Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

per Bernardo Secchi

 

 

 

 

 

 

16 settembre 2014

 

Con profondo dolore comunico che ieri è improvvisamente mancato il prof. Bernardo Secchi, personaggio importante della cultura italiana soprattutto nei settori dell'Urbanistica, dell'architettura e del territorio; nel nostro ateneo, dopo aver dato contributi fondanti alla didattica e alla ricerca, è ancora presente nella discepolanza che ha creato e nei percorsi sui quali si sta ancora lavorando.

Sarà compito di tutti noi mantenere viva la sua figura con iniziative e giornate di riflessione sulla sua preziosa eredità.

 

Amerigo Restucci, rettore Iuav

 

 

L'inaspettata scomparsa di Bernardo Secchi mi emoziona profondamente, come sempre quando scompare un Maestro.

Spero che l'Università Iuav sappia onorarlo adeguatamente.

 

Domenico Bolla

 

 

Di Bernardo ricordo una magistrale lezione sul modello keynesiano, in un tempo in cui l’attenzione alla domanda effettiva veniva considerata riformismo d’accatto.

E la convinzione sul ruolo attivo dell’edilizia nella accumulazione, sugli inevitabili squilibri generati dai modelli di crescita capitalistica; sulla necessità di dimettere strategie quantitative, risposta ad una domanda comunque non omologabile, per più plausibili approcci qualitativi, sensibili alle domande di riqualificazione e restauro della città e del territorio contemporanei. Con questi spunti colorava una domanda altrimenti troppo aggregata.

Aveva già raccolto l’invito del progetto urbanistico quando con Paolo Leon schizzò il modello RESEPHA (region, sector, phase) a supporto del Master Plan di Addis Ababa e delle sue regioni contermini. Una piccola parentesi che mi ha cambiato la vita. ‘Vi invidio’ diceva, rivolto ai progettisti chini sul tavolo da disegno, lui che non temeva certo le più ostiche forme del linguaggio matematico e dell’economia.

E poi quel lungo esperimento urbanistico, da certuni ritenuto fallito, ma che non è stato ancora confutato: perché di quella fine lettura dello spazio c’è ancora bisogno, illuminano le sue metafore e portano all’irrisolto gli esiti progettuali. Il ritorno maturo sulle diseguaglianze e sulle forme di democrazia sostantiva mi sembra un segno di coerenza di una bella vita di insegnamento e ricerca.

 

Domenico Patassini

 

 

Bernardo Secchi ha rappresentato, nelle diverse stagioni della sua vita, un riferimento imprescindibile per la nostra Università e per l'urbanistica italiana.

Mi unisco anch'io con profonda emozione al cordoglio di quanti hanno avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne le capacità di studioso e docente.

 

Anna Marson

 

 

La parte "pubblica" del dolore per la scomparsa di un maestro – l'unica che si possa mettere in rete – è ampiamente motivata dalla rilevanza dei contributi dati da Bernardo Secchi.

Voglio sperare che l'Università Iuav di Venezia sappia commemorarlo adeguatamente.

 

Pasquale Lovero

 

 

Scompare Bernardo Secchi, urbanista e docente in molte università italiane e europee, fra cui il Politecnico di Milano, di cui aveva presieduto la facoltà di architettura fra gli anni settanta e ottanta, e l'Università Iuav di Venezia dove ha fondato il dottorato in Urbanistica e dove ha terminato la sua carriera; editorialista in Casabella di Gregotti, poi direttore di Urbanistica, la rivista dell'INU, negli anni in cui gli studi regionali nati dal planning e dall'analisi economica si appropriavano dello strutturalismo, fra i primi studiosi a dedicare attenzione al fenomeno dello Sprawl, con Francesco Indovina ne aveva ridefinito il senso chiamandola "città diffusa" continua a leggere >>

 

Irene Guida

 

 

Ho avuto pochi anni, gli ultimi, per conoscere Bernardo Secchi.

Non ha mai smesso di sorprendermi, e ancora dopo la fine, quella sua sincera e così naturale dedizione al lavoro di ricerca.

Era così che parlava con noi, dottorandi, in maniera indiretta e dunque profondissima, sempre presente, sempre puntuale, il primo della classe.

Questo il dono più grande, che sopravvive lasciandoci liberi di soffrire la sua perdita.

