Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

“La stanza Ŕ vuota e entra l’abitante”

 

workshop 

coordina Jorge Ramos Jular visiting professor Dcp/Iuav, Escuela TÚcnica Superior de Arquitectura, Universidad de Valladolid e Universidade da Beira Interior

 

29 gennaio > 2 febbraio 2018

Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna

Venezia

 

A seguito del ciclo di conferenze nell’ambito del Seminario “Specie di Spazi”, parte integrante del programma del Corso di Teorie dell’Architettura 2017/18 del prof. Renato Bocchi, in cui si Ŕ avviato un processo di avvicinamento progressivo alle diverse categorie spaziali che accomunano l’architettura e le altre discipline plastiche, quali le relazioni spazio-tempo, oggetto-luogo, perforazione-sguardo e forma-vuoto, si organizza un Workshop intitolato “La stanza Ŕ vuola e entra l’abitante”: citazione dell’artista Jorge Oteiza a proposito della capacitÓ dello “spazio dell’architettura” di pervenire ad un’“opera d’arte totale come soluzione spaziale a favore dell’uomo”.

 

Mi installo nella funzione dell’architettura.

La pittura da cavalletto ha raggiunto il muro e lo ha disoccupato.

Il colore del muro Ŕ grigio.

La stanza Ŕ vuota e entra l’abitante.

L’uomo viene dal mondo della natura, dalla cittÓ occupata... e viene con il desiderio di trovare un sito in cui isolarsi, sentirsi come essere individuale e libero, col bisogno di uno spazio in cui installarsi con il corpo e lo spÝrito.

Qui Ŕ il luogo in cui dallo spazio dell’architettura pu˛ scaturire l’opera d’arte, vale a dire, un luogo in cui lo spazio archuitettonico - in 2 o 3 dimensioni - pu˛ convertirsi in scultura o pittura”.

Jorge Oteiza, Propˇsito Experimental Ir˙n, 1957

 

Per Oteiza, allo spazio interno dell’architettura sarÓ attribuita la categoria della “regione spaziale dello scultore”. Si lavorerÓ su criteri di scala e densitÓ, che permettano di integrarsi col resto delle discipline artÝstiche nello spazio architettonico.

Tali discipline artistiche si compenetreranno con l’architettura solo se verranno richieste dall’utente. Pertanto, lo spazio deve essere attivato artisticamente dall’uomo affinchÚ questa integrazione si produca. Lo spazio proposto diventa ricettivo per la attivazione a seconda di come l’uomo se ne appropria. 

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Come obiettivo principale del workshop, intendiamo avvicinarci alle categorie spaziali analizzate nel seminario teorico, non pi¨ attraverso un posizionamiento esterno ma mediante una sperimentazione plastica dentro uno spazio vuoto concreto che permetta di attivarle artisticamente.

Durante il workshop tenteremo di unire il pensiero a concrete strategie, unire la costruzione della forma alla sua negazione, intorno a un processo di strategie spaziali che denomineremo progetto.

Senza necessitÓ di particolari risorse materiali, tenteremo di stabilire nuovi processi spazio-temporali entro lo spazio vuoto prescelto (la sala adiacente al patio d’accesso della Galleria d’Arte Contemporanea di Ca’ Pesaro), ove il soggetto come spettatore o come parte stessa dell’opera possa evolversi secondo i giochi delle risorse formali che potranno proporsi (tutti quelli di carattere spazio-temporale: luci e ombre, movimento-staticitÓ, silenzio-suono…) per creare nuove possibilitÓ spaziali nello stesso luogo.

Come base metodologica per l’impianto plastico ci appoggeremo a diverse strategie di lavoro utilizzate in progetti site-specific di diversi artisti contemporanei, quali Juan Navarro Baldeweg, EulÓlia Valldosera, Juan Carlos Quindˇs, artisti ai quali possiamo rapportarci con concetti architettonici relativi alla generazione di spazi sfruttando la analogia dei processi di pensiero di ciascuna delle loro opere con i processi di pensiero di un progetto architettonico.