ITALIANO

 

PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA E URBANA A (ICAR 14)

per l'ordinamento precedente laboratorio di progettazione architettonica: progettazione architettonica 1

 

Anno di corso: 3°

Ore di attività in aula: 105[1]

CFU: 6

 

RENATO BOCCHI

 

Collocazione nel progetto formativo

Il regolamento didattico della Facoltà di Architettura per il corso di laurea in Scienze dell’architettura definisce così gli obiettivi formativi del laboratorio: “un approccio progettuale in relazione stretta con le tematiche espresse dal contesto urbano e paesaggistico circostante e in particolare la messa in atto di una riflessione sul rapporto tra forme architettoniche e luogo specifico”.

A partire da tali obiettivi generali, e in considerazione del coordinamento istituito con il parallelo Laboratorio di Urbanistica del prof. Enrico Fontanari,  il Laboratorio assume come tema di studio e progettazione le aree di margine fluviale o lagunare, in stretto rapporto con la morfologia urbana e del paesaggio e quindi in un rapporto intrecciato fra varie scale di progetto.

Il lavoro di analisi e sperimentazione progettuale è perciò dedicato al tema della land-architecture, inteso come campo di azione dell’architettura direttamente coinvolto con la modellazione delle forme del paesaggio (naturale e urbano), in un forte rapporto di integrazione fra progetto di suolo e progetto di architettura, ed è applicato prioritariamente ai temi della residenza.

 

 

obiettivi

In contesti di paesaggio extraurbano o di margine urbano l’architettura è spesso chiamata non solo a costruire sopra la terra, ma a modificare la terra medesima mediante operazioni di scavo, di modellazione del suolo, di compromissione dell’artificiale col naturale, di vera e propria manipolazione del paesaggio. Inoltre, la presenza “formante” delle infrastrutture è in tali situazioni particolarmente rilevante e impone una revisione delle tecniche di conformazione dello spazio urbano e dei concetti medesimi di spazio e di luogo.

L'architettura oggi è più che mai un'architettura di relazioni anziché di oggetti, di spazi relazionali dinamici, anziché di scene statiche. In questo si avvicina molto al progetto di paesaggio.

E' un progetto come geografia, ossia si assume il compito di commentare, arricchire, dialogare con le forme della geografia. E’ un progetto come mediatore fra contesti morfologici diversi, ossia un progetto che si assume il compito di mettere in relazione o comunque di sottolineare le differenze fra diverse situazioni morfologiche e proprio da queste intersezioni trae vita. In alcuni casi è un progetto come strato o come struttura di relazione sovra-imposta o sotto-imposta, ossia un progetto che si assume il compito di definire nuovi strati e quindi nuove forme di relazione rispetto allo strato preesistente del paesaggio, naturale o urbano che sia,  un progetto che lavora, insomma, per sovra- o sotto-imposizione e istituisce relazioni in verticale, in sezione, con gli strati preesistenti.

Quest’ambito di lavoro suggerisce una revisione anche dello strumentario della disciplina architettonica applicata alla città-paesaggio.

Le figure dell'argine, del solco, del muro di contenimento, del terrazzamento, della linea d'orizzonte, del diaframma, così come quelle delle quinte murarie, delle piastre, dei basamenti, delle membrane sottili, delle trasparenze, delle dissolvenze, della porosità, degli spazi cavi, del vuoto medesimo, diventano elementi della composizione architettonico-urbana, accanto e oltre ai tradizionali elementi dell'architettura più codificata.

Questa attenzione allo strumentario di un’architettura che lavori fra spazio, terra, tempo, movimento, ci avvicina anche a una considerazione critica attenta di molte tendenze dell’architettura contemporanea che lavorano sulla composizione architettonica a partire da concetti legati al movimento, al flusso, alla topologia, alle geometrie non euclidee, alla percezione fenomenologica, ecc.; e ciò nel tentativo di toglierle da una collocazione che le designa come ricerche di pura immagine o alla moda per indagarne le motivazioni e le radici compositive più profondamente connesse con le ragioni disciplinari.

 

 

contenuti

L’esercitazione degli studenti consterà del progetto, verificato a scale differenti (da 1:1000 a 1:100) di un sistema di spazi aperti e di edifici (prevalentemente residenziali) da ubicarsi in aree con caratteri paesistici notabili ubicate lungo il corso del fiume Sile, selezionate opportunamente dalla docenza, di cui saranno forniti i materiali di base.

Le lezioni verteranno sui seguenti temi:

- architettura e paesaggio; spazio, terra, architettura

- architettura e percezione

- architettura e stratificazione

- spazi urbani in aree di margine

- architetture tra acqua e terra

- architetture per la residenza e per il tempo libero.

 

Il laboratorio prevede che l’elaborazione dei progetti si svolga in massima parte in seminari di lavoro in aula, con frequenza assidua da parte degli studenti.

Nel corso del semestre saranno fissate scadenze per la verifica dell’avanzamento del lavoro e per la sua discussione seminariale; una prima verifica seminariale sarà dedicata al raccordo con il Laboratorio di Urbanistica del prof Enrico Fontanari, una verifica conclusiva avverrà alla fine del semestre in forma di “mostra” degli elaborati progettuali.

 

 

modalità d’esame

L'esame finale verterà sulla discussione pubblica degli elaborati di progetto, in forma di mostra.

 

 

bibliografia essenziale di riferimento

 

Testi di riferimento per le lezioni sono:

 

R.Bocchi, Morfologia e progetto della città, CittàStudi, Milano 1993

P.Barbarewicz, R.Bocchi, Architettura come landmark, Edicom, Monfalcone 1999

V.Bonometto e M.Vanore (a cura di), Paesaggi in-formali, cat. della mostra, Giornale d’Istituto n.9, Iuav, Venezia 2002

R.Bocchi, A proposito del concetto di spazio in architettura, in C.Conti (a cura di), ……., Udine 2004

S.Marini (a cura di), Geometrie del paesaggio, Gangemi, Roma 2004.

 

Bibliografie specifiche sui singoli argomenti saranno fornite nel corso dei lavori.

 

Orario e modalità di ricevimento:

orario di ricevimento: martedì, dpa, ore 10-13;

il lavoro di discussione degli elaborati progettuali sarà comunque prevalentemente svolto in aula nell'orario stabilito e in stretta cooperazione fra docente e collaboratori alla didattica.

 

 

orario e modalità di ricevimento

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[1] Le 105 ore complessive sono così ripartite: 60 riservate alla didattica frontale e 45 riservate alle attività applicative