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Titolo 1

 

 

Andar per libri… la formazione dell’utenza al Politecnico di Torino

Alberta Zanella

 

 

In questo intervento si parlerà delleesperienze relative ai servizi offerti dalla Biblioteca Centrale di Architettura e dai Servizi Informatici per le Biblioteche, entrambi afferenti al Sistema Bibliotecario del Politecnico di Torino.

 

La Biblioteca Centrale di Architettura  è  parte del Sistema Bibliotecario del Politecnico di Torino. La sua finalità specifica è di garantire l’accesso all’informazione a studenti e docenti, svolgendo un’attività di conservazione e di aggiornamento del patrimonio bibliografico e  di assistenza all’utenza.

La Biblioteca Centrale adotta lo scaffale aperto.

Il materiale monografico è classificato e collocato secondo la CDU.

I periodici sono collocati in ordine alfabetico di testata.

Le tesi di laurea sono collocate in ordine progressivo d’ingresso.

Posti a sedere 140

Patrimonio al 7 maggio 2004:  circa 65.000 volumi monografici

                                                         411 periodici correnti

                                                      1.460 periodici cessati

                                                    10.495 tesi di laurea

                                                         300 cd-rom

                                                          70 video-cassette

Sezione Archivi: custodisce fondi degli  architetti Mollino (Eugenio e Carlo), Berlanda, Dolza, Salvestrini,  studio Bertone, Morelli.(1)

La biblioteca svolge orario continuato 8.30-18.00 da lunedì al giovedì, 8.30-13/14-18 il venerdì e 8.30-13.00 il sabato.

Nell’arco dell’anno l’affluenza media è di circa 252,6 utenti giornalieri.

 

Per ovviare alle difficoltà che gli studenti possono incontrare nel reperire il materiale bibliotecario,  il personale della Biblioteca Centrale di Architettura del Politecnico di Torino è a disposizione per consigli e aiuti;  in questo modo viene espletato un vero e proprio  servizio di reference “diffuso”.  Questo servizio viene offerto anche a laureandi, specializzandi, studiosi e professionisti esterni che necessitino di un livello superiore di informazioni. Quello che si intende normalmente come servizio di reference, attualmente presso la BCA non è stato ancora attivato per mancanza di spazi e risorse finanziarie, nonostante sia necessario visto che l’utenza non ci manca!

 

Come ho già detto in altra occasione, “il lavoro dell’architetto richiede una preparazione culturale ampia e pluridisciplinare, tale da consentire di utilizzare per la progettazione un adeguato bagaglio di conoscenze che sono anche  storiche, geografiche, sociologiche, da aggiornare nel corso degli anni insieme a quelle più prettamente tecniche.

A tal fine per lo studente delle facoltà di architettura  è importante acquisire già dall’inizio degli studi una buona capacità di ricerca bibliografica, della quale avvalersi durante l’attività professionale.”(2)

Viste le complessità e la specificità delle nozioni che devono arricchire lo studente  nel corso degli studi, l’uso della biblioteca risulta indispensabile agli utenti di tutti i ceti economici perché essa è in grado di fornire materiale relativo alle più diverse discipline.

Ma, per sfruttare appieno le opportunità offerte dalla biblioteca, è necessaria per l’utenza  un’educazione all’uso: come dice Pat Dixon la biblioteca non è più vista come luogo isolato e semplice sostegno di attività ma diviene un centro di risorse informative dove il bibliotecario è guida e agevolatore dell’utente (3). Per ottenere questo, il modo migliore di trasmettere competenze operative è far vedere e poi far fare. Sarebbe quindi inutile, perché processo formativo incompleto e decontestualizzante, ricostruire solo in un’aula didattica, anche se informatizzata, la ricerca che deve essere in ultimo effettuata in biblioteca. Alcuni procedimenti che sembrano semplici e ovvi mentre vengono compiuti sono in realtà difficili a descriversi.

Altri invece, che descritti sembrano semplici, possono essere complicati a farsi.

