Laboratorio di rappresentazione dell'architettura

Laboratorio di rappresentazione dell'architettura

 

Dipartimento di culture del progetto

corso di laurea triennale in Architettura: tecniche e culture del progetto

 

Anno di corso: 1

Ore di attività in aula: 120

CFU: 12

SSD: ICAR/17

Ambito: Rappresentazione dell'architettura e dell'ambiente

Tipo: A

Docente: Fabrizio Gay

 

Prescrizioni redazionali delle tavole tecniche       1

  1 Linee e campiture essenziali  1

  2. Layout delle tavole tecniche           1

 

link ai temi degli esercizi

- Tavola 01

- Tavola 02

- Tavola 03

- Tavola 04

- Tavola 05

- Tavola 06

- Tavola 07

- Tavole 08 e seguenti (8-12)

       -

 

Obiettivi formativi del corso

 

Il laboratorio (corso) è destinato all'apprendimento della pratica del disegno come strumento per la  conoscenza morfologica e figurale dell'Architettura, per la sua rappresentazione tecnica, per la sua ideazione e prefigurazione progettuale.

Tramite una teoria unificata della figurazione il corso correla alcune conoscenze di geometria descrittiva (metodi di rappresentazione e morfologia elementare delle curve e superfici nello spazio ordinario) a tecniche di espressione grafica impiegate nei generi espressivi tipici delle pratiche dell'architetto: disegno e rilievo a vista, elaborati analitici, rappresentazioni tecniche, figurazioni a valore autonomo.

 

Iscrizione e accesso ai materiali condivisi

 

L’iscrizione al corso è implicita nell’accettazione e correzione delle esercitazioni in aula e domestiche prescritte in ogni comunicazione del corso, posto che non saranno accettati elaborati illeggibili secondo quanto di seguito prescritto. Gli studenti sono altresì di iscriversi tempestivamente alla mailing list del corso per ricevere l’Url e il link a materiali depositati presso un servizio di cloud storage multipiattaforma. Per tale iscrizione si richiede l'invio tempestivo di un messaggio dal proprio indirizzo istituzionale (IUAV) di posta elettronica al seguente recapito: irene.ca3@gmail.com

 

Contenuti del corso

 

A) introduzione alle pratiche figurative nella progettazione architettonica

a1 - Quadro dei generi espressivi trattati nel corso.

a2 - Disegno e rilievo dal vero: ambiente e figura.

a3 - Annotazione topografica e anatomica di corpi semplici: nozioni di sintagma e paradigma.

 

B)geometria delle proiezioni e metodi di rappresentazione

b1 - Modello ottico-geometrico di un corpo, le nozioni (e costruzioni) di prospettività e di omologia nel piano e nello spazio; teoremi di Desargues e di Stevin; composizione grafica di omografie in tavole di geometria descrittiva.

b2 - Rappresentazioni piane di un oggetto in proiezioni bicentrali a diverse scale d'informazione; generi scalari del disegno edile, primi problemi metrici e grafici.

b3 - Proiezioni centrali (da centro proprio e improprio); teorema di Pohlke.

B4 - Gnomonica, prospettiva aerea, curve isofote di una superficie, caustiche: tecniche di resa dell'apparenza ottica.

 

C)- categorie eidetiche elementari della geometria dei corpi

c2 – Tangenti e inviluppi di curve e superfici, curvature (circolo osculatore, sfera osculatrice) in curve piane o gobbe; curvature principali in un punto di una superficie, curva podaria di una curva, curve e superfici del secondo e del quarto ordine, curve fisiche: catenoidi e caustiche; rappresentazione matematica, informatica e grafica di una curva e di una superficie.

c3 – Superficie di uguale pendio, panneggi e contorni apparenti di una superficie.

c4 – Elementi di stereotomia, diagrammi di Voronoi e tassellazioni di uno spazio.

C5 – Differomorfismi.

 

D) - Rilievo

d1 – Rilievo a vista, eidotipi, analisi preliminari.

d2 – Elementi di teoria della misura e di geometria del metodo topografico.

d3 – Fotogrammetria elementare e automatica da fotografia.

d4 – Analisi mereologica di un oggetto.

