Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

 

Per Valter Tronchin

Venezia, 5 ottobre 2009

 

È morto improvisamente, all’età di 42 anni, l’architetto Valter Tronchin.

 

Originario di Treviso, ma residente a Venezia da anni, insegnava composizione architettonica all’Università Iuav ed era docente al Politecnico di Milano.

 

Aveva partecipato alla X Biennale di Architettura di Venezia come co-progettista e direttore dei lavori con Franco Purini del nuovo Padiglione italiano dell’architettura.

 

Tronchin era molto conosciuto nel veneziano, soprattutto a Jesolo dove aveva firmato importanti progetti, fra cui la GHouse in piazza Marina e una costruzione avveniristica in via Aquileia.

Con il Comune di Jesolo stava realizzando un libro sull’architettura.

 

In campo artistico si occupava di installazioni, murales e acrilici su tavola.

È stato socio fondatore di Artway of Tinking: associazione culturale e collettiva interdisciplinare di arte relazionale. Nel 1999 Artway of Tinking ha partecipato alla Biennale d’Arte per il progetto di assaggio di arte relazionale Con molto piacere nello spazio Oreste.

 

alcuni progetti di Valter Tronchin

 

 

I funerali saranno celebrati lunedì 12 ottobre 2009 alle ore 15 presso la

chiesa di San Giuseppe a Treviso, dove Valter sarà esposto per un ultimo saluto
dalle ore 13. Dopo la celebrazione, sarà portato al cimitero di Monigo a Treviso

 

C'è molto amore attorno a Valter

Grazie a tutti

La mamma e Sara

 

La famiglia chiede di devolvere eventuali offerte a favore dell’Advar onlus

http://www.advar.it/main.asp?menu=2&menu1=30

 

 

Il rettore Carlo Magnani esprime a nome di tutto l’ateneo il dolore per l’improvvisa scomparsa di Valter Tronchin, architetto e docente di composizione all’Iuav.
Valter Tronchin viveva con passione ed energia il suo lavoro di architetto e la sua attività di artista. Era un docente entusiasta, capace di lasciare agli studenti grande libertà di esprimersi, e un progettista brillante.
La sua presenza vitale e generosa mancherà all’Iuav.

 

 

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Martedì 6 ottobre 2009

 

 

Valter Tronchin, da un giorno all’altro, è scomparso.

La sua morte così repentina e così inspiegabile ci lascia sgomenti: la sua umanità, il suo carattere dolce e riflessivo, l’impegno nella didattica, nel progetto, sono parte del ricordo di quanti lo hanno conosciuto.

Il senso di ingiustizia che ci coglie non ha a che vedere solo con la precocità di questa scomparsa, di per sé innaturale, ma anche con il brusco interrompersi di un percorso culturale, con la perdita di un intellettuale già diventato un punto di riferimento per molti suoi coetanei. La sua generosità e i suoi slanci, sempre mitigati da un’indole allegra e malinconica insieme, ci mancheranno.

Resta nei suoi compagni, nei suoi allievi e anche nei suoi maestri un senso di vuoto, di interruzione dolorosa, una promessa di dialogo che il destino ha infranto lasciando in tanti di noi il rimpianto di cose non dette, di discorsi incompiuti, di non avergli fatto sentire abbastanza l’affetto che si era meritato e che lo circondava.

Giancarlo Carnevale

preside della Facoltà di architettura

 

 

A nome di tutto il Dpa mi unisco al cordoglio per l'improvvisa scomparsa di Valter.

La notizia mi ha lasciato sconcertato e sgomento. Valter era un cultore dell'architettura appassionato, competente, molto dotato, certamente uno dei più valenti fra i nostri giovani docenti a contratto (giovani relativamente ad una facoltà che purtroppo ha un tasso di invecchiamento elevatissimo e che purtroppo è impossibilitata spesso a garantire ai propri allievi migliori una carriera adeguata). Ci mancherà.

Sono sicuro che gli amici a lui più vicini potranno aggiungere parole più appropriate delle mie. Li invito a farlo.

Da me un saluto accorato

Renato Bocchi

direttore del Dipartimento di progettazione architettonica

 

 

Valter è stato amato, e continuerà ad esserlo, da tutti coloro che, come me, hanno avuto modo di condividere con lui occasioni di lavoro, viaggi, incontri, emozioni, entusiasmi, ma anche delusioni e preoccupazioni. Per le sue qualità umane, per le sue qualità professionali. La vita dell’uomo e dell’architetto non presentano distanze, sono, in tutto e per tutto, la stessa cosa.

