Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

Implementation of the Alpine Convention:

environmental planning and adaptation to climate change

 

Autumn School

anno accademico 2011-2012

 

24 > 29 settembre 2012

Feltre (Belluno)

 

in collaborazione con

Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura nella Provincia di Belluno

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio

Legambiente Veneto

 

per studenti regolarmente iscritti per l’anno accademico 2011/12 ai corsi di laurea magistrale, ai master di II livello, ai corsi di perfezionamento e ai dottorati di ricerca dell’Università Iuav di Venezia.

 

presentazione domanda di partecipazione

entro il 24 agosto 2012

 

la scadenza è stata prorogata al 10 settembre 2012

 

Agli studenti selezionati sarà garantito un rimborso spese previa presentazione di giustificativi fino a un massimo di 250 euro subordinato al perfezionamento dell’accordo attuativo.

 

I posti disponibili per gli studenti Iuav sono 20, destinati a studenti regolarmente iscritti per l’anno accademico 2011/12 ai corsi di laurea magistrale, ai master di 2° livello, ai corsi di perfezionamento e ai dottorati di ricerca dell’Università Iuav di Venezia. Potranno partecipare alla scuola anche studenti di altre università italiane selezionati direttamente dalla Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura nella Provincia di Belluno.

 

La domanda di ammissione, redatta su apposito modulo, scaricabile tra i materiali di questa pagina, dovrà essere consegnata a mano (nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00) o spedita per posta, all’indirizzo Università Iuav di Venezia – Archivio Generale di Ateneo / Ufficio Protocollo, Campo della lana, Santa Croce 601, 30135 Venezia oppure trasmessa tramite fax al n. dell’Ufficio Protocollo 041 2571877 o per posta elettronica certificata PEC: ufficio.protocollo@pec.iuav.it entro il 24 agosto 2012.

 

Alla domanda di ammissione dovrà essere allegato un curriculum vitae redatto secondo il modello europeo. Qualora, al momento della presentazione della domanda, il libretto elettronico dello studente non includesse tutti gli esami effettivamente sostenuti dovrà essere allegata anche un’autodichiarazione delle attività mancanti già superate dallo studente.

 

 

contenuti formativi e organizzazione della scuola

 

1. VERSO LA PRESIDENZA ITALIANA DELLA CONVENZIONE DELLE ALPI 2013

La Convenzione delle Alpi è un accordo transfrontaliero sottoscritto da Austria, Svizzera, Francia, Germania, Italia, Slovenia, Liechtenstein e Unione Europea ai fini della gestione strategica e sostenibile dell’arco alpino, con particolare riferimento alle politiche per la popolazione e la cultura, la pianificazione territoriale, la difesa del suolo, la protezione della natura e la difesa del paesaggio, l’agricoltura, la forestazione, il turismo, i trasporti e l’energia. La Convenzione è stata firmata a Salisburgo (Austria) il 7 novembre 1991 ed è entrata in vigore il 6 marzo 1995. Nell’autunno del 2012 l’Italia, sotto il coordinamento del Ministero dell’Ambiente, assumerà la presidenza della convenzione delle Alpi.

Per questo la scuola estiva di quest’anno prenderà avvio proprio dai contenuti della convenzione e verificherà la possibilità di attuarli tramite la redazione di linee guida per un piano strategico per il territorio bellunese dalla prospettiva privilegiata dei cambiamenti climatici e della tutela del territorio. La scuola rientrerà nelle attività in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare per l’avvio della presidenza italiana della Convenzione delle Alpi che l’Italia erediterà dalla Svizzera a fine 2012. A tal scopo i temi della scuola rispecchieranno quelli del Forum con stakeholder locali, nazionali ed internazionali promosso dallo stesso Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, che si terrà durante la scuola. Dal forum emergeranno orientamenti secondo 4 chiavi di lettura, corrispondenti ad altrettanti gruppi di lavoro:

 

a) Cambiamenti climatici: pianificazione ambientale ed adattamento

b) Servizi ecosistemici e regione alpina

c) Strategia macro-regionale: comunicazione ambientale e governance

d) Smart cities-territories

 

