilizzando la scala di rappresentazione adeguata (dalla scala urbana a quella del dettaglio architettonico) in una tavola di layout verticale A1 e un diario/dossier (layout orizzontale A4). Il workshop mira a coinvolgere gli studenti in un processo di pensiero trasversale e multiscalare per integrare il centro storico di Vicenza, i Giardini Valmarana-Salvi e la sostenibilità sociale, culturale e ambientale delle azioni progettuali contemporanee.

 

III fase: 1 e 9 dicembre 2021 (online)

Durante due sessioni di revisione critica, gli studenti mostreranno il progresso del loro lavoro. I professori e i tutor forniranno indicazioni sull'output finale in particolare riguardo ai seguenti aspetti:

> contenuti

> rappresentazione grafica

 

Tutti i progetti degli studenti saranno pubblicati sulla HERSUS Sharing Platform (piattaforma di condivisione elaborata da Iuav nel corso del progetto) nella forma di una mostra virtuale prevista il 15 dicembre 2021.

 

 

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iscrizione

 

scadenza domande di partecipazione: 25 ottobre 2021 ore 23.59

 

tramite compilazione del form dedicato compresi allegati:

- curriculum vitae et studiorum in inglese (formato PDF max. 10MB)

- lettera motivazionale in inglese (formato PDF max. 10MB)

 

form di iscrizione:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSewIN-BY4irKg7c71uORzVJzFd2tRzquNDuhLMEbXZcgQX6FQ/viewform

 

Nell'intestazione dei documenti è necessario indicare: nome e cognome, matricola, corso di studi frequentato, anno di studio, media ponderata al momento della richiesta, valutazione dell’esame di laurea. Si raccomanda una buona conoscenza della lingua inglese.

 

scarica il bando >>

 

 

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ECTS (CFU)

 

4 cfu tipologia D per gli studenti Iuav iscritti ai seguenti corsi di laurea magistrale che saranno selezionati e parteciperanno a tutte le attività del workshop:

- laurea magistrale in Architettura;

- master degree programme in architecture

- laurea magistrale in Urbanistica e pianificazione del territorio

 

 

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ospiti-esperti

 

Durante il workshop, 5 relatori internazionali discuteranno il tema della ricostruzione sostenibile nelle aree urbane, affrontando la questione da molteplici punti di vista.

Gli argomenti saranno presentati attraverso buone pratiche e strumenti per la ricostruzione sostenibile (sociale, culturale, economica o ambientale) nelle aree urbane, il riutilizzo del patrimonio storico e la percezione collettiva degli spazi urbani.

Tra i temi di proposti, la rigenerazione e il riuso temporaneo di luoghi ed edifici abbandonati, l'analisi di strumenti per la progettazione narrativa e l'accessibilità per la ricostruzione nelle aree urbane.

 

 

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studenti

 

Il workshop coinvolgerà studenti provenienti da diversi ambiti disciplinari (progettazione architettonica, interior design, tecnologie architettoniche, ingegneria strutturale, pianificazione urbana, design urbano, sviluppo urbano integrale, sviluppo sostenibile).

Per valorizzare i diversi background culturali, i gruppi di lavoro degli studenti saranno composti da uno studente per ogni università.

 

 

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caso-studio

 

Vicenza

La città di Vicenza è un'antica città della pedemontana veneta.

La sua posizione geografica nel corridoio alluvionale tra i monti Berici e Lessini e la pianura è un importante crocevia storico tra la Lombardia e il Veneto orientale.

Le prime testimonianze di questo centro urbano risalgono alla fondazione del castrum romano nel II sec. A.C.

I Romani organizzarono il centro della città su una pianta quadrangolare di 500 x 600 metri. Oggi riconosciamo il Decumano Maximus, oggi Corso Palladio, il Cardo Maximus, probabilmente Corso Fogazzaro. La città altomedievale ha trasformato le geometrie romane ridisegnando il limite in forme meno rigide, quasi come un cerchio, seguendo i limiti naturali e geomorfologici del territorio e appoggiandosi parzialmente al fiume Bacchiglione. La forma urbis prevedeva aree verdi a ridosso delle mura che penetravano verso il Ponte degli Angeli e la grande area recintata di Campo Marzo.

L'assetto urbano del centro storico di Vicenza è costituito da una grande varietà di elementi urbani e, fin dalle sue origini, ha creato una stretta relazione con il sistema verde e il sistema geomorfologico (i corsi d'acqua e le colline circostanti).

Vicenza sorse e prosperò durante il periodo veneziano dall'inizio del XV secolo fino al XVIII secolo. Durante il XV secolo Andrea Palladio e i suoi allievi, come Vincenzo Scamozzi, lavorarono nella città e ne cambiarono l'aspetto. I palazzi, o residenze, furono inseriti nell'assetto urbano della città medievale, creando pittoreschi insiemi e facciate di strade continue in cui lo stile gotico veneto si combina con il classicismo articolato di Palladio.

