Cristalli di
esperienza. Nuove prospettive e scenari per le tesi di dottorato:
conservazione, accessibilità, certificazione, formati, integrazione con open
access
Torino, 23 maggio -
Salone d'onore - Castello del Valentino
Abstract
Juan Carlos De Martin
Presidente del
Sistema Bibliotecario del Politecnico di Torino
Serena Sangiorgi
Presidente CNBA
Paola Galimberti -
Università degli studi di Milano
"Le linee guida
per l'accesso aperto alle tesi di dottorato"
Nel 2006 la Commissione Biblioteche della CRUI, presieduta
dal Rettore dell’Università di Padova Prof. Vincenzo Milanesi, decide
l’istituzione di un gruppo di lavoro che si occupi dell’Open Access e il cui
coordinamento viene affidato al Prof. Roberto Delle Donne, dell’Università di
Napoli Federico II. Scopo del gruppo è quello di creare linee guida e
raccomandazioni per l’adozione di strategie di Open Access ai prodotti della
ricerca (Green e Gold road), in armonia con quanto espresso nella dichiarazione
di Berlino sottoscritta dalla quasi totalità dei nostri atenei. Nel novembre
2007 la Commissione Biblioteche della CRUI approva le Linee guida per l’accesso
aperto alle tesi di dottorato. Primo documento prodotto dal gruppo OA CRUI.
Verrà qui descritto l’iter che ha portato, in tempi relativamente brevi, alla
stesura, approvazione e diffusione delle linee guida per l’accesso aperto alle
tesi di dottorato, con particolare riferimento alle questioni legate al diritto
d’autore e alla compatibilità con le soluzioni adottate in ambito europeo e
internazionale. Il gruppo di lavoro è partito da una mappatura della situazione
esistente, dalle diverse esperienze di raccolta e conservazione delle tesi di
dottorato presso i vari atenei, dallo studio del complesso apparato normativo
che regola la consegna e conservazione delle tesi in cui le norme del diritto
d’autore si intrecciano (e scontrano) con le norme e i regolamenti del
dottorato di ricerca e con quelle relative al deposito legale.
Giovanni Bergamin -
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
"Il deposito per
il lungo periodo delle tesi di dottorato in formato digitale: molti problemi si
possono risolvere"
L'intervento esamina la procedura di deposito in corso di
sperimentazione delle Tesi di dottorato in formato digitale. Occorre trovare
prima di tutto un accordo sul significato di "conservazione del digitale
nel lungo periodo" e su questo costruire una procedura sostenibile e
affidabile. Anche se molti sono i problemi aperti in questo campo, l'autore
dell'intervento ritiene sia oggi possibile una procedura di deposito con una
affidabilità almeno equivalente a quella del deposito delle Tesi di dottorato
in formato cartaceo.
Gianni Penzo Doria -
Università degli studi di Padova
"La recente
circolare MUR sulle tesi di dottorato: un caso preoccupante"
Esiste una politica nazionale in materia di conservazione
dei documenti in ambiente digitale? Pare proprio di no. Agli errori commessi in
ambito amministrativo negli ultimi quindici anni tanto dall’AIPA prima quanto
dal CNIPA poi, paiono aggiungersi anche le due circolari del Ministero
dell’Università e della Ricerca del 2006 e del 2007 sul deposito legale delle
tesi di dottorato. Infatti, senza alcun riferimento alla conservazione a lungo
termine dei documenti e agli studi internazionali di settore, il Ministero ne
ha autorizzato gli atenei italiani il deposito legale, chiedendo nel 2006 di
«inviare le tesi [...] su supporto ottico (DVD o CD-ROM)» e nel 2007 «di
inviare le tesi [...] direttamente sui server delle Biblioteche Nazionali». Va
chiarito che la dichiarazione di Berlino sull’open access non è in contrasto
con una policy nazionale che preveda la tenuta legale, ad futuram rei memoriam,
dei files come rappresentativi di un documento giuridicamente rilevante (per
gli archivisti), oltre che di una risorsa informativa (per i bibliotecari).
Bisogna infine far presto, perché le tesi già depositate dovranno subire un
trattamento finalizzato alla conservazione permanente, pena l’irrimediabile
perdita di una caratteristica fondamentale di qualsiasi “file”: l’autenticità.
A cosa serve, dunque, conservare documenti per i quali non saremo in grado di
dimostrare e di garantire la loro autenticità?