 

Attraverso i corsi di formazione, il personale della biblioteca  fornisce agli studenti  le conoscenze e le abilità indispensabili per entrare con buone probabilità di successo in qualsiasi altra  biblioteca.  Innanzitutto, è essenziale insegnare a leggere la segnaletica, che da noi  è strutturata in:

 

  • Planimetria generale dei locali con l’indicazione delle tipologie di documenti disponibili nei vari scaffali, visibile all’ingresso delle sale di consultazione.
  • Indicazione della collocazione CDU  visibile su ogni scaffale in modo da rendere autonoma la consultazione.

 

Nei  nostri corsi dobbiamo tener presente che parte della nostra utenza  si colloca a ridosso dell’innovazione tecnologica e i bisogni formativi delle varie fasce di utenti sono su livelli differenziati; addirittura nelle formule organizzative dei corsi abbiamo sperimentato, e forse amplieremo, delle forme miste di istruzione secondo il grado di preparazione.  Ad esempio,  i più giovani incontrano poche difficoltà nell’avvalersi di strumenti tecnologici (esempio banche dati, OPAC) ma vanno indirizzati dal punto di vista della scelta dei documenti, mentre una fascia di utenza più intellettuale ma più avanti negli anni è portata a  privilegiare il materiale cartaceo per  le proprie  ricerche, privandosi con questo dell’apporto delle nuove tecnologie.

 

Il percorso guidato di avvicinamento alla biblioteca comincia, all’inizio dell’anno accademico, con la Settimana della biblioteca. In questo periodo si invitano  tutti  i docenti, dopo averli informati per  lettera, a pubblicizzare in aula questa iniziativa, che poi prosegue  tutto l’anno con le Lezioni in Aula e le Esercitazioni in loco.

Tutto il personale partecipa alle iniziative in maniera proporzionale alle proprie competenze biblioteconomiche, che sono state riportate insieme a brevi saggi  sulla Guida  alle biblioteche.  La guida è stata curata da Nunzia Spiccia per i Servizi  Informatici per le Biblioteche.

La formazione si rivolge all’utenza  interna che è composta principalmente da due gruppi con esigenze formative diverse:  1) docenti e studenti, 2)  borsisti (collaborazioni studentesche, studenti preposti a lavorare per 120 ore in biblioteca),  e colleghi “nuovi” (quelli  assunti con altre mansioni e che in seguito scelgono  di lavorare in una biblioteca del Sistema).

 

 

Per il gruppo 1:

Lezioni in Aula.

All’inizio di ogni anno accademico, su invito dei docenti si tengono corsi di introduzione alla ricerca bibliografica e all’uso della biblioteca a tutti gli studenti. La lezione, seppure di taglio tecnico, deve risultare comprensibile, ma soprattutto dà modo al bibliotecario di entrare anche emotivamente in relazione con lo studente.

In sintesi si illustrano i seguenti argomenti:

-I cataloghi, la CDU, i repertori bibliografici, i principali links presenti sull’home-page del Sistema Bibliotecario, la struttura del Sistema Bibliotecario  e delle biblioteche piemontesi.

E in ultimo, ma non per ultimo le strategie e la finalizzazione della ricerca.

 

Settimana della Biblioteca.

E’ rivolta soprattutto agli studenti del primo anno perché prendano dimestichezza con la struttura (classificazione, collocazione e disposizione del materiale).

In questa circostanza, lo studente che vaga incerto tra gli scaffali  viene in contatto (in molti casi) per la prima volta con il personale e con il regolamento.

Questa è l’occasione per sciogliere gli imbarazzi degli studenti che per la maggior parte non hanno mai  usufruito dei servizi di nessun altra biblioteca.

   

Esercitazioni.

A compimento delle Lezioni in Aula e della Settimana della biblioteca,  si organizzano esercitazioni sull’uso degli strumenti bibliografici citati nelle lezioni (esempio: reperimento dei libri secondo classificazione e dei periodici,  ricerca su  banche dati,  ricerca su OPAC).