 

Manuale e testi di riferimento sui punti B e C

disponibili ai seguenti link attraverso la piattaforma del sito Academia.edu:

 

F. Gay, Fondamenti geometrici del Disegno, Padova: Editore il Progetto 2000. ISBN: 8887331251.

 

F. Gay, L'Apollo di Felix Klein: categorie geometriche e adeguazione descrittiva. In. R. Migliari, c. Cundari (a cura di), La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione. Roma: ARACNE editrice S.r.l. 2014 pp. 229-246. ISBN:9788854875326.

 

F. Gay, Dalla geometria descrittiva alla morfologia attraverso le teorie dell'immagine. In. R. Migliari (a cura di), Geometria descrittiva e rappresentazione digitale: memoria e innovazione. Roma: Kappa editore, 2012. pp. 107-124. ISBN: 9788865141595.

 

F. Gay, Tra reliquia e teorema: l'oggetto prospettico all'epoca di Giovanni Bellini. in: G. M. Valenti (a cura di), Prospettive architettoniche: conservazione digitale, divulgazione e studio. Roma: Sapienza Università Editrice, 2015. pp. 547-590.  ISBN 9788898533459. DOI 10.13133.

 

Sugli specifici argomenti trattati nelle comunicazioni del corso s’inviano per posta elettronica i link a materiali specifici, compresi quelli presentati durante le comunicazioni in aula.

 

Attrezzatura essenziale per gli esercizi

 

Supporti e strumenti per il disegno su carta

1)     Quaderno da oltre 100 fogli in formato UNI A3 (42 x 29,7 cm.) di carta da 90 g/mq a grana poco pronunciata, di colere bianco o avorio, a rilegatura con spirale in metallo su lato corto, oppure a blocco di fogli collati sul lato corto.

2)     Fogli sfusi di carta bianca e liscia in formato UNI A3 (42 x 29,7 cm.) da almeno 220 g/mq.

3)     Matite H, F, HB e 2B, compasso, squadrette e riga parallela, longimetri diretti, filo a piombo, tubo di gomma flessibile trasparente.

 

Software per il disegno digitale e la fotogrammetria automatica

1)         SketchUp, software di modellazione 2D-3D acquisibile dal link: http://www.sketchup.com/intl/it/download/index.html ;

2)         Software di fotogrammetria automatica acquisibile dal link: http://www.123dapp.com/catch

 

 

Elaborati e valutazione d'esame

Gli esami di profitto si svolgeranno come valutazione di quattro performanze:

1)     Alcune prove grafiche in aula

2)     Il quaderno dei disegni a mano libera, detto ”Quaderno”;

3)     La raccolta delle tavole (scansione in .pdf), detta ”Codice”;

4)     Una discussione sui due precedenti elaborati e su temi a scelta dello studente tra quelli trattati durante il corso.

 

Il “Quaderno” e il “Codice” sono elaborati d'esame individuali anche se la redazione di alcune tavole o serie di tavole può essere condotta in gruppo. L'acquisizione delle competenze teoriche richiede assiduità di performanze grafiche, non solo per gli esercizi in aula, ma soprattutto nel lavoro domestico. Questo è destinato a costruire un composito prodotto individuale (di buon livello artigianale) che consente la valutazione obiettiva dell'apprendimento.

Sono dunque stabilite diverse prove intermedie in aula durante lo svolgimento del corso che in modo che ciascuno possa testare la propria comprensione immediata. La redazione del “Codice” ha lo scopo di produrre dei chiari documenti delle performanze attraverso le competenze acquisite. Tali documenti saranno molto utili nella redazione del portfolio individuale in formato UNI A4 (21 x 29,7 cm) che sarà già oggetto di discussione dell’esame di laurea triennale.

 

Attenzione – I docenti non ritireranno per la correzione o non ammetteranno alla valutazione (soprattutto a quella d’esame) elaborati illeggibili, non identificabili, sparpagliati e referenzialmente inverosimili, cioè:

a) che non presentino chiaramente le dovute distinzioni di linee atte a denotare chiaramente i profili sezionati dalle altre immagini dei contorni apparenti e confini (si studino bene le prescrizioni redazionali che seguono);

b) che non presentino una coordinazione proiettiva tra le diverse immagini di uno stesso corpo referente (si studino bene le caratteristiche dei layout di tavola che seguono);

c) che denotino corpi referenzialmente inverosimili alla data scala d’informazione del grafico.

 

Prescrizioni redazionali delle tavole tecniche

Le tavole definitive costituenti il “Cadice” sono delimitate da una squadratura a circa un centimetro dal bordo tracciata con linea spessa circa 0,5 mm.

