cosa facciamo

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l’uso del Masieri Memorial dalla conclusione dei lavori di restauro della Palazzina ad oggi

 

Dal termine dei lavori di restauro al 1996 la Fondazione Masieri fu centro attivo di produzione culturale nel campo dell’architettura. All’attività espositiva, con la Galleria d’Architettura, fu affiancata a quella editoriale.

 

La Fondazione fu sede della redazione della rivista il “Giornale” denominato poi “Phalaris”, primo bimensile italiano di settore ad affiancare rubriche di attualità, politica, arte, costume e teatro ai progetti di architettura.

 

L’impegno come centro culturale abbracciò anche servizi di consulenza nell’organizzazione di convegni e concorsi attinenti la progettazione architettonica e la costruzione. Durante questo periodo presso la Palazzina Masieri ebbero luogo importanti esposizioni, incontri e dibattiti sull’architettura.

 

Fra le mostre monografiche si ricordano quelle sui lavori di Ignazio Gardella, Carlo Aymonino, Gian Paolo Mar, Gigetta Tamaro, Luciano Semerani, Alvaro Siza, Gino Valle, Hermann Henselmann, Gregotti Associati, Tadao Ando, Raphael Moneo, Giorgio Grassi, Ernesto Nathan Rogers, Aldo Rossi, Guido Canella, Frank Gehry, James Stirling, Michael Wilford.

 

Negli stessi anni l’attività della Fondazione permise l’istituzione di un centro di documentazione sull’architettura, con la costruzione di un archivio, destinato a raccogliere, conservare, catalogare e rendere fruibile al pubblico lo studio di materiali  di progetti contemporanei, soprattutto riguardanti la città di Venezia. L’attività di tale centro documentale non ha mai cessato di esistere e continua con l’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia.

 

In generale, la Fondazione fu in quel periodo un centro di eccellenza della produzione culturale della città di Venezia a livello internazionale e nazionale.

 

Il legame intimo che lega la Fondazione Masieri alle Istituzioni universitarie veneziane ha permesso che in quegli anni la ricerca svolta presso la sede della Palazzina si avvalesse dell’ampia platea di docenti afferenti allo Iuav e Ca’ Foscari.

 

Dal 1996 al 2014, a causa delle precarie condizioni finanziarie, la Fondazione decise di destinare la sua sede alla società Iuav-Servizi Immobiliari, successivamente ISP (Iuav Studi&Progetti) a fronte della corresponsione di un canone d’affitto per l’uso degli spazi. Durante questo arco temporale, la Palazzina cessa di essere luogo di riferimento per la produzione culturale in città.

 

 

Il futuro del Masieri Memorial

 

Il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Masieri, insediatosi alla fine del 2015, intende riattivare il ruolo della Palazzina Masieri come centro di eccellenza nella produzione culturale nazionale e internazionale. Inoltre, per la prima volta, si vuole dare seguito alle disposizioni testamentarie e attivare l’istituzione di una piccola foresteria a servizio di studiosi, provenienti da tutto il mondo, interessati a vivere un’esperienza di lavoro e ricerca in un luogo unico.

 

Il progetto per il futuro della Fondazione Masieri  prevede quindi, in conformità alla destinazione d’uso originaria del restauro redatto da Carlo Scarpa, la realizzazione di un numero contenuto di camere da letto per ospitare studenti e ricercatori provenienti da università italiane ed estere che, a rotazione durante l’anno, si alterneranno come ospiti della struttura. Per finalizzare tale obiettivo, sarà necessaria una fase propedeutica di ricostruzione attenta delle fasi storiche del progetto scarpiano di cui si propone, in chiave contemporanea, il completamento attraverso la realizzazione delle tre camere mai costruite a livello del primo piano dell’edificio.

 

Lo studio sarà finalizzato a individuare le soluzioni più idonee all’integrazione delle nuove strutture all’interno del manufatto storico, secondo i migliori criteri della conservazione e del dialogo tra antico e nuovo. Una particolare attenzione sarà impiegata nella fase di studio dei materiali e delle scelte tecnologico-costruttive ideate da Carlo Scarpa al fine di comprendere come intervenire, nel rispetto dell’esistente, per adeguare l’immobile ai requisiti prestazionali imposti dalle normative vigenti e in base alle necessità della destinazione d’uso futura.