Programma docente fAR 2003-4

 

Laboratorio integrato

Composizione architettonica, tecnica del controllo ambientale, urbanistica, tecnologia dell'architettura

corso di laurea specialistica in architettura indirizzo: sostenibilità

 

Anno di corso: 2° anno - primo semestre

Ore di attività in aula: 250

CFU 18

Benno Albrecht (composizione architettonica), Antonio Carbonari (tecnica del controllo ambientale) , Giuseppe Longhi (urbanistica), Vittorio Manfron (tecnologia dell'architettura)

 

Collocazione nel progetto formativo

Il laboratorio integrato 3 si colloca al terzo semestre, a completamento dei due laboratori integrati del primo anno (primo e secondo semestre) e alla vigilia della preparazione della tesi di laurea. Fine del laboratorio è il completamento delle esperienze di progettazione svolte nei due precedenti laboratori e la messa a punto finale degli strumenti necessari allo svolgimento della tesi di laurea.

La compresenza di discipline afferenti alla Composizione architettonica (ICAR/14), alla Tecnologia dell’architettura (ICAR/12), all’Urbanistica (ICAR/21) e alla Tecnica del controllo ambientale (ING-IND/11) delinea i caratteri del laboratorio che mira all’acquisizione di competenze e conoscenze relative al progetto di architettura sostenibile con riguardo alle relazioni con il territorio, alle questioni della composizione, al controllo ambientale e alla costruibilità. 

 

obiettivi

Obiettivo  del  laboratorio è la stesura di un progetto di trasformazione di spazi liberi di risulta a margine delle espansioni recenti della città italiana. Il progetto esplorerà le potenzialità del sito inteso come ecosistema urbano e interpreterà le nozioni dell’architettura territoriale oltre a essere consapevole nei riguardi delle problematiche della sostenibilità (Agenda 21 CIB per le costruzioni, Protocollo di Kyoto, Conferenza di Cartagena, Direttive UE, Congressi Sustainable Building  SB2000 di Maastricht e SB 2002 di Oslo). Il progetto, conseguentemente,  avrà relazione con la sostenibilità estesa all’intero ciclo di vita: ideazione, progettazione, costruzione, esercizio (uso, manutenzione, gestione), demolizione e riciclo.

 

contenuti

Benno Albrecht  (Composizione architettonica) 

La progettazione si porrà come obiettivo e come vincolo la riduzione del consumo di risorse; verranno analizzate le strategie progettuali adeguate  ed i dispositivi tecnologici adatti a tale scopo. Conviene prendere le distanze da quadro storico rappresentato dalla cultura urbana - o meglio, riconoscere la sua parzialità e l'esigenza di integrarlo in un quadro più ampio - per due ragioni:  la crisi generale dello scenario fisico in cui viviamo e gli ultimi sviluppi della cultura progettuale che si propone di correggerla.

L'ambiente costruito - «l'insieme delle modifiche e alterazioni introdotte sulla superficie terrestre in vista delle necessità umane» ( W.Morris), accumulato in molti millenni del passato – è stato reso problematico dalle trasformazioni tecniche, economiche e sociali degli ultimi secoli, e deve ormai essere riorganizzato nel suo insieme, in tempi ravvicinati. La contrapposizione fra città e territorio con le loro distinte scale dimensionali e velocità di trasformazioni, che ha funzionato per cinquemila anni, diventa rapidamente insostenibile.

Le città contemporanee - insieme al territorio circostante e indistinguibili da esso - assumono una connotazione fisica, mentale e progettuale paradossalmente analoga al sistema insediativo globale delle culture neolitiche – l’unico esempio di cultura che ha prodotto grandi trasformazioni territoriali al di fuori dello scenario paesaggistico dettato dalla cultura urbana -. Ma il «paesaggio», da trasformare e dove inserire nuovi oggetti architettonici, è oggi un prodotto quasi interamente artificiale, che condiziona in larga misura lo stesso supporto naturale