 

Valentina Bandieramonte

 

 

Colpito dall'improvvisa scomparsa di Bernardo Secchi, spingo il ricordo alla soglia degli anni '80, quando alla conferenza delle dieci facoltà di architettura era stato eletto presidente. Con la sua capacità di dar luce al futuro ha condotto le dieci voci contrastanti ad essere unanimi sul destino dell'innovazione dipartimentale. Trasferitosi all'Università Iuav di Venezia ha contribuito a rendere vitale tale struttura.

Mi auguro che quanto Bernardo ha dato negli studi e nella ricerca giunga a sostegno della vita universitaria, in particolare nella nostra sede Iuav – che trovi l'animo suo nelle mete e nei modi.

 

Valeriano Pastor

 

 

È sempre doloroso perdere un grande studioso, per il Suo ateneo e per tutta la comunità scientifica. Sono certa che il ricordo di Bernardo Secchi resterà vivo, anche grazie al grande contributo che ha dato negli anni al progresso scientifico generale.

Esprimo al Rettore Amerigo Restucci e all’Università Iuav di Venezia la partecipazione mia personale e di tutta la comunità accademica dell’Università di Trento.

 

Daria de Pretis

 

 

In ricordo,

ma non solo, aggiungo di aver conosciuto il Prof. Bernardo Secchi al “Workshop di composizione architettonica a.a. 2009/10”, e del Maestro mi è rimasto anche il suo amore per la musica.

Un abbraccio.

 

Stefano Gasparini

 

 

Il Rettore dell'Università di Pavia e tutta la Comunità accademica

si uniscono all’Ateneo Iuav di Venezia nel ricordo del prof. Bernardo Secchi.

 

Rettorato

Università degli Studi di Pavia

 

 

A parte i ricordi, con la scomparsa di un grande professore di urbanistica, di un vero maître à penser, emergono anche i rimpianti di chi avrebbe potuto imparare di più da lui, di chi oggi è addolorato anche di non avere sufficientemente ascoltato il prof. Bernardo Secchi nelle sue più recenti riflessioni ... ma chi avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe potuto morire?

 

Chiara Barattucci

 

 

Per me, come per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di ricevere i suoi insegnamenti, Bernardo Secchi resterà sempre Il professore, ovunque lo porti quest'ultimo viaggio.

Lorenzo Fabian

 

 

Ci siamo incontrati per la prima volta come parte del gruppo di docenti fondatori del corso di Laurea in Urbanistica, ed abbiamo cominciato a conoscerci nelle discussioni accese sui programmi da proporre  per l’avvio del primo anno di corso. Le ricordo ancora assai bene perché non solo i contenuti disciplinari, ma le personalità di ciascuno emersero subito con forza, annunciando un futuro ricco e non privo di conflitti.

Bernardo  mi colpì subito per  la cultura ampia che reggeva  il rigore delle argomentazioni e la severità che costituiva il suo modo di essere;  grandi virtù borghesi  che avrei sempre ritrovato in lui, mai smentite e se possibile accresciute,  in tutto il suo percorso.

Eravamo molto giovani ma le sue esperienze milanesi  erano già notevoli e meritato  il suo prestigio.

Si era occupato soprattutto di Economia Regionale ed io, che ero interessato  allora ad esplorare quella dimensione delle conoscenze territoriali,  mi recai alla prima lezione del suo corso.

Mi apparve subito chiaro, fin dalle prime battute, che Bernardo aveva un grandissimo talento per la didattica, forse respirato in famiglia ma certamente coltivato con rigore e perseveranza; tanto che mi sembra di poter dire che quella e le altre che seguii, sono fra le migliori cui abbia mai assistito. Perfettamente strutturate, esposte con una chiarezza assolutamente rara, inserite in contesti e scenari vasti e pertinenti, e porte agli studenti come una cosa intrinsecamente preziosa, quella che deriva dal privilegio, per il docente, di dare risposta al desiderio di apprendere ( nati non foste…) e dalla possibilità, per i discenti, di farlo.

Ho imparato molto, in quella occasione di economia dello spazio ma, ancor più, dell’arte della didattica e sono stato sempre grato a Bernardo per questo.