Non si deve apporre alcuna indicazione alfanumerica  che non sia strettamente necessaria alla intelligenza delle omografie della rappresentazione (non devono cioè comparire cartigli con intestazioni o etichette di qual si voglia sorta)

 

Quando l’evidenza iconica del disegno è sufficiente a consentire il riconoscimento del suo denotato attraverso l’individuazione delle diverse immagini di una stessa figura non si devono apporre lettere o altre indicazioni quali “pianta”, “sezione”, …

In genere nei disegni a soggetto edilizio l’evidenza iconica della costruzione denotata è largamente sufficiente e non richiede altre indicazioni se non quella delle tracce dei piani di sezione e dei versi delle viste.

 

Solo in caso di particolare costruzioni complesse che possono dare adito ad ambiguità di lettura è necessario ricorrere alla notazione alfanumerica degli enti.

In quei casi si devono indicare solo quegli enti geometrici essenziali all’intelligenza delle relazioni proiettive tra le figure della tavola.

Tali enti sono individuati per le loro dimensioni (punto, retta, piano, curva piana o gobba, superficie) come segue :

(le superfici e le curve [di grado superiore al primo], quando necessario, sono nominate con lettere greche maiuscole)

 

Questi enti non possono essere rappresentati sulla tavola se non attraverso le loro immagini piane per proiezione; quindi alle lettere che li nominano vanno apposti dei determinativi consistenti in apici e pedici per specificare il ruolo dell’immagine nel sistema che hai stabilito.

·         In doppia o tripla proiezione ortogonale le immagini dello stesso punto o della stessa retta sono identificate dalla stessa lettera con apici; ad esempio:

        il punto       A = (A’, A’’, A’’’),

        la retta       r = (r’,r’’,r’’).

In proiezione centrale i punti e rette di traccia e di fuga devono indicare la direzione e la giacitura cui sono riferiti; ad esempio la retta di fuga di un piano è tradizionalmente indicata così:

 

 

·         Nella risoluzioni di problemi metrici è necessario specificare se il punto o il segmento di retta rappresentato è nella sua “vera forma” sul piano della rappresentazione. In tal caso l’apice tradizionalmente è un asterisco.

·         Se il punto o il segmento di retta in questione ha subito un primo ribaltamento, funzionale a determinarne quello definitivo, sul piano del disegno allora lo si indica generalmente tra parentesi tonde.

 

1 Linee e campiture essenziali

 

L’uso del colore è consentito solo in casi particolari; l’intelligibilità del disegno dipende in buona parte dalla differenza di spessore dei segni con i quali denoti le immagini dei modelli geometrici dei corpi che rappresenti. Tale differenza è fissata in una gerarchia inderogabile che ti esemplifico assegnando degli spessori e dei tipi di linea di riferimento

.Di seguito s'indicheranno degli spessori di riferimento , ma resti inteso che il valore metrico di questi spessori è indicativo solo  di UNA GERARCHIA  complessiva, necessaria all'intelligibilità del disegno e non deve essere assunta normativamente, “alla lettera”.

 

contorni di corpo sezionato ed eventuale campitura

Si devono indicare con la linea continua di maggiore spessore, mai inferiore a 0,5 millimetri salvo (talora) nelle scale 1:200 e 1:500. Solo nei disegni in scala paragonabile a quelle 1:500 o 1:200 si ammette la campitura in nero dei corpi sezionati; per le scale d’informazione tra 1:100 e 1:10 la sezione di ogni elemento edilizio è contrassegnata principalmente dal maggior spessore del suo contorno rispetto a quello linee circostanti.  In rappresentazioni a grande scala (1:20, 1:10, 1:5, 1:1) il contorno della porzione tranciata dalla sezione si deve indicare con linea continua di spessore 0,6 o maggiore (0,7) se non si riesce a distinguere sufficientemente dalle altre linee. Solo in particolari casi di complessità di articolazione si ammette la campitura della trancia sezionata con un tratteggio di linea fine (non più di 0,18 mm.) a tratti paralleli distanti non più di un millimetro inclinati a 45° rispetto all’andamento prevalente dei contorni.

Nei disegni a grande scala, passando da 1:50 a1:1, si deve ammettere via via in misura maggiore la possibilità di indicare nella sezione di un elemento edilizio anche le sue componenti. In parte dei casi ciò si potrà fare anche al solo tratto, segnando i contorni dei componenti del corpo con linee vistosamente più sottili (0,25 mm.) di quelle del contorno della trancia di sezione (0,5 mm.).

