ITALIANO

 

PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA 1 H (ICAR 14)

Anno di corso:

Ore di attività in aula: 140[1]

CFU: 8

 

ANTONELLA GALLO

 

Collocazione nel progetto formativo

Nel laboratorio lo studente matura il suo primo approccio progettuale all’architettura. Il percorso formativo e’ incentrato sull’esercizio del progetto nei suoi vari aspetti e alle diverse scale, con un’attenta integrazione di contributi disciplinari sia umanistici che tecnici.

 

obiettivi

Il laboratorio punta a far acquisire allo studente un primo grado di consapevolezza concettuale ed operativa sul complesso intreccio di relazioni che intercorrono tra le diverse componenti disciplinari - compositiva, tecnologica, della rappresentazione, della costruzione - che concorrono al progetto di architettura evidenziando, in senso metodologico e didattico, i nessi tra questioni teoriche e strumenti del progetto, tra scelte progettuali e costruzione dell’architettura.

 

contenuti

La casa intorno a un personaggio

E’ un’opinione diffusa che ogni progetto d’architettura proceda a partire da un quadro di esigenze pratiche, (o, come si diceva un tempo, funzionali), e dalla presa di possesso del luogo, con quelle che sono le sue valenze morfologiche, climatiche, in taluni casi anche storiche. In realtà, se il progetto è un progetto di architettura, è altrettanto importante la figura del committente; il carattere, le abitudini, gli interessi e la cultura di chi abiterà la casa. Non solo, con la sua lettera, Plinio il Giovane ha magistralmente espresso il rapporto stretto tra le occasioni offerte in modo specifico dalla sua Villa e il modo personale di abitarla, ma tutta la storia dell’architettura è un succedersi di progetti che hanno uno stretto rapporto con un personaggio, dalle case di Adolf Loos per Josephine Baker, per Tristan Tzara, per Alessandro Moissi, ai tredici progetti di Josef Frank per Dagmar Grill, alle case di Lina Bo Bardi, di Mies Van der Rohe, di Wright, di Le Corbusier, per finire ( o cominciare) con quelle opere di Palladio, di Giulio Romano, di Raffaello che legano strettamente l’idea della casa ad un modo di vedere le ragioni dell’abitare, e persino ad un certo modo di stare al mondo, che è comune all’architetto e a chi si farà della casa un secondo abito. Il personaggio–abitante abiterà insieme il proprio corpo e la nuova costruzione architettonica che gli consentirà, in alcuni momenti e per alcuni aspetti di realizzarsi. L’invenzione degli elementi di una organizzazione spaziale, le stanze e la loro sequenza, l’acquisizione del sito al progetto, sono conquiste che si raggiungono lentamente, attraverso l’indagine delle “proprietà di luogo”, possiamo chiamarle così, che le figure via via “trovate” possiedono in se stesse e rispetto all’intenzione prima, all’idea. La costruzione del progetto di architettura, nel suo complesso e nelle sue parti, ha nell’azione critica, che il progettista stesso sviluppa sul proprio operato, il presupposto necessario per raggiungere quell’essenzialità e quella autenticità  che sono l’obiettivo ultimo del lavoro creativo.

Lo studente durante il corso procederà in primo luogo ad individuare un personaggio stimolante per la sua personalità e in qualche misura emblematico di una condizione contemporanea intorno al quale costruire prima una descrizione letteraria e iconografica e poi un progetto di luoghi, (stanze e successioni di stanze), azioni (che si proiettano in forme spaziali), ovviamente tenuti insieme da una armatura costruttiva, uno scheletro strutturale portante (il sistema portante verticale, la orditura del tetto,ecc.) definito nella sua geometria e nei materiali.

Lo studente è invitato a ragionare in termini di “racconto spaziale” e in termini di “tipologia strutturale”, cercando di comprendere il valore delle scelte iniziali e delle possibili modificazioni successive, che vanno motivate e non possono essere basate sull’arbitrio o su sensazioni del tutto soggettive. Infatti è proprio nella mutazione dei caratteri spaziali e della stessa tipologia strutturale che si và al di là dei caratteri epidermici, della sola cosiddetta “pelle”, che diventano interessanti le metamorfosi delle figure e si affronta l’esperienza del linguaggio. L’esercizio compositivo prevede insieme  il consolidamento o il ribaltamento della struttura costruttiva inizialmente concepita, il progressivo riconvenzionamento degli elementi geometrici, il chiarimento, nell’esperienza, dello stesso tema compositivo.

Il laboratorio si articola in lezioni teoriche ex cathedra, seminari ed esercitazioni progettuali. Nell'ambito delle lezioni previste dal Corso di Teorie e tecniche della progettazione architettonica coordinato con il laboratorio saranno discusse le questioni principali che il progetto deve affrontare: la questione del tema, del suo valore rappresentativo; la questione del rapporto con la storia e con la tradizione dell’architettura, l'idea di continuità; la questione del luogo, naturale o costruito, dell'influenza dei caratteri del contesto sui caratteri dell'architettura, la questione dei tipi edilizi, del loro significato, della loro permanenza e/o trasformazione nella storia e nei luoghi; il problema della costruzione come fatto tecnico che nel progetto assume valore espressivo; il tema del decoro e della definizione degli elementi dell'architettura, considerati in relazione al problema della rappresentatività delle forme.

Data la brevità del tempo a disposizione per l'attività laboratoriale, la presenza dello studente e lo svolgimento delle esercitazioni nei tempi e nei modi indicati che saranno indicati ad inizio corso è condizione indispensabile all'ottenimento dei crediti previsti dall'ordinamento degli studi.

 

modalità d’esame

L'esame consisterà nella discussione del progetto svolto, degli argomenti trattati a lezione, della bibliografia e degli altri materiali prodotti nel laboratorio.

 

bibliografia essenziale di riferimento

Lina Bo Bardi architetto, a cura di A. Gallo, Marsilio, Venezia 2004;

L. Semerani, L’altro moderno, London-Allemandi, Torino 2000;

“La casa dell’uomo”, Domus, n. 205, Milano1946;

C. Rowe, La matematica della villa ideale, Zanichelli, Bologna, 1990;

La casa isolata : dalla tautologia alla banalità : letture, trascrizioni, variazioni su testi di Wittgenstein, Loos, Frank, a cura di Giovanni Fraziano, con un saggio introduttivo di Luciano Semerani, Venezia,CLUVA, 1989.

Riferimenti bibliografici per l'approfondimento tematico degli argomenti trattati nelle lezioni e dei riferimenti architettonici oggetto dei seminari e delle esercitazioni saranno fornite dalla docenza durante lo svolgimento delle attività didattiche.

 

orario e modalità di ricevimento

Martedì al termine delle attività di laboratorio.

 



[1] Le 140 ore complessive sono così ripartite: 60 riservate alla didattica frontale e 80 riservate alle attività applicative.