Una personalità empatica, aperta e ricca di sfumature, una capacità innata e generosa di stabilire contatti umani, di cercare nell’altro con un’intelligenza curiosa, un’anima sensibile, una fisicità dirompente, una visione positiva delle cose, una propensione per la ricerca del bello; in sintesi un continuo profondere e trasmettere amore per la vita.

Questo amore è lo stesso che ha nutrito la grande passione di Valter per l’architettura, l’ossessione per il mondo segreto nel quale hanno origine le forme, l’interesse per l’arte, dalla pittura alla danza, alla musica, e, soprattutto, l’attenzione a quei territori labili di confine tra arte e architettura. Questi aspetti hanno costituito fin dal 1994 un nucleo di temi tenacemente e instancabilmente indagati da Valter. Temi che sono diventati composizioni, quadri, progetti, allestimenti, edifici, oggetti, scritti, sempre tesi a tenere insieme il piano della ricerca e il piano della professione.

Il percorso che abbiamo condiviso allo Iuav, nato ai tempi della collaborazione con Franco Purini e, poi, all’interno dello studio Altr_a, ha segnato la nostra esperienza, e costruito negli anni un’amicizia profonda, che si è rivelata nel tempo una complicità preziosa e un reciproco sapersi lì. Al di fuori del tempo e del luogo.

Siamo troppo sconvolti ora per immaginare quanto ci mancherà il suo sorriso aperto e ironico disegnato dietro la folta barba.

Roberta Albiero

 

 

L'amore per l'architettura che Lei trasmetteva a noi studenti, la sua conoscenza, la libertà di esprimerci, la forza di credere nei nostri sogni ci hanno permesso di formare la nostra cultura ed accrescere l'interesse per questa materia.

La sua continua disponibilità a dialogare, a cercare confronti e ad insegnare continuamente sia a lezione che in altre occasioni, resterà sempre nella mia memoria.

E, come diceva sempre Lei, “studiare è un piacere: non smettere mai”.

Mi mancherai caro MAESTRO, grazie per avermi accompagnato fino alla laurea.

 

 

Valter! Mi hai insegnato tante cose, la tua dedizione all'architettura mi è stata d'esempio, e da te ho imparato il rispetto per il disegno. Sarai sempreun bravo e “goliardico” maestro. Addio grande amico!

 

 

Uno dei migliori docenti che io abbia mai avuto...

S.

 

 

Buon viaggio Valter, ora sei nella luce

Simonetta

 

 

Con sconcerto e disorientamento apprendo della scomparsa prematura di Valter.

Un sincero abbraccio fraterno mi stringe assieme a tutti Voi in questo momento di estremo dolore. Ci si trovava alle mostre dei concorsi ai quali partecipavamo da concorrenti, e i nostri sguardi si incrociavano e accomunavano nel commento: questo mi è bastato per capire che è stato e rimarrà nel mio ricordo, un appassionato e stimolante collega.

Luca Battistella

 

 

Conoscevo Valter sia come amico, che come mio docente.

Mi ha aiutata ad avere stima di me stessa durante un periodo duro della mia vita, non potrò mai dimenticarlo.

Era una persona dolcissima e sempre molto disponibile, oltre ad avere un grande talento.

Veronica

 

 

Prof, avrei avuto tanto piacere di finire assieme a lei il progetto che avevamo iniziato assieme... avrei voluto imparare di più da lei…

un bel ricordo per lo Iuav...

Monica

 

 

Per essere creativi bisogna avere: flessibilità, capacità di comunicare e accettare le idee altrui, trasmettere le proprie idee, considerazione di sé stessi, elevata sensibilità, molteplici interessi.

Poche parole efficaci e un tono deciso. È l'inizio di insegnamento che ha dato a molti la possibilità di imparare a vedere.

Gli allievi ti sono riconoscenti.

Grazie.

Fabio Zampese

 

 

Non conoscevo personalmente Valter. Lo avevo solo incrociato online in alcuni dibattiti sulla città dei 40xVenezia, dove avevo apprezzato la sua intelligenza. Spiace sapere della sua morte, così improvvisa e così “vicina” a noi quarantenni, data la sua età. Credo che un ottimo modo per ricordarlo sia comunicare ai nostri studenti quanto sia importante l'impegno, la passione e la volontà, unite alla curiosità e alla necessaria ricerca di una nostra visione e interpretazione della realtà, per fare della nostra vita, professionale e non, qualcosa che abbia un senso. Quel senso che manca forse di fronte ad una morte così prematura ed improvvisa, ma che possiamo invece ritrovare nelle cose che Valter ha fatto e ci ha lasciato. Questo è ciò che sento e questo è anche quanto dirò venerdì durante la prima lezione del mio corso agli studenti, in sua memoria.