Zanetta Pistelli -
Università di Pisa
"Dalla A
(accettazione delle domande di laurea)... alla P (pubblicazione definitiva delle
tesi): il modello gestionale delle tesi elettroniche presso l'Universita' di
Pisa"
Il lavoro illustra la genesi e lo sviluppo del sistema ETD
(Electronic Theses and Dissertations) presso l’Università di Pisa, il cui scopo
era di rispondere ad esigenze basilari di ricerca e accessibilità a materiali
scientifici importanti, ma poco valorizzati come le tesi, nonché di colmare una
lacuna documentaria particolarmente grave in Italia. A tal fine è stato
sviluppato un nuovo modello gestionale, che ha coinvolto docenti, studenti,
biblioteche, Segreterie studenti ed altri uffici dell’amministrazione centrale,
per affrontare tutti i problemi (didattici, scientifici, amministrativi,
gestionali) relativi alle tesi. Il sistema ha puntato fortemente
sull’educazione all’uso delle biblioteche e delle nuove tecnologie, spendibile
anche sul mercato del lavoro, con l’intento anche di assicurare uno sbocco
“editoriale” per quei lavori di alto valore scientifico, ma con difficoltà ad
essere veicolate attraverso i consueti canali di letteratura bianca,
soprattutto nei settori umanistici. Viene, poi, illustrato il sistema ETD nelle
sue linee generali e vengono forniti alcuni dati statistici ritenuti
particolarmente significativi. Infine, vengono analizzate le specificità
previste per le tesi di dottorato, anche in questo caso riportando alcune
statistiche peculiari a tale tipologia di tesi. Il lavoro si conclude
evidenziando le criticità riscontrate, che si auspica potranno essere superate
se l’Ateneo di Pisa approverà un Regolamento che recepisce le linee-guida
emanate dalla CRUI.
Pierre Piccotti -
Università IUAV di Venezia
"Il peso dei
byte"
Nella relazione si propongono alcune riflessioni relative
alla gestione dei metadati amministivi gestionali, alla forma e dimensione dei
dati, all’interoperabilità dei sistemi e allo storage dei documenti. I
riferimenti sono a OAIS, alle Linee guida tecniche per i programmi di creazione
di contenuti culturali digitali, e allo schema MAG dell’ICCU; ne derivano poi
considerazioni sull’orizzonte temporale della conservazione dei dati e sulle
comunità di riferimento. Si considera inoltre come sembri appropriata una
maggior densità di informazioni dell’oggetto digitale se è una conservazione
sostitutiva rispetto al formato tradizionale. Vi sono problemi aperti chiariti
da esempi di oggetti: documenti con immagini, allegati vettoriali, immagini
fotografiche, video, che generano interrogativi su molteplici aspetti del
problema generale: software gestionale e maintenance dei dati, indicizzazione e
soggetti, conservazione fisica, refresh, controllo di integrità, backup. Presso
lo IUAV si sono già fatte varie esperienze e nuovi progetti sono in corso, di
cui si traccia un quadro generale.
Marialaura Vignocchi,
Simone Sacchi, Roberta Lauriola, Enio Carboni - Università di Bologna
"Le tesi vanno
sul web: l'esperienza dell'Università di Bologna"
La relazione intende illustrare il progetto AMS Tesi di
Dottorato in corso di realizzazione presso l'Ateneo bolognese. Frutto della
collaborazione fra CIB (Centro Interbiblitoecario) e ARIC - Ufficio formazione
scientifica post-laurea, il progetto ha portato all'implementazione nel 2007 di
un deposito digitale in grado di ospitare le tesi di dottorato in formato
elettronico e renderle disponibili sul web sempre nel rispetto del diritto
d'autore. La relazione presenterà i
risultati del primo anno di sperimentazione, mettendo in evidenza le criticità,
i punti di forza e le linee di sviluppo future. Verranno infine illustrati i servizi
a valore aggiunto in corso di sperimentazione come il print-on-demand e il
deposito presso la BNCF.
Ezio Tarantino -
Università di Roma La Sapienza
"L'open access
su CDSWare: PADIS, l'archivio istituzionale della Sapienza"
L’intervento illustra la genesi e le caratteristiche
operative dell’esperienza di un archivio “open access” presso la
Sapienza-Università di Roma. Vengono focalizzati pro e contro della piattaforma
sviluppata dal CERN di Ginevra “CDSWare” (ora “CDS Invento”) utilizzata alla
Sapienza per il deposito dei documenti open access in generale, e le tesi di
dottorato in particolare.
Fabrizia Bevilacqua -
Università degli studi di Parma
"L'introduzione
delle tesi elettroniche all'Universita' di Parma: osservazioni e primi
risultati"
Il progetto di transizione alle tesi elettroniche in corso
presso l'Università di Parma, definito nel 2006 e approvato nel 2007, è ora in
fase di realizzazione con il deposito delle tesi di dottorato in discussione
nel 2008. Il programma ha previsto l'inserimento nel deposito istituzionale
DSpaceUnipr di tutte le tesi da parte dei dottorandi, la verifica e
l'approvazione da parte dei coordinatori dei corsi e il completamento dei
metadati da parte del personale delle biblioteche. Non tutte le tesi saranno
disponibili ad accesso aperto, perché, su richiesta di una parte dei
dottorandi, verranno applicate alcune forme di limitazione. I dati emersi dalle
prime attività di valutazione della nuova iniziativa permettono di trarre
alcune considerazioni preliminari sui risultati fino ad ora conseguiti: tutte
le tesi sono state depositate con successo, l'interazione dei diversi attori
coinvolti nel flusso di lavoro di DSpace è stata efficace, tuttavia sono emersi
problemi e difficoltà che richiederanno una serie di miglioramenti in
previsione dei futuri cicli.