Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

Laboratorio di Progettazione_Pro Research in Integral Design Environment_Pride.it

 

La costituzione del Laboratorio multidisciplinare di Progettazione Integrale coinvolge i diversi settori dell’area 08 presenti nel dipartimento, dagli ambiti disciplinari più tradizionali dell’architettura e dell’urbanistica, a quelli del paesaggio e dei trasporti, (integrata dagli ambiti dedicati alla sostenibilità energetica e alle scienze giuridiche), fino al disegno industriale che attraverso il design della moda incide nella rappresentazione del corpo umano e alle pratiche artistiche e comunicative che intervengono nella invenzione di brand territoriali specifici come particolare articolazione del Made in Italy.
Il laboratorio Pride.it sarà articolato in due sezioni che coprono gli interessi della ricerca progettuale dal territorio al corpo umano.

 

 

sezione 1

Architecture City Territory_Pride-Act.it
La sezione affronta le questioni progettuali legate alla nozione di morfologia urbana e territoriale considerata come una componente fondamentale del welfare, in una prospettiva che si prende cura del patrimonio esistente (Heritage) e dei ritardi del processo di infrastrutturazione territoriale come scienza delle connessioni in una visione sistemica ed ecologica.
Un orizzonte di riferimento è individuato nella “città intelligente” (Smart city o Smart land) intesa come “modello urbano che assicuri un’alta qualità della vita per le persone e per le attività economiche, che ottimizzi le risorse per la sostenibilità, renda più facili gli spostamenti e liberi tempo utile ed energie per aumentare le opportunità di sviluppo personale e sociale”.
La sezione Act.it del laboratorio di Progettazione Integrale, intercetta e sviluppa le buone pratiche di ricerca attraverso il progetto, configurando un’integrazione a più livelli di diverse discipline e competenze, attraversando le scale che comunemente connotano le attività progettuali. “Progettazione integrale” perché concentrata su quelle parti che concorrono alla formazione di un tutto e perché completa di quegli elementi costitutivi necessari alla sua efficace attuazione.
Nell’acronimo Act.it si richiama l’obiettivo di sviluppare una ricerca progettuale di eccellenza, con chiara finalità sociale, che usi le migliori competenze e la strumentazione più avanzata per la prefigurazione integrale e la messa in atto di pratiche e progetti adeguati a far fronte ai fenomeni urbani e territoriali insieme a quelli generati dalle problematiche ambientali e dal cambiamento climatico. Tutto ciò in una visione olistica e secondo una specificità che è propria della migliore tradizione del “Made in Italy” che coinvolge il paesaggio e l’architettura.


Due aspetti sono particolarmente qualificanti di questa proposta: 
– il primo è costruire un luogo di ricerca in cui far convergere l’attività in corso anche frutto delle convenzioni in essere. Luogo di confronto fra le diverse attività incentrate nella nozione di progetto, che integri teoria e pratica. Un incubatore anche di professionalità capaci di concorrere alla definizione della “domanda di progetto” e di sviluppare gli aspetti di management correlati. 
– Il secondo nasce dall’intenzione di promuovere attività di ricerca dove la pratica stessa del progetto si esprime come una specifica forma di produzione di conoscenza.

Il grande tema della rigenerazione urbana, o più in generale della riqualificazione territoriale, se da un lato alimenta un’ampia letteratura, dall’altro incontra grandi difficoltà attuative di fronte alla frammentazione dei saperi e dei poteri che caratterizza le società avanzate e in particolare il nostro paese. 
I processi innovativi vanno intesi sia sul piano procedurale (ad esempio l’istruttoria e la costruzione del dibattito pubblico così come configurato nel nuovo codice di appalti), sia nel monitoraggio degli esiti dei processi di trasformazione fisica indagandone le componenti materiali e immateriali (ad esempio gli aspetti narrativi di un progetto complesso). 
Il laboratorio si coordinerà con la Scuola di dottorato.

Nel curriculum multidisciplinare di composizione architettonica è prevista l’attivazione del tema di ricerca “Fenomeni Urbani”, finalizzato a indagare gli aspetti peculiari delle morfologie urbane nel confronto fra la città europea e altre forme di agglomerato urbano e di contesti giuridico-antropologici. Allo stesso tempo propone di sottoporre a verifica critica le nozioni aggregate e coprenti, le modalità di costruzione di ordini tassonomici superficiali, di città metropolitana, di periferia, di metropoli, disaggregandole in parti urbane specifiche, morfologicamente caratterizzate, ambiti di intervento che consentano la condivisione di scenari e la partecipazione sociale ai processi trasformativi progettati. Il tema avrà un collegio di docenza dedicato.
Nel laboratorio si svilupperà inoltre un’attività di ricerca dedicata alla costruzione di una banca dati, volta a indagare le modalità e le forme dei processi di trasformazione urbana e territoriale complementare all’attivazione delle borse di dottorato dedicate ai “Fenomeni Urbani”.

 

 

sezione 2

Habit, archives and body_Pride-Hab.it
La moda – intesa come progetto e come riflessione sul progetto del vestire in relazione al corpo e all’ambiente – è una delle declinazioni fondamentali che caratterizza gli studi nell’area della progettazione del Dipartimento.
Il progetto della moda è una disciplina che è entrata di recente nel sistema universitario italiano e rende la realtà interna al Dipartimento un unicum nel panorama nazionale.

In questo senso sono state intraprese azioni di ricerca, che hanno sapientemente mescolato teoria e pratica, in una continua messa in discussione delle pratiche del design della moda, tenendo conto proprio della dimensione complessa del sistema moda italiano, un sistema che si muove tra Heritage e innovazione dando vita a quello che definiamo Made in Italy, un punto di riferimento per le altre scuole di moda nel mondo.

Importanti esperienze internazionali sono condotte dal dipartimento nella annuale sfilata di moda [Fashion at Iuav].
In tal modo, si propone anche un modello che considera l’innovazione come un’attitudine resiliente, che si insinua nelle pratiche convenzionali, le riorganizza, le riconsidera e, quindi, le cambia. Il progetto della moda ci consente di investire sulla ridefinizione della figura di “creativo” che deve sempre di più confrontarsi con la realtà della produzione industriale tenendo insieme riflessione concettuale e pratiche che caratterizzano il prodotto. 
La sezione del laboratorio Pride-Hab.it si configura come un hub di respiro internazionale dedicato alla moda e all’industria con un focus specifico sul Made in Italy, ulteriormente valorizzato dalla collocazione nel ricco tessuto produttivo del Veneto.

Per rispondere alle richieste del sistema industriale l’hub di ricerca, da attrezzare adeguatamente con una strumentazione di alto livello, permetterà agli studenti dei percorsi di secondo e terzo livello e all’intero staff di ricerca di mettere in atto una sperimentazione concreta sulle aree del tessile, della maglieria, della pelletteria, della progettazione e della realizzazione di abiti e accessori.
Alla dimensione progettuale che si concentra sugli oggetti si associa un’area dedicata alla progettazione immateriale, alla ricerca nel campo dell’immagine e dell’editoria di moda, tenendo conto dell’importanza dei nuovi mezzi di comunicazione e del fatto che molte industrie legate alla moda sono spesso poco attive in questo settore.

Altro fondamentale ambito di ricerca è quello delle strategie per ricostruire gli archivi italiani della moda (di imprese, ma anche in possesso di privati), per valorizzarli in quanto luoghi non solo della memoria, ma soprattutto della ricerca e della progettazione (in questo senso fondamentali per precisare o ripensare inventivamente le identità di marchi e aziende). 



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