Federico Della Puppa

 

 

Valter arch. Tronchin, fondatore di Artway of thinking e prezioso compagno di viaggio nella ricerca delle relazioni tra arte, architettura e vita.

 

 

Hai lasciato una grande ricchezza, una via da percorrere nella bellezza.

Ti onoreremo ricordando al mondo che etica, estetica e amore sono essenza della vita. Nulla sarà disperso.

La Pace sia con te

Federica e Stefania

 

 

Grazie a Valter per tutto quello che mi ha dato, lo amerò sempre.

Sara

 

 

 

Mercoledì 7 ottobre 2009

 

 

Valter so per certo che in questo momento sei con la tua matita a disegnare le nuvole sopra di noi. rimarrai sempre nei nostri cuori:

Mirko Cristina e i piccoli Nicole e Mattia.

...un bacio…

 

 

Valter è architetto, gli piaceva molto esserlo e sono sicuro, ha dato tanto a chi così lo ha conosciuto. Per me è prima di tutto un Amico, uno che quando ci si sedeva insieme a tavola rivelava tutto il suo amore per le cose meravigliose della vita. Quando lo si incontrava era inevitabile lasciarlo sempre un po' più allegri di prima. Benessere, credo sia questo l'aggettivo più adatto a descrivere la sensazione che sapeva trasmettere meglio.

Ciao Valter, ciao amico!

Andrea Poletti

 

 

Caro Valter,

è stato un piacere e onore averti conosciuto.

Avere potuto condividere con te la bella (e faticosa) esperienza del workshop ad Atene.

Rimarrà sempre tra i miei ricordi, l'immagine di te che porti gli studenti alle otto del mattino sull'Acropoli a disegnare.

L'immagine di te che sorridi, alla vita, dietro un velo di malinconia.

L'immagine di te che discuti di architettura, con la stessa sensibilità con cui ti rapporti alle persone.

Grazie, amico Valter.

Elisa Pegorin

 

 

Caro professore,

il mio pensiero corre verso immagini dove il sorriso e i forti abbracci rendevano ogni incontro nell’isola un momento piacevole e di interessanti scambi di opinioni. Così mi piace ricordarti, sereno e sincero nella generosità di regalare un momento di amicizia e affetto a tutti noi.

Mara

 

 

Ciao

 

 

Alla memoria di un Professore che, come architetto e pensatore, ha segnato il cammino di molti di noi, rivolgiamo, riconoscenti, il nostro saluto.

gli studenti

 

 

Ti ho incontrato anni fa come assistente del Prof. Purini, poi mi sei diventato amico e non hai mai smesso di incoraggiarmi. Ti avevo reincontrato all'inizio dell'estate a Jesolo per lavoro, gentile e paziente come sempre nonostante i tuoi impegni. Ora che avrei voglia di nuovo di chiederti consiglio su “cosa farò da grande” posso solo immaginare il tono della tua voce e il tuo sorriso... Mi mancherai

Fabrizio

 

 

...quel corso di Progettazione con te, Roberta e Purini... uno dei più bei ricordi della mia vita allo IUAV

Francesca

 

 

L’amore per l’architettura che Lei trasmetteva a noi studenti, la sua conoscenza, la libertà di esprimerci, la forza di credere nei nostri sogni ci hanno permesso di formare la nostra cultura ed accrescere l'interesse per questa materia.

La sua continua disponibilità a dialogare, a cercare confronti e ad insegnare continuamente sia a lezione che in altre occasioni, resterà sempre nella mia memoria.

E, come diceva sempre Lei, “studiare è un piacere: non smettere mai”.

Mi mancherai caro MAESTRO, grazie per avermi accompagnato fino alla laurea.

Daniela

 

 

La sua dedizione a noi studenti è impagabile. La disponibilità all'ascolto e i preziosi consigli sempre ben motivati li porterò sempre con me. Conserverò tutto ciò che mi ha dato.

Grazie professore!

Katiuscia

 

 

Se ne vanno prima sempre i migliori...

Un Architetto ma anche uno dei migliori docenti che abbia mai conosciuto.

Marco

 

 

Fortunata ed onorata di aver imparato così tanto da Lei... grazie Prof.!

