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Titolo 1

 

 

Un’esperienza didattica: il progetto di una ricerca bibliografica

Daniela Ferrero

 

 

Ritengo particolarmente significativo, per il tema di questo incontro, illustrare l’esperienza dell’attività didattica del Workshop Documentare l’architettura, di cui sono titolare, negli anni accademici 2002-03 e 2003-04.

Pur trattandosi di un’esperienza triennale durante l’anno accademico 2001-02 lo stesso workshop ha dovuto svolgersi con un’organizzazione diversa dalla quale sono derivati risultati meno soddisfacenti. Le condizioni che hanno permesso, in questi ultimi due anni accademici, di impostare l’attività in modo più proficuo sono state la localizzazione dell’aula didattica presso la sede del Castello del Valentino dove è ubicata la Biblioteca Centrale di Architettura (la sede delle ex officine ferroviarie, dove si svolge la quasi totalità della didattica del triennio è priva purtroppo di qualsiasi servizio bibliotecario) e la disponibilità di un congruo numero di ore per ogni lezione (4 ore per due giorni la settimana per un totale di 50 ore) adatte ad un’attività con contenuto sia teorico che applicativo.

 

L’obiettivo che il workshop si propone è di fornire agli studenti gli strumenti e le conoscenze di base per  individuare, conoscere, reperire e consultare la documentazione relativa alla città e al territorio in periodo contemporaneo. Per raggiungere questi obiettivi il workshop si articola in due sezioni: una di ricerca sul materiale bibliografico e l’altra sul materiale archivistico.Uno spazio specifico è inoltre dedicato al trattamento della documentazione e alla restituzione dei risultati. Sebbene i benefici maggiori della continuità di orario si siano avuti soprattutto per la parte di attività dedicata alla documentazione archivistica, con specifiche visite agli  istituti di conservazione, la possibilità di disporre di un elevato numero di ore continuative è risultata positiva anche per la ricerca bibliografica. In entrambi i casi accanto a lezioni ex cathedra si svolge un’attività applicativa che per i materiali archivistici si traduce nelle citate visite guidate agli istituti di conservazione (Archivio di Stato, Archivio Comunale, archivi di architettura) per l’impossibilità di condurre un’esercitazione direttamente sui documenti per il numero di studenti troppo elevato.

 

Per la parte relativa al materiale bibliografico agli studenti è invece richiesto di condurre tre specifiche ricerche bibliografiche presso la Biblioteca Centrale di Architettura. Precedono la parte di esercitazioni pratiche una serie di lezioni ex cathedra con l’obiettivo di fornire agli studenti un quadro sufficientemente esaustivo degli strumenti della ricerca bibliografica e delle loro modalità di utilizzo. Alla consultazione dei cataloghi e delle banche dati ed alle risorse in rete è dedicato ampio spazio affinché gli studenti ne possano sfruttare appieno le potenzialità durante la ricerca. Questa fase non si limita però ad un semplice addestramento all’uso di questi strumenti, ma propone un approccio critico agli stessi. Viene anche sviluppata un’introduzione sui modi di condurre le ricerche, su come impostare le relative strategie; temi che costituiranno poi oggetto specifico di approfondimento durante le esercitazioni.

 

Gli studenti sono organizzati in gruppi di quattro componenti, e delle tre ricerche bibliografiche che devono sviluppare due sono assegnate mentre la terza è a libera scelta. La prima ricerca è di tipo monografico su un architetto contemporaneo e la seconda è relativa ad una specifica tipologia di edifici.

 

La scelta che gli studenti operano per la terza esercitazione è varia, anche se prevalgono le tipologie, i temi tecnologici e di particolari architettonici (bioarchitettura, fotovoltaico, finestre per fare alcuni esempi). E’ sconsigliata, anche se non impedita, come terza esercitazione la ripetizione di una ricerca bibliografica su un architetto, proprio per la ripetitività che verrebbe a determinarsi nella metodologia di ricerca tenuto conto del livello di basea cui sono condotte le esercitazioni. La ricerca sulla figura di un architetto è invece relativamente semplice come primo approccio e formativa per chi non ha mai condotto ricerche bibliografiche.

 

Agli studenti è richiesto di descrivere il percorso di ricerca seguito e di motivare le scelte effettuate. Pur svolgendo un lavoro autonomo gli studenti sono seguiti dal docente in collaborazione con i bibliotecari.

I supporti che gli studenti ricevono non sono però mai sostitutivi del loro lavoro, ma sono indicazioni, aiuti, guide per procedere nella ricerca. Una grande importanza, anche nella valutazione finale, è attribuita al percorso di ricerca seguito. Non a caso l’esercitazione ha come titolo: il progetto di una ricerca bibliografica. Il titolo pone quindi l’accento sull’aspetto progettuale, termine ovviamente familiare agli studenti di architettura, con il quale gli studenti sono chiamati a confrontarsi continuamente anche con le implicazioni del concetto di processo. Le indicazioni fornite agli studenti per svolgere l’esercitazione sono contenute nell’allegato. Tali indicazioni non sono solo prescrittive, ma richiamano anche elementari suggerimenti per l’avvio della ricerca.