Se l’espediente non fosse sufficiente a chiarire la lettura dei componenti in un particolare a scala molto grande (1:5, 1:2, 1:1) è necessario ricorrere alla campitura differenziata dei componenti del corpo sezionato.

La decisione di campire o meno la superficie sezionata del corpo dipende dal contesto del grafico giacché la campitura ha il solo scopo di rendere evidente questa porzione ezionata

come un “pieno” rispetto al “vuoto” circostante, dunque:

 si può campire la superficie sezionata se le facce in vista del corpo non sono campite con indicazioni testurali.

Reciprocamente non si deve campire la superficie sezionata se le facce in vista del corpo sono campite con indicazioni testurali (vedi punto 2.4)

 

 

spigoli in vista

- Ogni spigolo in vista deve essere indicato con linea continua di spessore compresa tra 0,20 e 0,25 mm..

 

tratti di contorno apparente

- Ogni linea di contorno apparente dev’essere indicata con linea continua di spessore = 0,35 – 0,40 mm in modo da evidenziarla rispetto ai semplici spigoli in vista.

Nei grafici di planimetria insediativa si devono distinguere senza ambiguità i contorni dei corpi edilizi distinti in spessore dai contorni delle strade e delle recinzioni proprietarie, dal contorno apparente delle alberature e dalle curve di livello del terreno rappresentate

Opportunamente secondo la scala d’informazione.

 

 

Sono vietate campiture a livelli di grigio; il disegno è composto al tratto anche quando percettivamente la linea scompare nell’effetto di campitura con il ruolo di evocare la micro

topografia e la tonalità media della superficie rappresentata.

 

L’indicazione della testura superficiale solo raramente può essere rappresentata attraverso la vera dimensione in scala degli elementi costitutivi dei contorni delle aree cromatiche o della micro topografia superficiale (ad esempio i singoli mattoni o le lastre di pietra che costituiscono una data superficie non potranno essere rappresentati in vera misura

se non in disegni a grande scala); tale testura dove dunque essere evocata con una

campitura a norma della scala di rappresentazione.

 

 

 

tessiture: contorni di aree di diverso materiale

Specie quando tali aree non sono campite con tratteggi, devono essere indicati con tratti più sottili di quelli adottati per denotare gli spigoli in vista. Perciò nelle rappresentazioni a grande scala (1:10 – 1:1) gli spigoli in vista sono indicati con tratto continuo spesso almeno 0,35 mentre i contorni delle aree in vista (elementi di pavimentazioni a intarsi marmorei, …) di diverso materiale saranno tracciate sempre con linea continua spessa 0,18 mm.. Solo nel caso di campiture a linee molto ravvicinate si ammettono linee di spessore 0,10 mm.

 

eventuali spigoli e contorni non in vista

Spigoli e contorni, se significativi per la descrizione, ma posti alle spalle del piano di sezione (spigoli in proiezione) o celati alla vista da un corpo anteposto (spigoli nascosti) possono essere indicati con linea spessa 0,25 mm. (talora 0,35 mm., in caso di contorni) tratteggiata regolarmente.

 

linee d’interruzione di vista e di sezione

Si deve indicare la parzialità di una rappresentazione segnandone il limite con una linea spessa 0,25 (0,35) mm. irregolarmente tratteggiata o talora con tratti a punta irregolare.

 

assi di simmetria e assi d’omologia

Gli assi si devono indicare con linea mista: gli assi di simmetria con linea a tratto punto, gli assi d’omologia con linea a tratto breve e tratto lungo.

Si noti che gli spessori di queste linee dipendono dall’importanza che assumono nella lettura della tavola. Un asse di simmetria che unisce rappresentazioni a diversa scala dev’essere reso con linea spessa almeno 0,35 o, se diviene decisiva per la lettura della tavola, anche con spessore pari a 0,50 mm..

 

inee di richiamo

A seconda del ruolo e della quantità si possono indicare sia con linea continua sottile (0,18 mm.) e con linea tratteggiata, purché risultino meno visibili rispetto alle linee descrittive del corpo.