Solo una diversa figura mentale può aiutare a descrivere, e di conseguenza a controllare, le trasformazioni a cui è stato sottoposto l'ambiente nell'età industriale. Forse il nome adatto è «la città paesaggio» (Stadtlandschaft). Concorrono a questo obiettivo tecniche progettuali nuove e «terribilmente antiche». Si tratta di realizzare una conurbazione - la città paesaggio - che sia un organismo completo, con la complessità che contraddistingueva la città storica, ma dilatato questa volta nella dimensione paesistica, con la sapienza che caratterizzava le culture non urbane. Le tecniche progettuali da mettere in atto – l’architettura territoriale – hanno come caratteristica: sostenibilità delle decisioni progettuali, una decisa integrazione tra progetto architettonico e paesaggio, recupero e riuso del patrimonio ambientale, materiale e storico, la ricerca tipologica adeguata a mutate esigenze di vita . L’accento verrà posto sul processo delle decisioni da prendere in sede progettuale. Il corso vuole mettere in evidenza che è’ già cominciato un nuovo ciclo di esperienze progettuali caratterizzato da un libero approccio ai problemi e ai contesti sempre più difficili del mondo attuale.

 

Antonio Carbonari (Tecnica del controllo ambientale)

Secondo la definizione più comunemente accettata sono definite sostenibili le scelte che consentono di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere la soddisfazione di bisogno futuri. Assumendo come vincolo la sostenibilità così intesa, sia alla scala dell’edificio che di insediamento, vanno valutate le conseguenze delle scelte progettuali:

- sulla domanda di energia da fonti non rinnovabili  e di materie prime, sempre non rinnovabili,

- sull’ecosistema locale e globale.

Questa valutazione va condotta  sull’intero ciclo di vita del singolo manufatto e/o dell’insediamento, ciclo che comprende le seguenti  fasi.

1. Costruzione: energia e materie prime incorporate nei materiali, nella loro produzione e trasporto, impatto ambientale della loro produzione (si pensi alle cave) e del cantiere,

2. Manutenzione.

3. Esercizio, durante  il suo periodo di utilizzo un edificio è attraversato da flussi di materia ed energia necessari al mantenimento di condizioni generali di comfort al suo interno, allo svolgimento delle attività insediate, ed allo smaltimento dei relativi rifiuti.

4. Demolizione e smaltimento dei materiali impiegati per la costruzione

Riguardo in particolare il punto 3, i contenuti con cui la Tecnica del controllo ambientale  può contribuire al Laboratorio possono essere i seguenti.

Alla scala del singolo manufatto edilizio:

- nozioni generali di architettura bioclimatica, criteri di progettazione in rapporto al clima locale,

- sistemi e dispositivi per l’utilizzazione della radiazione solare negli edifici, con particolare attenzione ai sistemi per la climatizzazione passiva,

- sistemi e dispositivi per l’illuminazione naturale degli edifici,

- metodi e strumenti di calcolo di prima approssimazione.

A  scala maggiore:

- gestione dell’energia e delle risorse a scala territoriale (reti energetiche, sistema elettrico, ciclo dell’acqua, uso plurimo delle acque, gestione dei rifiuti),

- gestione dell’energia e delle risorse alla scala urbana (sistemi energetici urbani integrati, teleriscaldamento e cogenerazione, gestione dei rifiuti solidi e liquidi).

 

Giuseppe Longhi (Urbanistica)

Le regole del progetto abitualmente praticate sono maturate nell’epoca industriale e costruite sulla sinergia intrusione-mitigazione. L’intrusione è costituita dalla filosofia dell’atto progettuale, la cui virtuosità è fuori discussione, in quanto si ritiene illimitata la capacità delle risorse naturali a supportare i nuovi edifici. Nella stessa filosofia questo atto è mitigato attraverso interventi sul paesaggio, intesi come ‘picture’ scenografia. 

Questo modello si basa sulla storica sinergia tra bravo architetto (gratificato dai risultati estetici) e bravo speculatore (gratificato dalla redditività dell’atto speculativo).

Dalla metà degli anni ’80, a seguito dei lavori della Commissione Bruntland, si fa spazio un diverso modo di intendere risorse, prassi politica e regole di spazio. Un modo che viene sintetizzato nel termine sostenibilità.