 

Materiale di supporto (cartaceo e on line) allargato al Sistema Bibliotecario.

Il Sistema Bibliotecario pubblica a cura dei Servizi Informatici per le Biblioteche  la Guida alle Biblioteche.

L’impianto dell’attuale guida è sintetico, ridotto rispetto  ad un’edizione precedente. Tutto questo per mancanza di fondi.

 

 

Per il gruppo 2:

 

Da oltre quindici anni la BCA si avvale del supporto delle collaborazioni studentesche, i cosiddetti borsisti. Principalmente, nella nostra struttura questi si occupano della ricollocazione dei libri, ordinati secondo CDU, di quella dei periodici,  in ordine di testata e delle tesi di laurea,  ordinate con numero progressivo d’ingresso, del controllo del buon andamento nelle sale, e forniscono  assistenza tecnologica e  informazioni di base all’utenza. La formazione dei borsisti è sotto la mia responsabilità,  e, con l’ausilio di parte del personale, mira ad insegnare loro l’operatività della CDU, del catalogo elettronico e del regolamento. 

Inoltre, all’interno del Sistema , si è costituito un gruppo di “formatori” per l’istruzione dei colleghi entrati a far parte da poco dell’area-tecnico bibliotecaria. In questo caso si tratta di approfondire le tecniche biblioteconomiche professionali.

 

Al fine di migliorare i servizi della biblioteca è stato chiesto ad un campione di utenti, studenti e docenti,  individuato tra i frequentatori più assidui,  di  scrivere le loro   impressioni sulla biblioteca.

La maggior parte degli studenti si è dichiarata soddisfatta dei servizi offerti e della sistemazione a scaffale aperto, chiedendo un incremento di orario. Altri vorrebbero che la biblioteca garantisse un rispetto delle regole più stretto in maniera da evitare al materiale  un veloce  deterioramento.

Le risposte che destano più perplessità sono quelle dei docenti: alcuni vorrebbero una biblioteca di conservazione, a scaffale chiuso, per preservare meglio il materiale e altri criticano l’assistenza diretta e la formazione agli utenti (perché secondo alcuni  il personale è sottopagato per le prestazioni offerte!!!) .

Altri docenti sono soddisfatti.

Questo monitoraggio ha portato all’estensione dell’orario continuato quattro giorni la settimana e alla distribuzione all’ingresso di una paginetta di sunto del regolamento interno.

Inoltre,  in una recente pubblicazione del Politecnico, gli studenti del triennio lamentano che il distaccamento in altra sede delle aule ha comportato la difficoltà a frequentare la Biblioteca Centrale con “un disuso delle risorse cartacee”  (4), testimoniato da  un sensibile calo delle presenze, dai circa 400 utenti alla fine degli anni novanta ai 252 attuali.

 

Preciso che quello che scrivo appartiene alla mia personale esperienza, che  continua a crescere anche  grazie all’interazione con docenti, studenti e colleghi interessati alle tematiche delle biblioteche, all’introduzione di nuove tecnologie ed alla vivacità intellettuale delle nuove generazioni.

 

Sicuramente il nostro lavoro  può essere ampliato e perfezionato e  lo faremo perché gli studenti rappresentano direttamente le possibilità del nostro futuro. Per svolgere meglio il nostro compito ci saranno preziose le indicazioni e gli stimoli che incontri come le giornate del CNBA sapranno fornirci.

 

 

 

 

Note

(1)  Elena Tamagno. Il fondo Carlo Mollino e gli archivi della Biblioteca centrale di  architettura in: Il progetto di architettura… Atti del seminario. Venezia, 1995

(2)  Paolo Messina (a cura di). Andare in biblioteca. Bologna, Il mulino c1998

(3)  Pat  Dixon in: A.I.B. notizie, n.9 ottobre 1998

(4) Giovanni Durbiano, Sergio Pace (a cura di). Tre anni dopo. Il corso di studi in     Scienze dell’architettura ridiscute il proprio progetto formativo.Torino, Celid, 2004

 


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