Anna

 

 

Grazie professore per avermi insegnato a credere e a portare avanti ad ogni costo il “mio pensiero”... lo farò ancora, pensandoti ogni volta...

grazie Valter Tronchin!

Martina

 

 

Grazie per averci accompagnato con il tuo esempio

V.

 

 

La nostra esistenza ha un inizio e una fine, precisi e imprevedibilmente certi.

Nell’incertezza del prima e del dopo risiede invece la possibilità dell’infinito che è dimensione inconcepibile e ambizione inconfessabile di ogni architetto, perché questi - in fondo - pur cercando di dar senso alla misura aspira all’incommensurabile, che non è la grandezza ma la dissoluzione del finito, ciò che è inutile misurare più che il non misurabile.

Su questa nuova frontiera della dimensione dev’essersi già messo al lavoro Valter, così almeno mi piace immaginare.

Giovanni

(Leone e Architetto)

 

 

 

Ho avuto il piacere di insegnare al fianco di Valter Tronchin nel laboratorio di progettazione architettonica 1 della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, tra il 2005 e il 2008. Ho avuto soprattutto il privilegio di essergli amico. L’avevo conosciuto in un pomeriggio di primavera nel 1998 a Lille sulla Grand-Place, in compagnia di Roberta Albiero e Maurizio Carones. Di Valter ho subito apprezzato il gusto per l’ironia e quel sottile disincanto che gli consentiva di essere un testimone sapiente del suo tempo. Ci sono tanti modi di insegnare architettura. Valter ne praticava uno speciale. Aiutava gli studenti ad affrontare i passaggi più complessi e a misurare le difficoltà con lo spirito della guida alpina. Per questo di lui gli studenti si fidavano e per questo nessuno di loro aveva la sensazione di essere lasciato indietro. Con il suo fisico imponente, lo sguardo rassicurante, la mente agile, Valter era sempre pronto a ricondurre le sue giovani pattuglie su strade sicure, oppure a spronarle perché tentassero nuove vie. Credo lo muovesse il desiderio di condividere con altri il suo tragitto.

Andrea Gritti

Politecnico di Milano

 

 

Una grandissima tristezza, per l'amico in primis, per le bellissime conversazioni che non ci saranno più, per le mangiate, le bevute e le risate che non si fanno più.

Ma anche grandissima tristezza perché viene a mancare una delle poche vere ragioni per andare a Venezia, viene a mancare un tassello di entusiasmo e di leggerezza di cui la nostra amata architettura ha tanto bisogno.

Un grande abbraccio a Sara e l'augurio che tutti noi troviamo la forza e il coraggio di portare avanti i tanti progetti e le tante cose che Valterone stava portando avanti. Non come ricordo, non solo, ma perché queste sono importanti e le cose importanti devono trovare un loro posto nel mondo.

Giovanni Damiani

 

 

Caro professore,

il mio pensiero corre verso immagini dove il sorriso e i forti abbracci rendevano ogni incontro nell’isola un momento piacevole e di interessanti scambi di opinioni. Così mi piace ricordarti sereno e sincero nella generosità di regalare un momento di amicizia e affetto a tutti noi.

Mara

 

 

Un esempio per tutti, e il suo ricordo sia professionale che umano rimarrà.

Luca F.

 

 

Esprimo un grande dipiacere per la perdita del prof. Tronchin, come docente che mi ha dedicato tempo e attenzione con il suo amore per l'architettura, e come persona che esprimeva una grande gioia per la vita. Le mie condoglianze per tutte le persone che gli sono più legate.

Martina

 

 

Non ci sono parole per descrivere lo sgomento che abbiamo provato nell'apprendere la notizia...

appena saputo, l'immagine che immediatamente mi è apparsa di fronte era di un tuo sorriso in barca in mezzo al bacino di San Marco ad osservare i fuochi del redentore riflettersi sull'acqua calma della ormai anche tua laguna...

ora i colori e le forme le disegni tu dall'alto per tutti noi...

grazie dei bei momenti passati assieme

Matteo e Stefy

 

 

Mi unisco al cordoglio e all'ultimo saluto per Valter

Emilio Fantin

 

 

Le mie più sentite condoglianze al prof. Tronchin che ho avuto modo di conoscere durante uno dei corsi di laboratorio integrati. Persona che ricordo con piacere, sia dal punto di vista umano che professionale.

Angela Savalli

 

 

Valter, siamo stati compagni di liceo, e di università qualche anno dopo. Poi smarriti nel quotidiano. Io a 28 esami nei miei progetti forse senza meta, tu verso la professione, nell'accezione umana e nobile del termine.