L’imporsi del paradigma e delle regole scientifiche della sostenibilità, obbliga a confrontarsi con la città intesa come ’ecosistema urbano’, ossia come un paesaggio progettato e gestito per minimizzare l’impatto sull’ambiente e massimizzare sia le risorse umane che il ritorno degli investimenti nel lungo periodo. Questo passaggio implica il riconoscere le interconnessioni tra le risorse naturali, fisiche ed umane. Il progetto si sviluppa così attraverso un processo olistico mirato a massimizzare la soddisfazione delle risorse umane attraverso la considerazione della qualità del sito, l’ottimizzazione della gestione delle risorse energia, acqua, aria, e l’abbattimento dei rifiuti.

Il nostro bagaglio analitico e progettuale di lettura della città deve abituarsi a connettere la tradizionale cultura ‘meccanica’ con la lettura olistica dei fattori biofisici; da questo punto di vista lo spazio di progetto sarà interpretato e manipolato secondo il seguente modello: 

Fase 1 – definizione degli scopi del progetto, intesi come soddisfazione delle esigenze delle risorse umane. Il gruppo di lavoro imparerà a selezionare i momenti fondamentali di coinvolgimento in un progetto: informazione, consultazione, coinvolgimento, collaborazione, implementazione. Questa fase di lavoro simula la formazione di un Forum, capace di attivare la più ampia partecipazione di portatori di interessi.

Fase 2 – rilevazione delle determinati del progetto sostenibile e individuazione delle loro condizioni qualitative attraverso ilo modello europeo di indicatori Determinanti – Pressione –Stato – Impatto - Risposta (D-P-S-I-R);

Fase 3 – ideazione del progetto urbano, nel quale si sviluppano diversi scenari creativi, coerenti con gli scopi (Fase 1) e le risposte (Fase 2).

Nella dimensione del Laboratorio l’urbanista si fa carico di esplorare le alternative fisiche possibili per il raggiungimento degli scopi di progetto, alternative che saranno discusse e sviluppate dagli apporti compositivo, tecnologico e valutativo, nel sistema circolare di relazioni che caratterizza il progetto sostenibile.

 

Vittorio Manfron (Tecnologia dell’architettura)     

La costruibilità del progetto: da questo punto di vista progettazione sostenibile vuol dire riflettere – nell’intero processo edilizio – su chi fa cosa, perché lo fa, come lo fa, con chi lo fa.  Ancora: come si pianifica, come si progetta, come si costruisce, con quali organizzazioni, attrezzature, materiali, semilavorati e componenti. Di nuovo: quanto costa, quanto dura, quanto inquinano il cantiere e le tecnologie adottate per costruire. Da ultimo: come si gestisce, come si mantiene, come si trasforma, come si demolisce alla fine del ciclo di vita e come si riciclano i materiali da costruzione. 

Questa tendenza ha creato molti neologismi, una sorta di linguaggio di tribù per neofiti (sviluppo compatibile, bioarchitettura, bioclimatico, green building, energie rinnovabili, energia zero,  efficienza energetica, passivo, solare, eolico, sistemi S/R, . …) che definiscono vari approci al sostenibile. Ancora, la tendenza ha generato una notevole innovazione, non solo nelle tecnologie costruttive, ma anche in quelle di progetto, coinvolgendo una pluralità di specialismi una volta considerati funzioni secondarie e accessorie. Si torna, ancora una volta di necessità, alla ‘progettazione integrata’ (è il titolo di un buon libro di Walter Gropius).      

La materia è scomponibile in sette filoni di ricerca: 1 – riciclo dei materiali da costruzione, 2 – riuso e rinnovo dei patrimoni edilizi, 3 – progetto, processo e marketing sostenibili, 4 – attrezzature d’impresa e di cantiere sostenibili, 5 – sostenibilità urbana e territoriale, 6 – relazioni tra clima indoor e salute,  7 – rapporti tra sostenibilità e localismi e regionalismi. 

