chiostro
ingresso sul campo dei Tolentini
ingresso sul campo dei Tolentini
ingresso sul campo dei Tolentini
dettaglio del portale d'ingresso
entrata
la mano di Le Corbusier di lato alla porta d'entrata
la vasca
il chiostro visto dall'alto
sotto le arcate del chiostro
il pozzo nel chiostro
la meridiana
il chiostro allagato dall'acqua alta
arcate del chiostro
aula magna
la biblioteca
Tolentini
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Santa Croce 191 30135 Venezia |
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sede
di
rettorato,
direzione amministrativa, senato degli studenti, area servizi alla ricerca,
dipartimento Iuav per la ricerca, facoltà di architettura, archivio e
protocollo di ateneo, promozione eventi e convegni, relazioni internazionali,
servizio comunicazione, nucleo di valutazione, sistema dei laboratori,
biblioteca centrale, fondazione universitaria Iuav, IuavAlumni, Unisky, aula
magna, aula capriate.
storia
Il complesso edilizio dei Tolentini si trova in prossimità di Piazzale Roma e
comprende il convento della chiesa omonima e alcune aree confinanti, come
l’ingresso, la casetta ex Palma (acquistata nel 1968 e restaurata nel
1977 dall’ufficio tecnico dello Iuav) e un padiglione costruito nel 1962
dal genio civile.
Il progetto complessivo della chiesa e del convento si deve a Vincenzo Scamozzi, che lavorò per i committenti padri Teatini fino al 1599; il complesso fu poi portato a termine (1602) dagli stessi Teatini.
Il convento
è tipologicamente riconoscibile dagli elementi che lo compongono: chiostro con
porticato su pilastri, celle su tre lati del primo piano, refettorio posto al
margine del chiostro.
Il secondo
piano ha spazi di più ampio respiro e un raro esempio di percorso aereo
cinquecentesco, forse ideato dallo Scamozzi.
Il convento fu chiuso per leggi napoleoniche nel 1810, e da allora conobbe
svariati usi: caserma per tutto l’Ottocento, distretto militare dopo la
prima guerra mondiale, contenitore ad uso del conte Volpi durante il periodo
fascista.
Nel 1952
alloggiò gli alluvionati del Polesine.
Nel 1958 il
demanio dello stato, proprietario dell’ex convento, mise a disposizione
dello Iuav l’immobile e avviò alcuni lavori (ad opera del genio civile).
Le opere di
ristrutturazione dell’intero complesso si svolsero tra il 1960 e il 1965,
con il progetto e la direzione dei lavori degli architetti Daniele Calabi e
Guido Bacci.
Nel 1985
l’area dell’ingresso, acquisita per cessione gratuita nel 1979, fu
trasformata, su un progetto di massima di Carlo Scarpa, con la direzione dei
lavori dell’arch Sergio Los e il calcolo strutturale dell’ing Carlo
Maschietto.