Le maggiori trasformazioni urbane avvennero a partire dal XIX secolo, quando iniziò il trasporto su strada. In questo periodo furono costruite la ferrovia e le zone di Campo Marzo e Parco Querini.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale (1943-45) colpirono duramente la città, distruggendo numerosi edifici di valore e culturali. Nel dopoguerra, a partire dagli anni '50, un forte sviluppo economico e industriale la rese una delle città più ricche d'Italia: molti edifici pubblici furono ricostruiti, molti costruiti ex-novo e i nuovi quartieri residenziali saturarono i vuoti.

Le trasformazioni urbane hanno portato un cambiamento sostanziale nella definizione degli spazi verdi, con le nuove costruzioni e l'espansione della città. Nel centro storico di Vicenza, solo i cinquecenteschi Giardini Valmarana-Salvi hanno mantenuto inalterata la loro identità. Nel 1946 viene inaugurata la Fiera Campionaria nei nuovi padiglioni della Fiera di Vicenza nei Giardini Valmarana-Salvi. Negli anni '70 iniziò a prendere forma la nuova Zona Industriale Ovest con la nuova sede della Fiera. Vicenza divenne la capitale mondiale della lavorazione dell'oro e la terza provincia italiana per le esportazioni.

 

Sito-seriale Unesco

La città di Vicenza e le Ville Palladiane del Veneto fanno parte di un Sito Seriale Unesco che comprende la città di Vicenza e 24 ville palladiane. Dal 1994 la città di Vicenza, 23 edifici attribuiti a Palladio e tre ville extra-moenia sono stati iscritti nella lista del patrimonio mondiale. Dal 1996, 21 ville situate in diverse province del Veneto sono state incluse nello stesso sito seriale dell'Unesco.

 

I giardini Valmarana-Salvi

I giardini Valmarana-Salvi furono aperti al pubblico a partire dal 1592, e nel 1645, Gianluigi Valmarana chiese un glorioso ingresso, non più esistente, di fronte al precedente arco Revese Bruti. Questa trasformazione collegò l'area a Campo Marzo e rese questo giardino parte di una passeggiata urbana che collegava la città al territorio.

I Giardini Valmarana-Salvi sono il risultato di molte trasformazioni nel corso del tempo. Le modifiche e la posizione accanto al centro storico sono sempre state considerate un valore cruciale di questo luogo.

Nel 1897 il muro di cinta fu sostituito da un cancello in ferro battuto, collegando visivamente il giardino con l'esterno e il vicino Campo Marzo.

La posizione strategica dei Giardini Valmarana-Salvi, situati vicino a uno degli ingressi più antichi della città (Porta Castello) e direttamente accessibili dalla stazione ferroviaria, ha favorito le trasformazioni nel corso del XIX e XX secolo. In questo periodo i giardini furono teatro di importanti eventi culturali. Tra tutti, l'Esposizione Regionale Veneta di Arte Decorativa e la Fiera Commerciale. Tra le due logge, è possibile trovare due padiglioni progettati da Sergio Ortolani. Dal 1947, questi edifici hanno ospitato la Fiera di Vicenza e hanno subìto molte trasformazioni che hanno incorporato le antiche mura medievali negli edifici moderni.

A seguito dello sviluppo industriale e manifatturiero della città e del territorio nel corso degli anni, gli spazi dei Giardini Valmarana-Salvi risultarono inadeguati. Tra il 1964 e il 1971, invece di ospitare la Fiera Campionaria, i padiglioni dei Giardini iniziarono ad ospitare piccole mostre temporanee. In seguito, i padiglioni furono trasformati fino alla metà degli anni '80 in un cinema, poi nella sede di una palestra di atletica, e dal 1994 di una compagnia di danza.

Tra il 2008 e il 2011, una parte dell'edificio è stata utilizzata dal Dipartimento di Economia Aziendale dell'Università di Verona. La scuola Giusti è stata chiusa nel 2010, e i padiglioni dei Giardini Valmarana-Salvi sono ora utilizzati per attività sociali e culturali.

Attualmente, gli spazi dei giardini sono aperti alla comunità, ma l'abbandono del sito e lo stato di conservazione degli edifici ne impediscono un utilizzo adeguato.

 

*testo adattato della tesi di laurea magistrale: "Fiera della nostra storia. Restauro, valorizzazione, creatività. Un nuovo polo espositivo per l'ex Fiera Campionaria di Vicenza". A.A. 2016-2017. di Margherita Possamai, Sofia Zanotto. Relatore: prof. Emanuela Sorbo

 

 

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temi e obiettivi

 

Percezione collettiva degli spazi urbani attraverso il tempo e la memoria.

