claSPUT 05-06

ClaSput - a

 

Laboratorio III B “Pianificazione del territorio”

 

Docenti:

Docente responsabile: Giorgio Sarto coadiuvato dal prof.  Luciano Vettoretto

 

Collaboratore

(in corso di definizione)

 

Obiettivi

Il Laboratorio ha lo scopo consentire agli studenti un’esperienza di progettazione del territorio, attraverso l’immersione in diversi campi di pratiche: l’interpretazione del contesto territoriale (sia rispetto alla tradizione della costruzione tecnica dei “quadri conoscitivi”, sia rispetto ai caratteri della società locale e dei soggetti attivi in questioni di interesse territoriale, ed alle relazioni tra queste diverse forme di conoscenza), la riflessione critica su piani, progetti e politiche influenti per l’area, l'individuazione di temi rilevanti e di obiettivi, la costruzione di scenari, la definizione operativa di indirizzi progettuali (ivi comprese ipotesi di un possibile processo di costruzione delle strategie d’azione nel senso del policy design), la rappresentazione e comunicazione di argomentazioni e ipotesi d'intervento (strategie, linee-guida, schemi di assetto).

 

L’area di studio: questioni, temi, problemi

 L'area prescelta è la fascia di territorio compresa tra la strada Castellana e l'abitato di Gazzera e che ha per asse il corso del Marzenego da Zelarino al centro di Mestre. Si tratta di un'area il cui assetto è assai rilevante per l'intera formazione urbana.

In questa fascia è possibile individuare un insieme molto articolato di contesti e temi (che rinviano alle pratiche citate al punto precedente) con un elevato grado di interdipendenza. Tra questi:

 

·          l’interesse per l’analisi delle trasformazioni storiche e ambientali, per la presenza di non trascurabili permanenze storiche (tre piccoli nuclei storici, tre mulini, un Forte del campo trincerato, alcune ville venete e edifici rurali, ecc) e di caratteri ambientali e paesaggistici;

·          la presenza di contesti di “città diffusa” o più semplicemente di dispersione edilizia (nuclei urbanizzati e strisce di frangia urbana), che pongono problemi specifici di progettazione;

·          una fascia fluviale con  una certa continuità di spazi liberi, ma con marcati elementi di intrusioni edilizie e di degrado, che può costituire l’oggetto per la definizione di una strategia di formazione di un parco nel contesto di una più ampia green belt della città di terraferma;

·          l’interpretazione critica degli strumenti urbanistici e delle politiche relative al previsto parco del Marzenego, con simulazioni progettuali di diversi scenari, dalla grande fascia tra entroterra e laguna alla ‘realpolitik’ in corso;

·          le questioni della mobilità e della tangenziale di Mestre - che taglia la fascia ancora libera - e delle connesse mitigazioni, trasformazioni e alternative nel quadro di area vasta e nell’area di studio. Sempre in connessione ai temi della mobilità, la questione della Ferrovia  in prossimità del centro città e la prevista fermata del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale;

·          i caratteri e gli effetti di strumenti urbanistici vigenti di concertazione pubblica-privata relativi alla nuova edificazione, compensata da cessione di area a parco, prevista in prossimità della tangenziale;

·          il tema della trasformazione e riqualificazione dell'area urbana compresa tra la prevista fermata metropolitana e l'attuale ospedale di prossima dismissione;

·          il ruolo dei soggetti locali su questioni rilevanti (il Forte, la Tangenziale, il Parco, ecc.) e la loro potenzialità nella costruzione di scenari e progetti per l’area.

 

Fasi operative

·          distribuzione ai gruppi di studenti delle basi cartografiche storiche e attuali e delle analisi reperibili sull'intero settore urbano;

·          visite “interpretative” sul campo;

·          interventi di inquadramento e contributi dei docenti e di esperti esterni;

·          analisi critica dei piani, progetti  e politiche sia territoriali e urbanistici che settoriali;

·          incontri con attori istituzionali e sociali al fine dell’interpretazione del contesto e della definizione di scenari e di linee progettuali;

·          costruzione di obiettivi e scenari;

·          proposte progettuali di assetto generale dell'area (alle scale 1:10.000, 1:5.000), con comparazione di schemi alternativi, e questioni di processo connesse (quali attori istituzionali e non sono implicati? quali forme di coinvolgimento o coordinamento di attori diversi possono essere ritenute rilevanti per l’efficacia del progetto? quali strumenti appaiono più adeguati? ecc.);

·          individuazione di sottozone e temi parziali rispetto ai quali i gruppi elaborano proposte progettuali corredate da relazione e da grafici alla scala adeguata, e questioni di processo implicate.