E scoprire adesso, che è ormai ineluttabilmente "dopo", quanto hai "costruito" e quanto sei riuscito a dare di te a chi ha avuto la fortuna di averti al fianco.

Ci ritroveremo, con le nostre matite mai logore.

Luca Facchini

 

 

Un inizio di una fredda estate a Lille, una gita in Normandia.

Tu e Alberto, Laura ed io.

Eppoi tanti ricordi...

Grazie.

È stato bello conoscerti.

Ti voglio bene Valter.

Vale

 

 

Quante storie meravigliose lasci a chi ha avuto la fortuna di conoscerti

Non dimenticherò, il tuo amico

Michele Della Mea

 

 

Un vero architetto, un esempio per tutti noi, Valter aveva sempre il sorriso, ed è così che ti ricorderemo sempre.

 

 

Ciao Valterone,

sei andato via così in fretta che hai lasciato tutto in disordine.

Ci lasci una montagna di ricordi che bisognerà pian pianino sistemare.

Un album di istantanee con i momenti felici trascorsi insieme a te.

Ci lasci a interrogarci sul senso delle piccole faccende che dovremo sbrigare senza di te nei giorni che verranno.

Ma non ti preoccupare.

Ovunque tu sia, mettiti comodo.

Siediti in prima fila e goditi il panorama da lassù.

E fatti portare una bottiglia del migliore, per brindare alla salute di tutti noi che ti abbiamo voluto bene.

È durato poco, ma ne è valsa la pena.

Ciao panzone, ti terremo sempre un posto a tavola.

Ricordati di dare uníocchiata qui giù ogni tanto.

Ne abbiamo bisogno.

Cin cin.

Andrea

 

 

Ti ho visto sempre indaffarato,

sempre entusiasta e guizzante di energia,

rincorrendo sogni,

realizzando “visioni”.

... lungo le Zattere di questa città-isola

sempre ti ritroverò...

ciao Walter

Melania

 

 

Il mio messaggio alle persone in cui Valter continua a vivere, testimoni della sua vita, del suo modo e della sua rarità. Cose che fanno già parte di voi. Cose che permangono e continuano ad agire, disperse e disseminate, donate. Questo mi risveglia dall'incredibile e imprevedibile assenza. Anche incontrandolo sporadicamente, lasciava il segno.

Diego

 

 

Ciao Valter,

come per caso, alle Zattere, una camicia bianca, larga e profumata, rilucente, così ti aspettavamo.

Marco

 

 

C'era un'avventurosa innocenza in Valter Tronchin. Un modo audace e spontaneo di sfidare la realtà con la curiosità di un bambino e l'energia di un uomo di vaste esperienze, esperto e determinato. Egli aveva una grande capacità di misurarsi con la realtà sapendola trasformare secondo le sue intenzioni e la sua volontà, ma questa attitudine alla concretezza non riusciva a nascondere un aspetto più nascosto che c'era in lui, una specie di stupore nei confronti del mondo, che doveva apparirgli meraviglioso e illimitato.

Allegro e generoso, razionale e immaginifico, meditativo e irruento, interessato agli altri e al contempo sempre alla ricerca di inquiete solitudini, viveva velocemente e in anticipo come Arthur Rimbaud mentre possedeva il mistero di un eroe di Hugo Pratt, abile nel dissolvere la sua potente figura nel voltare improvviso di una calle.

Era un poeta vero, un orizzonte fermo sotto la curva del cielo.

Franco Purini

 

 

Prima all'università. poi nell'indimenticabile studio alle Zattere. Con tutti i "fioj", a cercare la soluzione definitiva, che era sempre la prossima. Disegni, render, plastici, discussioni.

Giorni, ma soprattutto notti, con il fornetto accesso che scandiva il ritmo delle pause. E poi l'alba, con l'immancabile nave che lentamente attraversava il canale della Giudecca, dirigendosi verso la luce calda del Mediterraneo.

Grazie

Gabbia

 

 

 

Giovedì 8 ottobre 2009

 

 

Ho avuto la fortuna di conoscerti, come persona, come docente, come architetto, come amico, di conoscere la tua sensibilità, la tua disponibilità, la tua bravura ed il tuo talento,

la grande passione che avevi per l’architettura, passione che hai sempre trasmesso ai tuoi studenti.

Mi mancherai.

