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Mario Lupano

 

curriculum vitae et studiorum

 

Mario Lupano (1952) è professore ordinario nel settore scientifico disciplinare ICAR/18, “Storia dell'architettura”, presso l’Università Iuav di Venezia. Si è laureato in architettura all’Università di Firenze (1977), dove ha conseguito il dottorato in Storia dell’architettura e dell’urbanistica (1991).

 

Attività didattica

Ha insegnato “Storia dell'urbanistica” presso la Facoltà di architettura di Reggio Calabria (1992-96), “Storia dell'architettura” alla Facoltà di ingegneria di Pisa (1993-94), “Storia dell’architettura contemporanea” alla Facoltà di lettere e filosofia di Bologna (1995-2008).

Dal 1998 al 2002 è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte dell'Università di Bologna. Dal 2005 al 2008 è stato presidente del nuovo corso di laurea specialistica in Sistemi e comunicazione della moda all'Università di Bologna, presso il quale ha tenuto l’insegnamento di “Design e moda”.

L'intera sua attività didattica segue una progettualità, fondata su una riflessione e un ripensamento di forme e finalità. In questo senso va intesa l'integrazione di momenti conoscitivi di diversa natura, come seminari, workshop, conferenze, giornate di studio, incontri con artisti, architetti e altri operatori culturali, coltivando rapporti con le istituzioni museali, esercitando un continuo confronto critico con i temi della contemporaneità, con la circolarità tra le procedure artistiche e con le recenti dinamiche postdisciplinari.

Di questi indirizzi è testimonianza l'ideazione e la realizzazione di un progetto editoriale interno alla Scuola di specializzazione in storia dell'arte che si è espresso con la pubblicazione di un “Annuario” e una collana di “Quaderni” che hanno raccolto rispettivamente saggi dei neodiplomati e altri contributi maturati nel corso dell'attività e delle esercitazioni didattiche. Alcune riflessioni sulla missione della Scuola e sulla sua prospettiva nell'ordinamento didattico, maturate nel corso di questa esperienza, sono in Nota di presentazione, in “Annuario della Scuola di specializzazione in storia dell'arte dell'Università di Bologna”, n. 1, 2000. Anche l'intera impostazione sperimentale del Corso di laurea specialistica in Sistemi e comunicazione della moda, risponde a questa visione.

In relazione al ruolo di presidente di un corso di laurea presso il Polo scientifico e didattico di Rimini dell’Università di Bologna, ha affrontato anche la necessità di studiare modalità di relazione tra la presenza universitaria nella città e le strategie degli enti locali in campo culturale, stipulando nel 2007 un contratto di ricerca per una mappatura della creatività nelle arti e nell’industria nel territorio riminese e per uno studio di fattibilità per l'insediamento nell’ex macello comunale della sede dei corsi di laurea sulla moda e di altri spazi dedicati ad attività culturali e artistiche. Gli esiti di questo studio sono stati presentati in un workshop tenuto nella sede del polo riminese (31 gennaio 2008).

Nel 2009 si trasferisce all’Università Iuav di Venezia, dove insegna “Storia dell’architettura contemporanea” nei corsi di laurea triennale in Design.

 

attività di ricerca

Ha compiuto e compie ricerche su temi e problemi storiografici dell'architettura e dell'urbanistica moderne e contemporanee. Indagando alcune importanti esperienze italiane tra le due guerre mondiali, ha prodotto significativi contributi scientifici. Si ricordano soprattutto gli studi sull'attività di Marcello Piacentini, autorevole architetto e interprete dell'età fascista: La parte di Piacentini, in “Lotus international”, n. 67 dicembre 1990; Marcello Piacentini, Roma-Bari, Laterza, 1991. Alcuni di questi studi sono dedicati al nodo dell’“edilizia cittadina” e dell'“ambientismo” e intendono riconoscere nell'architettura italiana degli anni Dieci, Venti e Trenta del Novecento una speciale attitudine al progetto urbano e paesistico che può contare su un buon numero di riflessioni teoriche, di progettazioni esemplari e di interpreti. In questo senso vanno intesi: Il Vittoriale degli architetti, in L'architetto del lago: Giancarlo Maroni e il Garda, Milano, Electa, 1993; Piacentini artista-costruttore-delle-città…, in La centralità del piano, (atti del convegno: Reggio C., 1° giugno 1994), Reggio C., Jason, 1996; Stile impersonale, in Marcello Piacentini architetto 1881-1960, Roma Gangemi, 2012; e anche alcuni studi sulla formazione di Angiolo Mazzoni.

