Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

Vesper. Rivista di architettura, arti e teoria

 


Sissi Cesira Roselli, Teatro Grande, Brescia, 2011      

 

 

 

Vesper No. 4 Esili ed esodi | Exiles and Exoduses

Call for abstract e call for paper

 

Due movimenti, forse antitetici, interessano lo spazio. Singoli individui si autoescludono, escono dalla propria terra (exilium, exsul, ex-solum), si ritirano in altra condizione, depongono il potere da dentro, evitano il potere che frena. L’esilio può essere una scelta individuale ma anche una costrizione che investe, per sommatoria, un grande numero. Al contempo popoli, animali, organismi vegetali sono in esodo, si muovono, scappano, migrano, mutando il disegno e il senso del territorio e delle geografie.

Tre figure prendono corpo da questi moti: lo spazio del viaggio e le tracce dell’attraversamento, la meta o semplicemente il luogo dell’arrivo e infine l’immagine della casa, della città o della “patria” abbandonata. Queste figure accomunano i due movimenti: certo nell’esilio il viaggio può essere istantaneo, può durare il tempo di una decisione, di un rifiuto, della stesura di un testo, del chiudere una porta, mentre nell’esodo il cammino può rivelarsi la meta stessa, in fuga è possibile fermarsi doverosamente, forzatamente, per scelta.

La scelta è il motore che muove l’auto-esilio, stabilendo l’impossibilità di restare “dentro” un luogo o un modo di vivere, così come è l’origine (anche etimologicamente) dell’esodo, ovvero del trovare una via d’uscita, dell’andare verso una possibilità, una promessa. La storia consegna momenti e situazioni nei quali è stato impossibile restare, accettare lo status quo, scelte indirettamente obbligate, doverose, necessarie per salvarsi. La natura si mette in moto perché non trova più la condizione adatta per sopravvivere, la foresta di Birnam, nel Macbeth di William Shakespeare, invece si mette in marcia per conquistare.

In esilio molti autori hanno costruito la propria opera escludendosi dal gioco o giogo della società o sottraendosi alla violenza e alla censura di un regime, fuggendo hanno trovato patrie di riserva, hanno costruito distanze e vuoti necessari per costruire il proprio discorso. Exodus, or the Voluntary Prisoners of Architecture: The Strip (1972) è una visione-sceneggiatura di Rem Koolhaas, Elia Zenghelis, Madelon Vriesendorp, Zoe Zenghelis nella quale una città murata attraversa Londra alludendo alla situazione di Berlino Ovest durante la Guerra Fredda e riecheggiando alcune distopie dell’esondante movimento radicale fiorentino.

La siepe fissa un altrove da immaginare e il perimetro certo del proprio spazio, è un dispositivo di potenziamento di visioni nel pensiero di Giacomo Leopardi. Oggi quel limite oltre il quale guardare è cercato, l’isolamento è una prospettiva per ritrovarsi, per vedere quanto ogni cosa è illuminata, per riconnettersi, senza filtri, a ciò che ci circonda. Al contempo bunker custoditi in case private disegnano città “inverse”, qui il rifugio è uno spazio adottato per eliminare ogni forma di contatto con l’esterno. In anonimi edifici si nascondono le tane di chi è bandito ed intrattiene rapporti difficilmente tracciabili con le vite che scorrono alla luce del sole.

Gli esseri umani sono esclusi dai territori di Chernobyl mentre nella stessa zona proibita la flora fiorisce e la fauna prolifica: chi è l’esiliato in questo gioco delle parti? E quanto sono relative le posizioni de “il dentro” e “il fuori”?

Nel 2020 tutta la popolazione del pianeta ha vissuto un esilio forzato dentro le case private o in rifugi di fortuna lontano dagli altri, un esilio che investendo ogni singolo individuo ha disegnato un movimento di massa, l’unico viaggio possibile è stato, come nell’Atlante di Luigi Ghirri, quello offerto dall’intimità di un libro. Esodi continui spesso silenziosi segnano mappe non disegnate: concrete barche colme di umanità, come nell’odissea narrata in Lamerica di Gianni Amelio, popoli in marcia e in fuga da guerre e cataclismi costruiscono altri luoghi. Nell’esodo le specie si perdono, conquistano spazi a loro impropri, per permettere loro di ritrovare la via si costruiscono strade e ponti come il Wildlife Crossing at Liberty Canyon negli USA.

Esili ed esodi si sedimentano nella storia, trovano a volte spazio nella cronaca con aggiornati accenti, mentre si reitera la necessità di uno sguardo posto alla giusta distanza, silenziosamente si posano le pietre di altre città e si rinnova il teorema della mescolanza. I due movimenti ci raccontano forse le storie di nuove e ripetute genesi.

 

 

Vesper è strutturata in rubriche, qui di seguito le call for abstract e le call for paper a seconda delle tipologie.

Le proposte selezionate alla call for abstract dovranno essere poi consegnati in full text.

Tutti i contributi nella loro forma definitiva (testo finale per le call for abstract e testi della call for paper) saranno sottoposti ad un procedimento di valutazione tra pari secondo i criteri della Double-Blind Peer Review.

 

 

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calendario

RUBRICHE: PROGETTO, SAGGIO, VIAGGIO, ARCHIVIO, TUTORIAL, TRADUZIONE

invio abstract entro il 25 agosto 2020

notifica di accettazione abstract entro il 5 settembre 2020

invio full paper entro il 1° novembre 2020

notifica di accettazione paper entro il 20 novembre 2020

 

RUBRICHE: RACCONTO, DIZIONARIO

invio full paper entro il 25 agosto 2020

notifica di accettazione paper entro il 5 settembre 2020

 

 

pubblicazione di Vesper No. 4: maggio 2021

 

 

 

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