Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

per Vittorio Manfron

 

 

26 ottobre 2018

 

È mancato ieri il prof.

Vttorio Oreste Manfron,

architetto e docente di Tecnologia dell’architettura

 

La comunità Iuav lo ricorda

 

La cerimonia funebre si terrà sabato 3 novembre alle ore 14.30 nella sala al piano terra del Centro Culturale "Leonardo da Vinci" in Piazza del Municipio a San Donà di Piave

 

 

 

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L’Università Iuav di Venezia piange la tragica scomparsa di Vittorio Manfron e della moglie. Vittorio è stato per decenni professore di Tecnologia all’Università Iuav, apprezzato da tutti non solo per le sue capacità di docente, ma anche per il suo grande spessore umano, testimone e protagonista di tanti momenti importanti della nostra Scuola.    

 

Alberto Ferlenga

 

 

Vittorio è stato uno dei capisaldi della tecnologia veneziana, stimato a livello nazionale e amato dai suoi studenti per la grande umanità e correttezza con cui sapeva trasmettere la passione per l'architettura.
Allegro e ironico, stemperava con un sorriso i confronti più duri nei consigli di facoltà, ed è stato per molti di noi un riferimento importante anche dopo essere andato in pensione.

Che le cornacchie del Middle West accompagnino il suo viaggio.

Valeria Tatano

 

 

Sono costernato nell'apprendere la notizia dell'improvvisa morte di Vittorio, collega, amico e compaesano. Oltre ad essere un valente collega, era ben conosciuto e stimato nella comunità di San Donà di Piave per la sua attività professionale e per aver partecipato a lungo alla vita pubblica.

Dopo il suo pensionamento, lo incontravo comunque spesso ed era un piacere fermarsi

a parlare. Mi mancherà la sua battuta pronta e vivace.

Ci resta il ricordo

 

Luigi Schibuola

 

 

Per alcuni anni ho fatto parte della stessa commissione di laurea in cui stava anche Vittorio, e questa è stata l'unica occasione di confronto.

A quel tempo mio figlio giocava a rugby, ed è parlando delle sue prime partite che Vittorio ha iniziato a raccontarmi della sua vita di rugbista, delle stagioni trascorse a giocare con il San Donà Rugby arrivando a vincere il campionato. 

In quei momenti, nel maturo docente prossimo alla pensione si accendeva lo sguardo di un ventenne rugbista, divertito ed appassionato. 

Questo è il ricordo di Vittorio che porto con me. 

 

Maria Chiara Tosi

 

 

Con Vittorio 

ho lavorato nel laboratorio della magistrale per molti anni fino a quando è andato in pensione.

Ho sempre apprezzato la sua volontà di “lavorare in squadra” per un fine comune e la sua capacità di fare tutto con la passione di appartenenza all’istruzione e parimenti la sua ricerca di praticare sempre la leggerezza del l’ironia e del sorriso.
Sono colpito e dispiaciuto per questa sua improvvisa mancanza e mi associo alla tristezza di tutti.

 

PierAntonio Val 

 

 

Se n'è andato correndo follemente verso il suo destino, trascinando con sé la sua amata!
Per lunghissimi anni Vittorio, Gianfranco ed io eravamo legati dalle nostre interpretazioni del mondo, da quelle accademiche a quelle politiche, dalle gioie e dalle avversità private.
Con orgoglio portava l'anello di suo padre del quale decantava la sregolatezza e l'amore per la musica.
A noi tocca ora cantare il de profundis, che mai avremmo voluto...
RIP

Pietro Zennaro

 

 

Sono stata uno degli studenti del professor Manfron prima nelle aule Iuav e poi durante gli anni del dottorato. Il professor Manfron considerava ogni studente come un figlio, una sensazione che ho percepito in aula e che ho decifrato e apprezzato lavorando con lui.

Affrontava le lezioni con tono giocoso, per lui era una gioia stare in aula e fare ricerca; riusciva a trasmettere il valore dello studio e della disciplina, pretendeva regola e dedizione.
Il professor Manfron, serio e rigoroso, mi ha insegnato che il lavoro (così come la vita) è migliore se viene alimentato da quel desiderio di scoprire ed innovare che di lui caramente ricordo.