Ha coordinato ricerche istituzionali, come responsabile di unità operative, ancora intorno a temi dell'architettura italiana novecentesca, ponendo soprattutto attenzione al suo rapporto con i mezzi di informazione e di comunicazione, i giornali, la pubblicistica di massa e la fotografia, in quanto indirizzati alla divulgazione della cultura architettonica di tendenza moderna e insieme alla costruzione del consenso. Le stesse attenzioni per la fotografia di paesaggio, per l'architettura degli anni trenta e per gli aspetti comunicativi e propagandistici hanno trovato uno sbocco editoriale in Dizionario del fascismo, Einaudi, 2003.

Ha coltivato interessi specialistici (a partire dal 1978) per il settore degli archivi di architettura del Novecento. Con queste attenzioni, ha intrecciato l'esercizio storiografico con azioni rivolte alla conservazione delle raccolte documentarie (come nel caso della donazione - nel 1980 - del Fondo Piacentini alla Biblioteca di architettura dell'Università di Firenze). La centralità degli archivi nell'indagine storiografica e l'attivismo istituzionale per la loro conservazione non escludono altre attenzioni, per esempio quelle tese a riconoscere l'archivio come entità di natura e significati unitari. In questo ordine di interessi si pongono anche le ricerche sulle procedure di descrizione analitica delle fonti documentarie e iconografiche e della produzione libraria del Novecento (specialmente quelle caratterizzate da una qualità nella progettazione grafica). Nel ruolo di curatore scientifico della Sezione Archivi della Biblioteca della Facoltà di architettura di Firenze ha collaborato a molte iniziative espositive ed editoriali (dal 1980 al 1992).

 

archivi

Le attenzioni per il tema degli archivi di architettura del Novecento e per l'esegesi delle fonti documentarie si accompagnano anche a una riflessione teorica sul rapporto tra indagine storiografica e deriva archivistica (il concetto espresso nella relazione Perdersi nei cerchi del tempo, convegno su "Archivi e ricerca", Torino 2001). Analoghe riflessioni investono il campo del museo e delle retoriche espositive dell'architettura, condotte in ambito didattico specialistico e attraverso un'attività di consulenza con il Ministero dei beni e delle attività culturali relativamente alla costituzione del museo nazionale d'architettura (cfr. l'incarico di consulenza del Ministero per i beni e le attività culturali - Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea - per la redazione di un primo documento relativo alle linee guida del Museo di Architettura Nazionale, da istituire nel Centro nazionale di arte contemporanea, MAXXI, febbraio 2003).

Più recentemente ha allargato i propri interessi storiografici sul fronte del design della moda, portando anche in questo settore di studi una sensibilità per le fonti archivistiche e bibliografiche. Si ricorda a questo proposito la serie di incontri in ambito universitario titolata “File-Style: gli archivi della moda” (2005-07).

 

curatela di mostre

Nell'ambito della curatela di mostre - e della progettazione di allestimenti intesi come discorsi critici tridimensionali e spaziali - si possono radunare molti episodi della sua attività. Alcuni dagli anni Ottanta, come l'ordinamento e l'allestimento di esposizioni al Museo Mediceo di Firenze (Wendingen 1918-31: documenti dell'arte olandese del novecento, 1982; Wenzel Hablik: attraverso l'espressionismo, 1989) e alla Triennale di Milano (Le città immaginate: un viaggio in Italia, XVII Triennale di Milano, 1987); inseguendo una passione bibliografica per i materiali architettonici del Novecento, ha invece curato Cosmorama, al Palazzo delle Papesse di Siena (estate 2000) e poi, in una edizione ampliata, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma (estate 2001). Più recentemente nuovi momenti di riflessione sul progetto di display sono stati condotti sia curando e allestendo nuove mostre sia in ambito didattico. Da un lato vanno dunque ricordate le seguenti mostre: Architettura in Emilia-Romagna nel secondo Novecento (Galleria d'Arte Moderna, Bologna, ottobre - novembre 2005), Workscape. MAXXI Cantiere d'autore, in collaborazione con la DARC (X mostra internazionale di architettura La Biennale di Venezia, 10 settembre - 19 novembre 2006), L’Italia cerca casa / Housing Italy, Padiglione Italiano alla XI mostra internazionale di architettura, La Biennale di Venezia, settembre-novembre 2008, mostra curata da F. Garofalo, di cui è stato responsabile per il concept e per la quale ha progettato l’installazione Atlante. Casa collettiva e abitare moderno 1930-1980. In ambito didattico, nell’anno accademico 2006-07 ha condotto per gli studenti del corso di laurea in Dams dell’Università di Bologna un seminario titolato "Pratiche espositive nel Novecento e nell’attualità. Architettura dei musei, arte del display e comunicazione visuale", che ha offerto documentazione e riflessioni intorno alla fenomenologia dei musei, delle pratiche del mostrare e quelle della comunicazione visuale così come si sono venute a manifestare nel secolo scorso e soprattutto nell’attualità.

 

 

 

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