Quando, confido presto, i suoi discepoli si accingeranno a cominciare a tracciare la sua biografia scientifica, il “magistero della didattica” non potrà che avere uno spazio molto rilevante perché esso traspare in ogni suo atto e in ogni sui scritto, come ben testimoniano, ad esempio, gli interventi  su  CASABELLA diretta da Gregott,i quando Bernardo decise di occuparsi di urbanistica e lo fece ponendo domande che penetravano nella struttura della disciplina e cercando risposte che fossero per  tutti chiare e significative, seguendo un procedimento didattico tanto esemplare quanto efficace.

Penso che Bernardo ci abbia lasciato prematuramente e ne sono addolorato.

 

Bruno Dolcetta

 

 

Il Dipartimento di Architettura di Ferrara esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del prof. Bernardo Secchi, Maestro di Urbanistica e uomo di pensiero che ci ha insegnato a capire il mondo delle città.

 

Roberto Di Giulio

direttore del Dipartimento

 

 

Giunga al Rettore e  a tutti i colleghi dello Iuav il sincero messaggio di cordoglio della comunità accademica della SUN per la scomparsa del prof Bernardo Secchi, esimio didatta e scienziato.

 

Francesco Rossi  

 

 

La scomparsa del prof. Secchi porta con sé non solo la tristezza di una grave perdita per chi ha fatto della città il proprio ambito di ricerca, ma anche la consapevolezza che sia venuto meno un solido punto di riferimento per chi con lui si è laureato, dottorato e ha continuato a relazionarsi nella vita accademica e professionale.

Continueremo a rileggere i suoi scritti, a ristudiare i suoi progetti, a ripercorrere gli appunti presi durante sue lezioni perché la loro grandezza sta proprio nel sapersi puntualmente ricollocare nel presente permettendoci di pensare al futuro.

 

Luca Velo

 

 

Bernardo Secchi è stato, innanzi tutto, un interprete lucido della contemporaneità. Dotato di grande curiosità e determinazione ha spinto svariate generazioni di studenti ad immergersi nel territorio attraverso una dimensione “corporale”. Ciò allo scopo di studiare le trasformazioni in atto nel mondo occidentale, che agli inizi degli anni ottanta, non a caso, furono più volte racchiuse, proprio a causa delle loro ricadute spaziali, entro il termine coprente di “caos”.

La sua convinzione nel guidare numerosi studiosi di differenti discipline a guardare il territorio dal vero ha, in qualche modo, contribuito ad estendere e rafforzare l’esigenza, per il progetto, di costruirsi sempre un “contesto”. Un’esigenza già espressa da Vittorio Gregotti negli anni ottanta. Per molti, non soltanto della mia generazione, gli anni ottanta all'Univesità Iuav di Venezia sono stati determinanti, proprio grazie a quel binomio Secchi-Gregotti che dalle pagine di Casabella (e viceversa) si spostava nelle aule dell’università. Non avevamo che l’imbarazzo della scelta per apprendere, approfondire, studiare ciò che echeggiava in tutt’Europa: il ruolo, da un lato di un rinnovato interesse per i caratteri fisici della città, in quanto visibile ricaduta di altri aspetti meno tangibili dei processi e delle trasformazioni in atto; dall’altro il ruolo fondamentale del progetto urbanistico per governare la città contemporanea. A partire da questi anni di importante fermento culturale per il nostro paese, e quelli successivi di studio e di esperienze di ricerca nazionali ed internazionali, è nata grazie al lavoro instancabile di Bernardo Secchi, una genia di urbanisti e studiosi della città che sparsi in tutt’Europa continuano un lavoro attento sul territorio. Giovedì, 18 settembre molti di questi studiosi e tecnici si sono ritrovati per dare un sobrio addio al professore Bernardo Secchi sicuri che la sua lezione di urbanistica, nonostante i correnti tempi “confusi” non sia stata vana. Anzi che di temi e di motivi per continuare a svolgere un lavoro serio sulla città contemporanea, senza moralismi vecchi e nuovi, ce ne siano tanti. Molti ancora, importantissimi, sono indicati negli ultimi scritti, nelle ultime conferenze, nelle ultime lezioni, dove Bernardo Secchi spinge tutti gli studiosi del territorio a responsabilizzarsi riguardo ai fenomeni della disuguaglianza sociale e del degrado ambientale.

Ancora grazie professore.

 

 

 

 


Ufficio di Piano di Casarano, 1998

(foto di Luigi Guzzardi)

 

Sabina Lenoci

 

 

Bernardo Secchi non è stato solo un collega, era un amico.

