Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

 

 

Porto Marghera. Toxic Cloud / Topic Cloud

 

 

mostra didattica

W.A.VE. 2014

 

30 giugno > 25 luglio 2014

Cotonificio, atrio

lun > ven

ore 9 > 19

 

a cura di

Marco Ballarin, Giulia Ciliberto, Jacopo Galli, Daniela Ruggeri

 

realizzazioni audio-video

Matteo Primiterra, Matteo Stocco

 

presentazione dell’opera

"Trittico Marghera"

di Studio Azzurro

 

nell'ambito di

W.A.VE. 2014

 

Il 28 novembre 2002 esplode il reparto Td5 della Dow Poliuretani all’interno del Petrolchimico di Porto Marghera, costringendo 200.000 cittadini veneziani a rimanere barricati all’interno delle proprie abitazioni per paura di una sostanza velenosa liberata nell’aria sotto forma di nube tossica. La grande paura di una nuova Bhopal sembra oggi scongiurata, ma Porto Marghera rimane un enorme punto interrogativo nel panorama della laguna veneta: un luogo complesso, dalle infinite problematiche e dalle immense possibilità.

 

La mostra Porto Marghera Toxic Cloud / Topic Cloud intende esplorare queste possibilità cercando di dare forma fisica alla fitta rete di connessioni che innerva l’area industriale. I temi di progetto individuati dall’Università Iuav di Venezia in collaborazione con il Comune i Venezia diventano il pretesto per generare una tag cloud di parole collegate a immagini attuali e di archivio: concetti, immagini e video sono dunque organizzati sotto forma di nuvole di idee, a partire dalle quali possono nascere infinite diramazioni e spunti di ricerca.

 

L’allestimento prevede la presentazione dell’opera Trittico Marghera, realizzata nel 2000 da Studio Azzurro in occasione della mostra Identificazione di un paesaggio. La ideoinstallazione mette in scena «la ricerca di segni in un territorio avvelenato, duro, la scoperta di nuove forme di vita: un embrione di fertilità mescolato alle rimanenze di una popolazione che lì ha abitato e sofferto e, in questa sofferenza, si è anche riconosciuta».

 

Il percorso espositivo si articola ulteriormente attraverso un lungo corridoio, all’interno del quale il visitatore si troverà immerso in una fitta ragnatela di connessioni che rappresenta un prezioso punto di partenza per impostare il lavoro da sviluppare durante le tre settimane di workshop. I filamenti, da semplici connessioni, divengono nuove immagini, visioni e scenari: dalla nube tossica al progetto di un lucido futuro.

 

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