Mandi Valter

Luigi De Colle

 

 

Caro Valter, non ci decidiamo io e fra a scriverti... le parole non riescono a arrivare... poi rileggere tutti i nomi degli amici che si susseguono e i ricordi che ritornano che dolore...

ci manchi, ci mancherai

Dina e Fra con Gio e Ariele

 

 

Ciao Valter, ci hai lasciati sgomenti con questa tua partenza, cosi improvvisa e inaspettata... ma la vita è cosi, si crede sempre che sia per sempre e quando meno te lo aspetti ti porta via...

La tua luce ti guiderà nella luce, di questa ne sono certa, perchè ne siamo stati tutti testimoni durante il tuo cammino nel lavoro, nell'amicizia, nell'amore. Ora sarai già a progettare qualcosa di grande e maestoso lassù. Forse avevano così bisogno di te che non hanno potuto fare a meno di portarti via cosi presto. Il problema resta il nostro che dobbiamo riempire il vuoto che hai lasciato dietro di te.

A presto, nella luce.

Cri

 

 

Caro Valter,

ti ho potuto conoscere ed apprezzare la tua disponibilità e preoccupazione per gli altri.

Il tuo modo di confrontarti con gli altri e di saper trasmettere oltre il modo di fare architettura anche quella serenità e amicizia che ti contraddistingueva.

Abbiamo passato venti giorni bellissimi ad Atene, con la consapevolezza di un saluto ed un arrivederci alla prossima.  Eri molto entusiasta dei tuoi progetti, appassionato a spiegarceli nei dettagli che ancora conservo sul mio pc. Il tuo vuoto si farà sentire, ma i tuoi progetti ti renderanno sempre vivo e presente.

Ciao Valter 

Daniele Vacca

 

 

Ciao Valter

 

 

Ciao prof,

ora posso darti del tu. Ora che c'è un prima… un prima nel quale ti incontravo quando facevo colazione alle zattere, un prima quando arrivavi trafelato allo IUAV per trasmetterci la tua passione per l'architettura e la vita. Un prima nel quale dal tuo volto nasceva sempre un sorriso sincero che nascondevi dietro quella tua barba da Mangiafuoco.

Ma ora non è più prima e nel dopo ti ricorderò sempre.

Ciao prof.

Guidaci.

 

 

Un maestro che mi ha nutrito con tutto il suo sapere aumentando la mia fame di architettura, un "collega" che mi ha sempre trattato con rispetto e considerazione,

un uomo che ha lasciato nel mio percorso di giovane architetto una traccia indelebile...

Grazie prof.

Roberta

 

 

Ho appreso la tristissima notizia della tua scomparsa...

la sofferenza pervade.

Addio Valter,

porto con me le tue risate,

i tuoi giganti abbracci,

la tua velocità,

e le nostre intime esperienze ...

con amore

Leela

 

 

Ciao Valter,

non è un addio perchè i tuoi insegnamenti rimaranno in eterno nei tuoi studenti che ti hanno seguito e amato. Ci hai trasmesso l'amore per questo lavoro, i tuoi occhi brillavano anche quando si discuteva, perchè con te era possibile farlo. Ascoltavi le nostre idee, i nostri pensieri e senza importi guidavi la nostra mano nella composizione. Grazie per tutto quello che mi hai insegnato: quando sarò davanti ad un foglio bianco penserò sempre al tuo sorriso, quando esplodeva all'improvviso sul tuo viso dietro a quella enorme barba che nascondeva un mondo di cultura e sapienza.

Se amo questo lavoro è sopratutto grazie a te.

ciao Valter...

Elisa

 

 

Ora ti posso confermare che il vuoto ha sostanza, è materia.

Eri il faro del porto che mi richiamava e illuminava il ritorno dal mio vagabondare e errare infinito, dispersivo e solitario.

B.

 

 

Mi hai lasciato delle bellissime parole, Grazie!! le porterò sempre nel mio cuore... assieme ai tuoi sorrisi, i tuoi abbracci, le tue idee sempre originali.

Baci infiniti...

Monica

 

 

Lasci un dolce ricordo di momenti vissuti insieme

r.i.p.

Lucia

 

 

Non conoscevo personalmente Valter, ma conosco Federica e Stefania, con loro ho collaborato al Castello di Rivoli. Le ho riviste il giorno prima che Valter lasciasse i suoi amici attoniti per la sua scomparsa. Ho visto Concetta e Piero addoloratissimi nella loro bella casa di Udine piena di luce e di voci di bambini. Non conoscevo personalmente Valter ma il suo progetto professionale, creativo ed esistenziale. Sono amica dei suoi cari amici, penso dell'arte cose molte simili ai suoi pensieri, credo di poter dire che lavoremo insieme per portare avanti il suo progetto e tenere sempre vivo il suo ricordo.