2. SPAZI E TERRITORIO MONTANO PER LA PROTEZIONE DEL CLIMA

I cambiamenti climatici hanno diversi effetti a seconda della regione geografica. Le regioni alpine subiscono conseguenze diverse da quelle dell’Europa meridionale o settentrionale e le regioni alpine del nord sono influenzate in maniera diversa rispetto alle regioni alpine più a sud, così come le regioni in quota e le regioni a valle risentono in maniera differente degli effetti dei cambiamenti del clima. Inoltre, le conseguenze su piccola scala dei cambiamenti climatici non sono ancora state indagate. Il margine di fluttuazione del possibile incremento delle temperature mondiali nell’anno 2100 varia da 1,1 a 6,4°C (IPCC, 2007). Si prevede che lo spazio alpino sarà impattato più fortemente rispetto a molte altre regioni.

 

Pertanto, la prevenzione dei cambiamenti climatici deve essere uno degli obiettivi e dei compiti principali della futura pianificazione territoriale.

Quest’ultima può avere i seguenti effetti:

– Limitazione delle emissioni che hanno un impatto sul clima

– Stoccaggio dei gas climalteranti (nel suolo e nelle piante)

 

Allo stesso tempo, la pianificazione territoriale deve reagire ai possibili effetti dei cambiamenti climatici: valanghe, colate torrentizie di fango, caduta di massi, inondazioni, eventi climatici estremi, ecc. Le zone a rischio improvvisamente si estendono fino alle aree abitate; gli insediamenti umani sono esposti a pericoli sempre più gravi, difficili da anticipare e che non si erano potuti prevedere nel momento in cui si erano stabilite le destinazioni d’uso dei terreni. Le compagnie private di assicurazione si rifiutano di assicurare gli edifici nelle zone a rischio, oppure aumentano i premi in misura tale da rendere le polizze inaccessibili.

 

È dunque compito della pianificazione territoriale anticipare e prevedere i rischi provocati dai cambiamenti climatici, integrandoli nella pianificazione e cercando soluzioni per gli utenti coinvolti. La pianificazione territoriale è un ambito di attività in cui le strategie di prevenzione e adattamento sono ugualmente importanti. Tuttavia deve essere fatta una distinzione fra piani e progetti con un impatto sul territorio e la pianificazione territoriale come tale, dato che molti importanti strumenti di controllo dello sviluppo territoriale non rientrano nel campo decisionale della pianificazione territoriale: perequazione delle entrate fra enti locali, normative tributarie sul trasferimento dei terreni, incentivi fiscali per la costruzione di alloggi e sviluppo di attività commerciali. In questi ambiti, la pianificazione territoriale può formulare richieste, ma non è sempre in grado di realizzarle. Nella regione alpina, la definizione delle competenze varia da paese a paese e da regione a regione. Durante la scuola si acquisiranno competenze per la definizione di strategie di adattamento e prevenzione di competenze della pianificazione territoriale e ambientale, evidenziando alcune sue richieste chiave circa gli strumenti che invece non rientrano direttamente nella sua sfera di influenza.

 

Lo sviluppo territoriale è soggetto a controlli e normative a vari livelli, da quello sovranazionale a quello locale. I principi di base, gli obiettivi e le linee guida, che sono spesso molto generali e non vincolanti, vengono formulate a livello nazionale e sovranazionale. La natura vincolante e la rilevanza dei piani sul comportamento delle imprese, delle famiglie e delle persone all’interno di uno spazio aumentano via via che si abbassa il livello a cui vengono prese le decisioni. Gli strumenti più importanti in questo ambito si trovano sul piano regionale e locale. È infatti a questi livelli che i conflitti fra diversi interessi e obiettivi vengono a galla e diventano la ragione dell’ampio divario fra aspettative riposte nella pianificazione territoriale e risultati effettivamente ottenuti.

La regione alpina non è un’entità amministrativa con statistiche comuni e per questa ragione non esistono quasi dati che riguardano la regione alpina nella sua interezza.