I giardini Valmarana, come luogo di "delizia", restituiti alla città

Parole chiave: Memoria culturale e collettiva, advocacy pubblica per la partecipazione sociale

L'obiettivo è quello di ripensare il ruolo urbano dei giardini Valmarana-Salvi e dei relativi edifici, evidenziando il valore collettivo e storico dell'area. L'analisi mira a mettere in relazione gli spazi pubblici del centro storico di Vicenza con il giardino e i suoi edifici. La valorizzazione del luogo includerà, a diverse scale, nuovi spazi di connessione per la città e la comunità vicentina.

Obiettivi:

Il tema fornisce soluzioni relative alla valorizzazione della memoria collettiva dei Giardini Valmarana-Salvi. Gli studenti raggiungono la consapevolezza critica e gli strumenti analitici necessari per sviluppare strategie progettuali di sostenibilità ambientale, sociale e culturale per la ricostruzione delle aree urbane. Dalla scala urbana alla scala "giardino", gli studenti dovranno concentrarsi sull'identificazione dei luoghi della comunità storica e contemporanea di Vicenza (lo studio potrebbe essere sviluppato dalla scala 1:500 alla scala 1:10000). Alla dimensione dei giardini Valmarana-Salvi, l'analisi dovrebbe mettere in relazione l'aspetto della comunità urbana con il giardino e i suoi edifici (lo studio potrebbe essere sviluppato dalla scala 1:500 a 1:100). Questa analisi mira a sviluppare la sostenibilità ambientale, sociale e culturale per gli spazi pubblici del centro storico di Vicenza e l'edificio abbandonato nei Giardini Valmarana-Salvi.

 

Accessibilità, percorsi e sentieri.

Un approccio culturale al progetto come strumento per una lettura critica e multiscalare degli spazi relazionali della città storica

Parole chiave: design for all in cultural heritage, percorsi e itinerari culturali

Lo scopo è quello di mettere in relazione i Giardini Valmarana-Salvi e i loro edifici con il contesto urbano attraverso una lettura critica dei segni e delle tracce del tempo e della storia di Vicenza. I percorsi potrebbero diventare uno strumento di valutazione per un progetto di riqualificazione sostenibile del centro storico e del suo patrimonio. Il primo momento di valutazione sul campo permetterà agli studenti di immergersi nella città e individuare i valori della soluzione progettuale.

Obiettivi:

Il tema si propone di individuare accessi, percorsi e sentieri che legano il Giardino Valmarana-Salvi al centro storico di Vicenza. Gli studenti raggiungeranno la consapevolezza critica e gli strumenti analitici necessari a sviluppare soluzioni progettuali per tradurre il percorso storico in strumenti di progettazione narrativa e di accessibilità per la ricostruzione sostenibile ambientale, sociale e culturale delle aree urbane.

L'analisi riguarderà le scale architettonica e urbana. Gli studenti riconosceranno il valore della connessione e dell'accessibilità negli edifici e nei giardini alla scala architettonica (lo studio potrebbe essere sviluppato dalla scala 1:500 a quella 1:100). In base alla scala urbana, immagineranno l'analisi delle relazioni tra il centro storico di Vicenza e i Giardini Valmarana-Salvi attraverso l'esperienza storica e contemporanea della viabilità cittadina e degli accessi (lo studio potrebbe essere sviluppato dalla scala 1:10000 a 1:500).

 

Leggere la città attraverso le sue rovine urbane.

Riprogettare lo scopo della rete culturale dei luoghi "in attesa

Parole chiave: percorsi e itinerari culturali, rigenerazione, pianificazione temporanea e spazi provvisori

Il tema considera i luoghi abbandonati come frammenti sospesi, parte di una rete di luoghi "in attesa" all'interno dell'area urbana. Nella ricostruzione sostenibile del patrimonio culturale di fondo, le analisi mireranno a riconoscere i giardini, gli edifici privati, gli ex complessi monastici, le aree industriali ecc. come strumenti di comprensione della città nel tempo e come opportunità di valorizzazione del Centro Storico.

Obiettivi:

Il tema mira a cambiare la percezione dei siti e degli edifici abbandonati, come i Giardini Valmarana-Salvi e altre aree monumentali o culturalmente rilevanti di Vicenza. Gli studenti raggiungeranno la consapevolezza critica e gli strumenti analitici necessari per sviluppare programmi e strumenti di progettazione per indagare, rigenerare e riutilizzare temporaneamente luoghi ed edifici abbandonati per la ricostruzione sostenibile ambientale, sociale e culturale delle aree urbane.

L'analisi riguarderà le scale architettonica e urbana. Gli studenti identificheranno e mapperanno i luoghi e gli edifici abbandonati culturalmente, storicamente e socialmente rilevanti nel Centro Storico di Vicenza (lo studio potrà essere sviluppato dalla scala 1:10000 alla 1:500). Tradurranno la rete di siti "in attesa" in una ricostruzione sostenibile.

 

 

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informazioni

hersus@iuav.it