Ripensando agli studi e alle ricerche sui quali ci siamo confrontati, mi rendo conto che i suoi insegnamenti non rimangono, per me, solo negli appunti e nelle pubblicazioni. Ciò che il professor Manfron mi lascia è un meraviglioso metodo per affrontare un meraviglioso mestiere.

 

MariaAntonia Barucco

 

 

Ho avuto il grande piacere di conoscere Vittorio Manfron lavorando insieme diversi anni nei nostri Laboratori interdisciplinari.

La sua qualità umana, la competenza, la simpatia, e la sintonia con gli studenti, l’affetto con cui li guidava, mi avevano colpito.

E dai suoi studenti era contraccambiato, stimato e amato.

Gli scambi di idee, le chiacchierate, mi tornano in mente con una sensazione di rimpianto.

Lo ricordo con grande stima e sincero affetto.

 

Mario de Miranda

 

 

Vittorio mentore e amico. Dalla giovanile collaborazione nel suo studio, al dottorato, alle ricerche sui temi della qualità del costruire, Vittorio ha rappresentato un riferimento costante ed importante per mia formazione di architetto e tecnologo. Un maestro che con paternale severità e grande pazienza, ha cercato, sopportando la mia propensione all’anarchia, di insegnarmi le regole del fare ricerca. E con grande ironia accettava che lo chiamassi “il nonno”. Vittorio era così. Sempre pronto ad ascoltare chiunque gli ponesse un problema che fosse un semplice studente o un illustre collega. Disponibilità, competenza intellettuale e abnegazione all’insegnamento erano le sue doti che ha saputo trasmettere a generazioni di nuovi architetti e collaboratori.

 

Grazie Vittorio, non mi sarà facile dimenticare.

 

Giovanni Mucelli

 

 

... l’amarezza per la sua tragica fine preferisco sovrastarla col ricordo delle cose fatte insieme allo Iuav.

 

Erano i primi anni ‘90 e ... col nulla partimmo per il Veneto Orientale per fondare il Diploma Universitario in Edilizia ... anzi no, ci accompagnava il suo scherzoso brontolare ogni volta (sempre!) che rubavo carta e penne nel suo studio, posto dove ci riunivamo non avendo ancora allestita neppure la sede scolastica di San Donà!

Poi non è che le cose cambiarono più di tanto, sempre da lui “andavo a rifornirmi” sia di penne che di rimproveri affettuosi!

 

Vittorio, non mi capacito da dove e come mi senti, mi è più facile immaginarti con una delle tue ironiche risposte, che mi addolciscono la tua dolorosa scomparsa.

 

Pippo D’Ambra

 

 

Sono trascorsi quasi vent'anni dal giorno in cui Vittorio Manfron mi ha accolto nel suo corso di laurea in Produzione Edilizia a Portogruaro.

Lo ha fatto con energia e delicatezza. Da lui trasparivano doti che raramente vanno insieme: la sicurezza determinata dall'esperienza e un'insaziabile curiosità di una mente rimasta giovane nonostante l'età. 

All'inizio mi stupiva il suo interesse per i miei studi talvolta dedicati a dettagli di vicende marginali, ma la penetrante concretezza delle sue osservazioni mi ha indotto a guardare al fenomeno costruzione in modo diverso.

Per quanto oggi mi sia difficile distinguere con precisione percepisco ogni giorno quanto questa prospettiva abbia indirizzato il mio lavoro di storico.

Sembra inutile dire quanto tutto questo mi guidi nel lavoro di oggi.

 

Vitale Zanchettin

 

 

Ho provato un vero dispiacere vedendo la notizia. Ero affezionata al prof. Vittorio Manfron e lo stimavo come professore e come persona. Ho lavorato con piacere con lui in varie occasioni e so che si fidava di me. Era una persona che rispettava le altre e che rendeva piacevole il lavoro con il suo senso di ironia. Cosa che non avrei mai detto perché, quando ancora non lo conoscevo personalmente, vedevo solo il suo atteggiamento serio che i tratti del viso gli conferivano. Atteggiamento che svaniva al primo cenno di sorriso.

Sono felice di avere un buon ricordo di lui e di averlo visto poco tempo fa, in dipartimento. Mi dispiace anche per la moglie che però non ho mai conosciuto.

 

Lucia Gianolla