 

2.1. Pianificazione territoriale, ambientale e strategie di prevenzione in ambito alpino

La pianificazione territoriale conta una serie di importanti competenze utili per l’attuazione di strategie di prevenzione:

(1) Sviluppo di strutture urbanistiche e insediamenti che riducano le distanze percorribili in automobile, realizzino strutture e progetti edilizi basati sul risparmio energetico, favoriscano il collegamento degli insediamenti con le reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento.

 

(2) Protezione di pozzi di assorbimento, reali e potenziali, di gas climalteranti: garantendo la presenza di aree con un’elevata capacità di legare CO2 (per es. suoli, foreste, torbiere), minima espansione delle superfici coperte da edifici e infrastrutture, allargamento delle aree verdi con sistemi quali la rinaturazione, tetti verdi, cortili piantumati, ecc..

 

(3) Zone dedicate alle energie rinnovabili: impianti eolici, impianti fotovoltaici, impianti idroelettrici, impianti a biomassa.

 

Gli effetti avversi degli insediamenti diffusi, negativi sia per le politiche di tutela del clima, sia per le politiche macroeconomiche, sono aggravati da strutture edilizie disordinate, come le case monofamiliari, i centri commerciali raggiungibili solo in automobile e le sedi commerciali nuove. Il più grande potenziale per le strategie di prevenzione e per un ottimo effetto sinergico con altri obiettivi di sostenibilità si può ritrovare nella progettazione di strutture insediative compatte, con elevata densità, strutture facilmente accessibili con mezzi di trasporto pubblico, caratteristiche polifunzionali e una disposizione degli edifici mirata all’ottimizzazione energetica:

Questi insediamenti compatti generano meno traffico e quindi minori emissioni di gas dannosi per il clima. I costi delle infrastrutture tecniche e sociali sono più bassi.

Sono in linea con l’utilizzo parsimonioso di terreni non impermeabilizzati, della conservazione dei terreni agricoli e dei pozzi di CO2. Contribuiscono a ridurre il consumo energetico degli edifici e quindi le emissioni dannose per l’ambiente.

 

3. UN LABORATORIO INTERNAZIONALE PER LA REGIONE ALPINA

La montagna costituisce una straordinaria piattaforma per monitorare il cambiamento climatico e i suoi effetti. Le aree montane possono essere considerate rappresentative di un'area vasta che solo teoricamente risulta ancora incontaminata; inoltre le montagne influenzano il clima locale e globale, sebbene il loro ruolo in tal senso non sia sempre compreso fino in fondo. Solo un monitoraggio ambientale accurato può ampliare la conoscenza dei fenomeni in corso ma, soprattutto, aiutare nella definizione delle politiche per la conservazione degli habiat e per uno sviluppo sostenibile dei sistemi montani.

 

La scuola autunnale, che apre alla presidenza italiana della Convenzione delle Alpi del 2013, si pone come obiettivo principale l’orientamento della pianificazione urbana, territoriale e ambientale all’adattamento delle comunità locali ai cambiamenti climatici nell’arco alpino, contribuendo alla formazione di esperti in progettazione e pianificazione ambientale sulla base degli indirizzi vn della Convenzione delle Alpi.

 

Durante la scuola verranno forniti elementi conoscitivi in merito al processo ed identificati approcci di mitigazione e contenimento a scala vasta, cercado di rispondere all'insieme di domande che deriva dai cambiamenti climatici. Al di là della ciclicità dei fenomeni metereologici, gli effetti di questi cambiamenti sono già evidenti nei paesaggi collinari e montani, nei problemi di gestione integrata del ciclo delle acque con impatti sulla qualità della vita e la competizione fra ambiti insediativi. Queste domande generano inedite spinte nella direzione dell’aggiornamento delle strategie di adattamento, mitigazione e contenimento, con interessanti esperienze di pianificazione integrata.