 

Delle 50 ore del workshop (48 in realtà) 32 sono dedicate alla ricerca bibliografica e di queste 10 per lezioni ex cathedra e 22 per esercitazioni e verifiche. Le verifiche sono condotte in parallelo all’attività di esercitazione per non sottrarre tempo a queste ultime.

 

Questa è la descrizione dell’organizzazione del workshop, ma quali sono gli studenti che partecipano, con quali risultati e con quali giudizi da parte loro?

Il workshop è un’attività opzionale per gli studenti del triennio del corso di studi in scienze dell’architettura ed è quindi scelto dallo studente nell’ambito dell’offerta della I Facoltà di Architettura, con le modalità previste dal manifesto degli studi.

La fase di messa a punto del nuovo modello formativo ha fatto sì che la composizione degli studenti, in relazione al loro percorso formativo, fosse diversa negli anni.

Nel 2002-03 hanno partecipato al workshop studenti del 1°, 2° e 3° anno, mentre quest’anno gli studenti erano solo del 2° e 3° anno, poiché gli studenti del 1° anno sono stati invitati a dedicarsi esclusivamente allo studio della lingua inglese nel periodo didattico durante il quale si svolge il workshop; periodo riservato alle attività opzionali, ai recuperi ed alla lingua inglese.

In un’università organizzata per crediti non si dovrebbe più parlare di anni di corso, tuttavia questa consuetudine consente di collocare gli studenti nel loro percorso formativo.

Gli studenti sono stati rispettivamente 73 e 74 nei due anni accademici e di questi 53 e 65 hanno sostenuto l’esame. Gli studenti che non hanno sostenuto l’esame non avevano comunque frequentato.

 

Una prima osservazione sui risultati ottenuti è relativa all’indifferenza dell’anno di corso in relazione alla qualità dei risultati ottenuti. In alcuni casi i risultati raggiunti dalle matricole erano superiori agli studenti del 3° anno.

Questo esito porta ad alcune riflessioni generali sull’impostazione del Nuovo Modello Formativo (caduta di attenzione ad alcuni apporti culturali del modello learning by doing e un carico didattico troppo gravoso soprattutto come ore/aula per gli studenti), riflessioni che investono soprattutto gli organi di governo delle Facoltà, ma che non possono essere trascurate anche dalle biblioteche perché rappresentano un cambiamento dell’utenza almeno per la parte studentesca.

 

Quali sono i giudizi degli studenti sul workshop? Per il Politecnico di Torino esiste lo strumento del questionario a cui sono tenti a rispondere gli studenti al termine di ogni corso (nelle ultime lezioni prima dell’esame).

Il questionario predisposto dal Comitato Paritetico per la Didattica chiede agli studenti di esprimere dei giudizi sull’organizzazione dei corsi, sull’articolazione di contenuti, sulle modalità di svolgimento della didattica da parte dei docenti. E’ uno strumento criticato da alcuni che segnalano il rischio di un appiattimento della didattica in funzione di questi guidizi.

 

Poiché il workshop oggetto di questa illustrazione era, come già indicato, composto di due parti è difficile riportare le valutazioni espresse dagli studenti per lo specifico della ricerca bibliografica, tuttavia è interessante la valutazione espressa dagli studenti alla seguente domanda: “Se l’insegnamento prevede attività integrative (esercitazioni, laboratori, contributi di altre discipline, seminari, tutorati...), queste sono condotte in modo utile ai fini dell’apprendimento?”.

A questa domanda gli studenti hanno risposto con un punteggio di 3,4 su una scala di valori da 1 a 4 (1=no, 2=più no che sì, 3=più sì che no, 4=sì).

 

Accanto alla compilazione dei questionari gli studenti sono anche invitati ad esprimere, in forma anonima, giudizi e commenti e suggerimenti che non prevedono una pubblicizzazione, ma restano in forma riservata al docente.

Ho sempre invitato gli studenti ad utilizzare questo strumento per ottenere suggerimenti utili al miglioramento della didattica. I commenti degli studenti possono essere sintetizzati in alcune indicazioni prevalenti.

 

La prima riguarda il gradimento per le visite guidate agli istituti di conservazione.

La seconda indicazione positiva è sulle esercitazioni ritenute molto utili.

La terza segnala l’utilità di posizionare il corso al primo anno all’inizio del percorso formativo (sono gli studenti stessi a segnalare la necessità di “un’alfabetizzazione precoce”).

Tutti gli studenti sottolineano inoltre la disponibilità e l’aiuto del personale della biblioteca.

 

Accanto alle indicazioni positive ci sono però anche delle critiche e su queste è importante riflettere. Le critiche sono per il carattere noioso delle lezioni ex- cathedra e per lo scarso interesse che il corso è riuscito a stimolare.