Le più recenti definizioni in materia (SB 2000, Maastricht - SB2002 , Oslo) individuano tre fronti di azione per la sostenibilità delle costruzioni: 1 - i consumi energetici, 2 - il consumo di acqua, 3 - i materiali da costruzione. Per questi ultimi, che hanno più degli altri a che fare con la Tecnologia dell’architettura, le azioni consigliate, in quanto ritenute maggiormente fertili, sono 1 - la riduzione di bisogni e applicazione (per l’utenza), 2 - l’uso di materiali rinnovabili e sostenibili (per la progettazione), 3 – i cicli chiusi e il riuso dei materiali (per la costruzione). 

Una progettazione sostenibile deve riguardare tutti gli aspetti del ciclo edilizio: progettazione, costruzione, gestione (fino alla demolizione e al riciclo); la scelta di materiali e tecnologie costruttive può condizionare, in maniera significativa, il livello di sostenibilità globale del prodotto edilizio.  

L’innovazione delle tecnologie costruttive, da questo punto di vista,  è questione degli ultimi dieci anni, anche se non mancano studi in questa direzione fin dal 1930 (R.B.Fuller e la Dimaxion House), e più recentemente, a partire dagli anni ’80, sia stato esplorato – con molte realizzazioni -  il problema del contenimento dei consumi energetici in esercizio (solo uno degli aspetti della sostenibilità).

In questo quadro, il progetto mirerà alla neutralità (per quanto possibile) del costruito nei riguardi dell’ambiente e dovrà essere consapevole delle ricadute delle scelte tecnologiche (materiali, semilavorati, componenti, tecniche di stabilimento e di cantiere) e processuali (organizzazione, soggetti coinvolti, comunicazione) sulla sostenibilità estesa all’intero ciclo di vita dell’immobile.

 

modalità d’esame

Nel corso del laboratorio sono previste verifiche intermedie. L’esame finale si svolgerà - davanti a una commissione collegiale costituita dai quattro docenti - mediante discussione della esercitazione svolta e degli argomenti trattati nelle lezioni ex-cathedra.  La commissione si esprimerà con un voto unico.

 

bibliografia essenziale di riferimento

Aa.vv., A Green Vitruvus Principle and Practice of  Sustainable Architectural Design, James & James, London, 1999

Aa.vv, L’architettura dell’evoluzione: il sistema abitazione dall’industrializzazione edilizia alle tecnologie alternative, L.Parma, Bologna, 1977  

Albrecht, B., Benevolo, L., I confini del paesaggio urbano, Laterza, Bari, 1994

Albrecht, B., Benevolo, L., Le origini dell’architettura, Laterza, Bari, 2002

Bottero, M., (et al.), Architettura solare, tecnologie passive ed analisi costi-benefici, CLUP, Milano, 1984 

Gropius, W., Scope of Total Architecture, trad. it. Architettura integrata, Il Saggiatore, Milano, 1963 

Longhi, G., Manuale di progettazione sostenibile, Officina Edizioni, Roma, 2003

Manfron, V., Qualità e affidabilità in edilizia, Angeli, Milano, 1995

Manfron, V., Siviero, E., Manutenzione delle costruzioni. Progetto e gestione, Utet, Torino, 1998

MDRDV, Metacity/Datatown, 010, Rotterdam, 1999

Monod, J., Le hasard e la necéssité, trad. it, Il caso e la necessità, Mondatori, Milano, 1970

Rogers, R., Città per un piccolo pianeta, Kappa, Roma, 2000

Valéry, P., Eupalinos ou l’Architecte, Parigi, 1921; (trad. it. Eupalino o l’architetto, Barabba, Lanciano, 1932; ristampa Edizioni Biblioteca dell’immagine, Pordenone, 1986, 1997)   

 

siti di consultazione

www.un.org, www.unu.edu, www.cibworld.nl, www.greenbuilding.org, www.iclei.org

 

laboratori di consultazione

si consiglia la frequentazione del laboratorio ArTec presso la sede Iuav di Santa Marta.

 

orario e modalità di ricevimento

Di norma il ricevimento degli studenti avverrà alla fine delle lezioni. Ulteriori indicazioni saranno fornite dai docenti nel corso delle lezioni.