Credo di poter dire che Valter sarà mio amico per sempre perchè lo porterò nel cuore dove custodisco il ricordo di tutte le persone care.

Anna Pironti

 

 

Valter era prima ancora che un bravo architetto e un esemplare insegnate una persona mite e per bene.

Ripenso al suo ottimismo di fondo, all'allegria, alle ore passate intorno ad un tavolo - di solito ben imbandito -, alla sua calda, coinvolgente, limpida risata.

Ciao Valter. Ci manchi molto.

Carlo Bassetti

 

 

L’amore per l’architettura che ci trasmetteva, la sua conoscenza, la libertà di esprimersi che lasciava a noi studenti, la forza di credere nei nostri sogni ci hanno permesso di formare la nostra cultura ed accrescere il nostro interesse per questa materia. La

sua disponibilità a dialogare, a cercare confronti, e a insegnare continuamente sia durante le lezioni che in ogni occasione di incontro resterà per sempre nella nostra memoria.

E come diceva sempre lei “ studiare è un piacere, non smettere mai! “

Ci mancherai caro Maestro!

Daniela

 

 

Per quattro anni ci siamo visti quasi ogni giorno.

E il mio carattere si è rinforzato, in un rapporto dialettico intenso.

Sono cresciuta anche grazie a lui, e ora che non so più con chi arrabbiarmi mi manca molto.

Lucia

 

 

Lavorare con Valter è stato un onore.

Un privilegio essere al fianco di un docente capace di trasmettere agli studenti quella sana e inderogabile passione per la

disciplina che dovrebbe essere il carattere fondante di ogni insegnamento.

Alberto Mattiello, collaboratore del prof. Valter Tronchin

Vienna-Kiev, volo del mattino, mi volto, cerco valter.

Lo trovo due file più distante.

Solleva gli occhi, accenna un gesto.

Lo raggiungo, mi indica un punto sulla mappa delle rotte:

“Beijing!!!...raccontami di Pechino”.

Ciao Valter

Max

 

 

Purtroppo, con dolore, svolgo l’ingrato compito di selezionare e trasmettere qualche immagine di Valter, a memoria dei divertenti e, è il caso di dirlo, spensierati momenti che abbiamo trascorso insieme in occasione della nostra didattica integrata, attività che proprio per la capacità , pacatezza e serenità di Valter, non poteva che trasformarsi in piacevole passeggiata tra amici.

Credo che la sua assenza mi mancherà sempre di più nel futuro. Il suo sorriso intelligente di artista prima che di architetto, di fratello prima che collega. Sono sicuro che questo sia il minimo di quanto ha lasciato a me come anche agli studenti che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.

Giovanni Vio

 

 

Un maestro che ci ha nutriti con tutto il suo sapere aumentando la nostra fame di architettura, un maestro, un collega, che ci ha sempre trattato con rispetto e considerazione, un uomo che ha impresso nel nostro percorso una traccia indelebile.

Grazie Professore

Roberta Nardi

 

 

Silenzio. Oggi ho perso una guida, un faro.

Mi sento spoglio davanti al mondo e provo rabbia per il tempo che non ho avuto.

Ma adesso che tutto tace mi guardo dentro e vedo una luce.

Il seme di qualcosa che sta nascendo e che col tempo prenderà forma.
Grazie Valter per l’energia che mi hai dato e per quella che mi hai fatto scoprire di avere. Grazie per le strade che mi hai indicato e per quelle che hai fatto vedere essere già dentro di me. Grazie per la tua generosità, grazie per quando sei stato duro

e grazie per quando abbiamo riso e scherzato. Mi manchi molto.

Il vuoto che hai lasciato diventerà presto spazio. Sarai sempre con me.

Confido nell'amore e nell'ammirazione che le fortunate persone che l'hanno conosciuto, hanno provato per lui affinche tutto quello che ci ha dato nn vada disperso,quando i clamore, che lui nn credo amasse, sarà passato decisa dovra' essere la volontà nel tramandare nel diffondere la sua opera la sua voglia di rendere partecipi e consapevoli chiunque egli conoscesse, sull'importanza dell'architettura la sua voglia di combattere la volgarità, l'abbruttimento generalizzato nell'animo e in tutto quello che ci circonda,mai disposto a scendere a compromessi biechi nel nome del denaro.