E’ sicuramente doverosa a questo riguardo un’autocritica e un impegno a rendere le lezioni più stimolanti, anche se la benevolenza degli studenti ammette che spesso sono proprio gli argomenti noiosi e non il modo di trattarli.

 

Tuttavia la noia e lo scarso interesse portano anche ad altre considerazioni. Il modello richiamato del learning by during e i ritmi molto incalzanti della didattica, forse non sono estranei nello scarso interesse dimostrato dagli studenti, almeno da una parte di essi, perché rischia di accompagnarsi ad una disabitudine allo studio come approfondimento e come stimolo di crescita intellettuale a carattere individuale.

Scoprire che studenti (e non sono pochi) giunti al terzo anno, hanno frequentato la biblioteca solo per reperire i testi segnalati dai docenti “su cui studiare” e non hanno mai sentito la necessità di un percorso autonomo di ricerca è sicuramente preoccupante.

 

Il panorama fortunatamente non è tutto così fosco e i risultati raggiunti dalle ricerche bibliografiche mitigano il giudizio pessimistico.

Infatti accanto a ricerche che hanno risposto con semplice diligenza alle richieste formulate inizialmente, alcuni gruppi hanno lavorato con intelligenza e curiosità, mettendo particolarmente a frutto l’occasione che gli si presentava di acquisire degli strumenti utili in futuro, e contemporaneamente sviluppare un autonomo percorso critico di ricerca, sia pure supportato da docente e bibliotecari.

 

Nessuno comunque ha potuto semplicemente produrre una bibliografia che è il risultato acritico dell’interrogazione di cataloghi o di repertori bibliografici, come spesso denunciano alcuni miei colleghi, senza alcun criterio valutativo. Tuttavia esclusa la possibilità di questa scorciatoia alcuni hanno lavorato per conseguire il risultato con il minimo sforzo nella stretta rispondenza alla richiesta, mentre altri si sono impegnati riuscendo ad acquisire (almeno è auspicabile) un metodo di studio che dovrebbe appartenere al bagaglio normale di uno studente universitario.

 

Queste considerazioni dovrebbero anche essere incrociate con il titolo di studio della media superiore di provenienza, perché ho l’impressione, ma non possiedo dati certi su questo aspetto, che influisca sui risultati raggiunti.

 


 

03ERJ DOCUMENTARE L’ARCHITETTURA A.A. 2003-04

ESERCITAZIONI PRESSO LA BIBLIOTECA CENTRALE DI ARCHITETTURA

IL PROGETTO DI UNA RICERCA BIBLIOGRAFICA

 

Le esercitazioni consistono in tre ricerche bibliografiche di cui due assegnate dal docente ed una a libera scelta dello studente. Obiettivo dell’esercitazione è fornire gli strumenti di base per l’individuazione e la raccolta del materiale dal quale iniziare un’eventuale studio monografico.

 

Le ricerche sono svolte, di norma, da gruppi di quattro studenti, coadiuvati dai bibliotecari della Biblioteca Centrale di Architettura. Le esercitazioni sono svolte presso la Biblioteca Centrale di Architettura con l’utilizzo degli strumenti e del materiale della biblioteca stessa.

 

Ciascuna ricerca deve essere descritta in tutte le sue fasi metodologiche. Occorre tenere un diario del percorso seguito per arrivare ai testi (volumi e/o articoli) individuati, specificando i criteri di selezione adottati. Si consiglia di iniziare dalle opere di riferimento generale (enciclopedie, dizionari e manuali) per passare alle monografie e successivamente ai periodici. Per esempio un primo, sia pure grossolano, criterio di selezione può essere l’anno di pubblicazione (le pubblicazioni più recenti dovrebbero essere le più aggiornate).

 

Dei testi (minimo due libri e due articoli) si deve restituire l’indicazione bibliografica corretta con note descrittive. L’indicazione bibliografica corretta deve contenere tutte le informazioni indispensabili all’individuazione univoca del testo (sarà fornita specifica documentazione al riguardo). Le note descrittive devono contenere gli elementi di descrizione fisica del testo (spesso già contenuti nelle schede di catalogo delle biblioteche) consistenti nelle dimensioni, nel numero delle pagine e nella presenza di illustrazioni. A queste indicazioni si devono aggiungere indicatori specifici (utili per un futuro studio). Ad esempio per le illustrazioni è utile riportare se si tratta di fotografie b/n o colori,  e/o di disegni. Deve essere valutata la presenza degli apparati di corredo (indice dei nomi, dei luoghi, cronologia, biografia, bibliografia). Deve essere data una prima, sia pure sommaria, valutazione del testo (opera divulgativa, specialistica, critica, ecc.). E’ facoltativo allegare un abstract.

 

 

1° esercitazione

2° esercitazione

Ando Tadao

Architettura religiosa

Aulenti Gae

Banche

Botta Mario

Biblioteche

Calatrava Santiago

Centri commerciali

Canella Guido

Cimiteri

Foster Norman

Edifici industriali

Fuksas Massimiliano

Edifici per uffici

Gabetti e Isola

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