Perdere un amico è sempre doloroso, ti coinvolge ma soprattutto ti costringe al ricordo, che aumenta il peso della perdita.

Bernardo è stato importante per questa scuola sia quando è stato un membro influente del corso di laurea di Urbanistica che quando ha deciso di passere ad architettura.

Ha diretto, insieme a Paola Viganò, con quella capacità costruttiva che gli va riconosciuta come tratto importante del suo insegnamento, il dottorato.

Gli amici non sempre vanno d’accordo, qualche volta fanno scelte diverse non condivise, qualche volta sono anche antagonisti sul piano culturale, ma sempre restano legati da fili forti che finiscono per riavvicinarli. Così è capitato a Bernardo e a me, negli ultimi anni ci siamo ritrovati su posizioni comuni, abbiamo discusso come non facevamo da moltissimo tempo. I periodi comuni ad Alghero sono stati momenti di incontri importanti per i nostri rapporti: cene divertenti, idee originali, riflessioni politiche, progetti di ricerca. Un ricordo che terrò molto caro.  

I contributi scientifici di Bernardo sono tanti, rilevanti e qualche volta contrastanti, ma ci sarà tempo per una riflessione accurata e puntuale.

Voglio solo ricordare che con Bernardo, Paolo Ceccarelli e Ada Becchi  abbiamo partecipato a diverse “avventure”: abbiamo realizzato Archivio di studi urbani e regionali; siamo stati impegnati nel dare corpo al corso di laurea in Urbanistica,  abbiamo, con contributi articolati ed  insieme ad altri, costruita l’Analisi economica e sociale della città e del territorio, quella che viene chiamata la Scuola di Venezia.

Si tratta di una perdita dolorosa che lascia un vuoto culturale, scientifico e affettivo.

 

Francesco Indovina

 

 

La Scuola Nazionale Superiore di Architettura di Tolosa ha appreso la triste notizia della scomparsa di Bernardo Secchi, professore dell'Università Iuav di Venezia.

Il lavoro svolto da Bernardo Secchi nel campo dell'urbanistica, come teorico e come professionista, è senza comune misura. La sua generosità, la sua curiosità, la sua passione per la conoscenza e la sperimentazione progettuale, hanno avuto un impatto indelebile sull'evoluzione della disciplina in Italia e nel mondo, furante gli ultimi quarant'anni. Il suo pensiero e la sua opera sono particolarmente vivi nella nostra scuola.

Daniel Bonnal, presidente del Consiglio d'amministrazione, Monique Reyre, direttrice e tutto il personale amministrativo e insegnante esprimono le più sincere condoglianze alla famiglia, agli amici, ai colleghi dell'Università Iuav di Venezia e, in particolare, a Paola Viganò.

 

Monique Reyre

 

 

 

Calle Tron, Venezia, settembre 1984   

per Bernardo

15 Settembre 2014

 

Guido Guidi

 

 

 

 

Bernardo Secchi (Milano, 1934-2014) è stato professore ordinario di Urbanistica all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, oggi Università Iuav di Venezia, e preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.

Ha insegnato in varie università tra cui Lovanio, Zurigo, l’Haute École d’Architecture di Ginevra e l’Institut d’Urbanisme di Paris.

Ha partecipato agli studi per il Piano Intercomunale di Milano e lavorato al piano regionale del Trentino. Con Paola Viganò ha vinto concorsi in Italia e in Europa.

Nel 2008 è stato tra i dieci architetti richiesti di sviluppare idee e progetti per la Grande Parigi, nel 2010 tra i tre richiesti di sviluppare progetti per Bruxelles 2040 e nel 2012 tra i dieci richiesti di sviluppare un progetto per la Grande Mosca.
È stato parte del gruppo fondatore di Archivio di Studi Urbani e Regionali, ha collaborato con continuità alla rivista Casabella e ha diretto Urbanistica. Fra le sue pubblicazioni: Squilibri regionali e sviluppo economico, Marsilio, Venezia, 1974; Il racconto urbanistico, Einaudi, Torino, 1984; Un progetto per l’urbanistica, Einaudi, Torino, 1988; Prima lezione di urbanistica, Laterza, Roma-Bari, 2000, La città nel ventesimo secolo (Storia della città), Laterza, Roma-Bari, 2005; La città dei ricchi e la città dei poveri, Laterza, collana Anticorpi 2013; Competenza e rappresentanza, Donzelli Editore, 2013