 

Riepilogo

Entità denotata

Spessore della linea tracciata a china o equivalente intensità del segno della grafite

Tipo di linea

Bordo (traccia) della sezione di un corpo solido

Massimo spessore:

es. 0,50 mm

Continua

Contorno apparente di un corpo

Intermedio maggiore: es.0,35 mm

Continua

Spigolo in vista (che divide due facce visibili)

Intermedio minore:

es. 0,25 mm

Continua

Spigolo nascosto o in proiezione (giacente alle spalle del punto di vista della proiezione)

Intermedio minore:

es. 0,25 mm

Tratteggiata regolarmente

Linea d’interruzione di vista di un corpo i cui contorni apparenti eccedono l’area della rappresentazione

Intermedio minore:

es. 0,25 mm

Tratteggia a tratti larghi e diversi, talora con tratti a punta irregolare

Linee di richiamo tra immagini omografiche (della stessa figura) se tracciate per costruzione

minimo:

es. 0,10 mm.

Continua

Linee di richiamo tra immagini omografiche se pochissime e tracciate a scopo didascalico per mostrare il nesso proiettivo

Intermedio minore:

es. 0,25 mm.

Tratteggiata a trati piccoli e regolari

Assi delle omologie

Intermedio maggiore, 0,35

Tratto punto

 

3. Layout delle tavole tecniche

Le tavole tecniche hanno lo scopo di denotare il modello geometrico di un corpo, dunque sono una diretta applicazione dei metodi di rappresentazione della geometria descrittiva.

 

3.1 Piante e alzati

Pianta e alzato e ogni sezione corrispettiva devono essere poste in esatta corrispondenza proiettiva con indicazione delle tracce dei piani sezione e del verso del ribaltamente di tale sezione in vera forma. Non sono ammesse immagini in semplice proiezione ortogonale (in vera forma) se non accompagnate da una corrispondente proiezione da direzione ortogonale alla prima (la proiezione ortogonale deve sempre essere doppia).

Quando nella tavola è presente un passaggio di scala, tanto per le piante quanto per i prospetti e le altre sezioni verticali a madia e piccola scala devono essere disposti in modo che sia chiarita con molta evidenza l’omotetia che li collega ai loro particolari decorativi o costruttivi a grande scala.

A titolo d'esempio riportiamo la prescrizione per il disegno dell’edificio precisato nelle sue caratteristiche di partito e di sezione insediato nel lotto assegnato. In questo caso si richiede una rappresentazione in scala 1:100 o 1:50 a seconda delle dimensioni dell’organismo soggetto in modo che possa essere rappresentato con la massima convenienza nel formato 29.7 x 42 cm.. Nel caso specifico dell'esercizio prelimare sulle architetture di Loponi si richiede un disegno comprensivo di pianta e alzato in scala 1:100  dell'ed,ificio nel lotto assegnato; i due grafici devono essere posti in esatta corrispondenza proiettiva assegnando come piano frontale della rappresentazione la giacitura Ovest-Est vista da Sud. Ne risulta una tavola in formato UNI A3  posta in verticale e divisa in due parti uguali con una squadratura a un cm. dal bordo. La rappresentazione è comprensiva delle linee orizzontali della superficie del lotto a tratto sottile.

Le linee frontali della superficie del lotto sono pretesto per il chiaroscuro calcofico delle ombre nella versione trattata della tavola cosi come lo sono direzioni testurali dei corpi murari.

La traccia del piano di sezione della pianta dev’essere contrassegnato in alzato.

 

3.2 Assonometrie

Tutte le assonometrie devono essere connesse con almeno un’immagine in vera forma del corpo rappresentato tramite affinità omologica opportunamente scelta a seconda che la rappresentazione sia l’assonometria di un corpo visto dall’esterno oppure quella di un interno e, principalmente, a seconda del tipo di assonometria (ortogonale oppure obliqua).

 

Assonometrie ortogonali

Le assonometrie ortogonali devono essere relazionate alle sezioni in vera forma tramite omologia (affinità omolgoica ortogonale) di ribaltamento sul quadro del piano di sezione figurato in assonometrica, ovviamente previa la costruzione di tale ribaltamento. Il Layout dipende dunque dalla posizione degli assi;

Ad esempio, nel caso dell'edificio rappresentato sopra, può risultare un grafico come questo:

 

       

 

Assonometrie ortogonali svolte

L’interno deve essere rappresentato svolto in due assonometrie ortogonali viste dai due versi opposti della direzione di proiezione. Ogni interno esaedrico risulta cosi “aperto” in due triedri, uno visto “dall’alto” (in realtà con verso di vista alle spalle dello spettatore), l’altro dal basso (con verso di vista di fronte allo spettatore). Infine all’assonometria si fanno corrispondere delle immagini di sezione in vera forma connesse da omologie di ribaltamento nei termini indicati sopra.