 

Principali temi delle lezioni e del laboratorio (lista non esaustiva):

- Cambiamenti climatici e aree montane. Principali indicatori e trend;

- La convenzione delle alpi: attuazione delle strategie di pianificazione territoriale

- Servizi ecosistemici;

- Smart cities&territories per la regione alpina

- Strumenti per l’elaborazione dei piani clima e indicazioni per la redazione dei piani di adattamento.

- Comunicazione ambientale

 

Gli studenti elaboreranno una proposta di progettazione e pianificazione ambientale che rientrerà nella Road Map della Convenzione delle Alpi, sostenuta dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.

 

Il lavoro sarà condotto con la collaborazione costante dei soggetti locali che saranno coinvolti in una fase preliminare della scuola, al fine di creare interesse ed aspettative da parte del territorio stesso.

Siti internet:

www.minambiente.it

www.convenzionedellealpi.it

www.iuav.it/climatechange

 

La scuola fornisce 4 CFU crediti universitari europei agli studenti partecipanti.

 

2. La scuola è coordinata dai professori Francesco Musco, Elena Gissi e Davide Ferro (Università Iuav di Venezia). Parteciperanno tra gli altri docenti esterni (lista provvisoria da confermare): Sergi Nuss (Universitat de Girona); Vanni Bulgarelli (Coordinamento Nazionale Agende 21 Locali Italiane); Luca Cetara (Accademia Europea di Bolzano), Luca Mercalli (Società Meteorologica Italiana), Paolo Angelini (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio), Maryke Van Staden (ICLEI Local Governments for Sustainability), Sara Verones (Università di Trento), Edoardo Zanchini (coordinatore nazionale ufficio urbanistica di Legambiente).

 

Le lingue ufficiali della scuola sono l'Italiano e l’Inglese.

 

 

requisiti di ammissione

 

Possono presentare domanda di ammissione alla scuola estiva gli studenti regolarmente iscritti per l’anno accademico 2011/12 ai corsi di laurea magistrale, ai dottorati, ai master di 2° livello e ai corsi di perfezionamento dell’Università Iuav di Venezia e gli studenti della rete di università europee del Master Course in Planning and policies for the City, Environment and Landscape.

È richiesta una ottima conoscenza della lingua inglese certificata dal curriculum vitae.

 

 

valutazione delle domande e redazione della graduatoria

 

Qualora il numero di domande pervenute eccedesse i posti disponibili, si procederà a redazione della graduatoria di merito con punteggio assegnato sulla base dei seguenti criteri:

- valutazione del curriculum: fino ad un massimo di 15 punti;

- percorso di studi (anno d’iscrizione, media dei voti conseguiti, pesata sulla base del numero di crediti di ciascun esame, numero di crediti maturati): fino a un massimo di 15 punti;

In caso di parità sarà data precedenza al candidato più giovane.

 

 

pubblicazione delle graduatorie

 

Le graduatorie di ammissione saranno pubblicate in questa pagina web a partire dal 3 settembre 2012. Il programma definitivo della scuola sarà disponibile sul sito www.iuav.it/climatechange

 

 

attribuzione di crediti formativi universitari

 

Agli studenti Iuav iscritti alle lauree di II livello che partecipino con profitto alle attività della scuola superando l’esame finale, verranno assegnati 4 CFU formativi universitari, riconosciuti come segue:

- nelle attività formative di tipologia D (a scelta dello studente) per gli iscritti a corsi di laurea afferenti alle ex facoltà di pianificazione del territorio e architettura, 2 nel settore ICAR 20 Tecnica e pianificazione urbanistica e 2 nel settore BIO 07 Ecologia;

- nelle attività formative di tipologia F (ulteriori conoscenze) per gli iscritti a corsi di laurea afferenti alla ex facoltà di design e arti.

 

Per gli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di master o di perfezionamento post-lauream l’acquisizione dei crediti nella carriera degli studenti avverrà a discrezione del collegio docenti dei rispettivi corsi.

 

 

informazioni

sui contenuti della scuola e sulla gestione

climatechange@iuav.it

 

sulle procedure di partecipazione

Front-Office servizi alla didattica

tel. 041 257 1779