 

La scelta della disposizione delle omologie di ribaltamento dipende dallo spazio disponibile e dalle necessità informative. Nel caso dell’assonometria ortogonale isometrica una disposizione conveniente è la seguente:

 

Assonometrie oblique

In alternativa si possono considerare i casi delle assonometrie oblique dove l’omologia che lega la rappresentazione in vera forma e la proiezione oblique del corpo si corrispondono in un’affinità obliqua. Si considerino i soli casi di assonometrie militari e – eventualmente – cavaliere.

Nel caso semplice di un’assonometria militare vista dall’alto si potrà porre la pianta in traslazione con la pianta assonometrica e le sezioni verticali ribaltate.

Nel caso meno gradevole delle assonometrie cavaliere l’immagine del corpo in vera assonometria dev’essere correlata per traslazione a una sua sezione frontale in vera forma, ma la pianta assonometrica dev’essere correlata in affinità omologica a una sezione orizzontale in vera forma a sua volta connessa (in proiezione ortogonale) alla suddetta sezione frontale.

Infine la rappresentazione può essere arricchita da un’ulteriore sezione sagittale del corpo posta in corrispondenza proiettiva con la sezione frontale e in relazione di ribaltamento con l’immagine assoometrica del corpo.

          

 

Assonometrie oblique svolte

Nel caso in cui l’interno sia svolto in due assonometrie oblique, tali assonometrie devono essere simmetriche viste dalle due direzioni di vista simmetriche rispetto alle

giaciture orizzontali del corpo rappresentato.

Le assonometrie oblique che mantengono giaciture orizzontali (militari) o frontali (cavaliere) parallele al piano di rappresentazione devono solo risarcire la vera forma

delle giaciture scociate.

In particolare nell’assonometria cavaliera le pareti non frontali possono essere rappresentate in vera forma e poi connesse all’assonometria tramite ribaltamento,

mentre la pianta può essere risarcita in vera forma tramite affinità omologica, come segue:

 

Nel caso dell’assonometria militare la vera forma delle pareti può essere descritta come segue:

 

Sezioni assonometriche

Nella composizione di questi elaborati valgono le caratteristiche di massima stabilite negli altri casi, tuttavia si deve scegliere una visualizzazione efficace che dipende strettamente dall'oggetto della figurazione. Le scelte d’impaginazione e la stretta verosimiglianza costruttiva sono oggetto di valutazione d’esame.

L'esempio seguente – che concerne l'edificio illustrato sopra – comprende – a titolo d'esempio – un’assonometria dal basso di una o più unità di spazio in scala 1:50 o 1:20 di tipo (ortogonale od obliqua) a scelta  connessa (tramite opportune affinità omologiche) con sezioni costruttive in vera forma significative dell’organizzazione tettonica delle

campate. Sono particolarmente significative le indicazioni costruttive a scala maggiore.

Le assonometrie ortogonali devono essere relazionate alle sezioni in vera forma tramite omologia (affinità omolgoica ortogonale) di ribaltamento sul quadro del piano di sezione figurato in assonometrica, ovviamente previa la costruzione di tale ribaltamento.

Il Layout dipende dunque dalla posizione degli assi; nel caso  esemplificato sopra, una possibile impaginazione è la seguente:

 

 

3.3  Sezioni prospettiche

In questi elaborati è tassativa l'indicazione del punto di fuga principale e del circolo di distanza; si deve inoltre sempre riportare l'esatta indicazione planimetrica del

punto di vista e della traccia del quadro della prospettiva. La planimetria dev’essere tracciata a contorni apparenti e disposta in modo che il punto di vista e il punto di

fuga principali appartengano alla stessa verticale.

A più preciso titolo d'esempio si riporta qui un caso riferito al medesimo edificio illustrato sopra.

         

 

Questo tipo di grafico comprende una sezione prospettica di una o più unità di spazio in scala 1:50 o 1:20 (o liberamente scelta ma precisata con opportuna scala grafica) a scelta dello studente.

In ogni caso il grafico dev’essere tracciato con il circolo di distanza; la giacitura del piano di sezione , la connessa posizione del punto di vasta devono essere indicati esattamente in una planimetria disposta omoteticamente.