Adesso è l'ora del dolore della rabbia per una tragedia inspiegabile e assurda, del pianto di sua mamma e di tutti noi, ma da questi momenti tristi si dovrà trovare la forza perché Valter rimanga vivo per sempre in tutti noi.

Ciao ARCHITE'

Nicolò Delgiudice

 

 

Ai colleghi di Walter,

in questo giorno del lutto affido le parole del dolore alla poesia di un architetto, John Hejduk, amato moltissimo anche da Walter, essendo certo di interpretare un suo intimo sentimento una sua segreta speranza: che l'Architettura torni ad essere la grande forma della Gratitudine.

 

Dentro di me

Figlio mio sulla Croce

mi puoi sentire

Io sono testimone della tua agonia

Io sono qui con te

figlio mio sulla Croce

il mio dolore conosce il tuo dolore

quello che è successo

ancora non lo posso credere

figlio mio sulla Croce

ti amo così tanto

tu hai ricevuto ferite

inimmaginabili sangue dappertutto

i tuoi amati sono qui con te

gli uccelli sono volati via dall’orrore

figlio mio sulla Croce

parlami per favore

così porterò la tua voce

dentro di me per l’eternità

(J. Hejduk, dalla raccolta "Lines, no fire could burn", NY.1999)

Renato

 

 

A Valter,

sei stato un appassionato architetto e un egregio professore, preciso, combattivo, determinato.

Tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociarti sulla propria strada ricorderanno di te la passione per la vita che hai sempre trasmesso, quella fervida immaginazione nel creare spazio, la tua testardaggine nelle posizioni, la tua capacità di dipingere e di accostare i colori. Personalmente mi mancherà quell’ingombrante e inossidabile amicizia che, da sempre, ci ha permesso di ridere, litigare e lavorare insieme.

Antonella Indrigo

 

 

Quante parole meravigliose, chiudo gli occhi e ti vedo, abbassi lo sguardo e ti imbarazzi.

Sì Valter, sono tutte per te, e non saranno mai abbastanza... alza lo sguardo al cielo adesso, e accogli senza timore di non esserne meritevole tutto l'amore che ti è dato.

Apro gli occhi e mi rispondi "si va ben dai, ho capito" mi dai una pacca sulla testa e mi dici: " ma perchè lasci sempre il culo a casa?" ed io ti rispondo: “è piccolo ma ce l'ho”.

Quella deficiente di tua cugina

 

 

Ah!!... dimenticavo che quella volta che ci hanno fermato i carabinieri e eravamo stipati nella "panda" io, te, il professore, e dina... che ridere quella volta... eravamo in ritardo... ti ricordi? ci chiesero perchè  portavamo tutti la camicia bianca... che ridere quando ripartimmo per Ravenna sulla Romea... che ridere!!... ora la camicia bianca la porterò anche per te...

ciao Valter, mi mancherai

Fra

 

 

Valter.

La tua camminata pensierosa ed energica.

I tuoi pantaloni neri e la camicia bianca.

I tuoi capelli e barba neri, folti, generosi come te.

Il tuo sorriso sincero.

I momenti di siesta, mai troppo lunghi, ma abbastanza per condividere con i tuoi amici due parole, la tua voglia di fare, e un bicchiere di rosso con qualcosa di goloso da mangiare insieme. La tua gioiosa confidenza quando ordinavi ‘il tuo solito’ ai bacari vicino all’università. La tua umanità, trasmessa agli studenti anche con la tua voglia di condividere un brindisi di festa, a Natale…

Il tuo aiuto durante la mia tesi, da correlatore ti sei fatto amico.

Una spesa e cena improvvisate, la sera, dopo il corso, e la tua calda ospitalità, nella tua casa veneziana…dove ti mettevi tranquillo, finalmente, dopo che avevi speso tanto di te per i tuoi studenti…

Ti ho confidato vicende dolorose della mia vita, e ricordo le frasi incisive, coinvolte, mirate, che mi hai detto. Ricordo il tuo modo di incoraggiarmi, per niente insistente ma efficace, il tuo saper capire, e dire qualcosa di vero, di tuo, di serio, ma sempre col sorriso.

Mi sarebbe piaciuto vederti più spesso, di recente. Lo pensavo spesso. Pensavo spesso ai miei amici di Venezia, e tu ne eri il “capo”. Con affetto sincero e profondo, con amicizia, ancora molto prima che come collaboratrice.

Ricordo di aver incontrato un comune amico di recente. Parlando un po’ di noi, di come va la vita, il lavoro, l’architettura…, la cosa più importante è risultata, per entrambi, l’amicizia che ci lega, la forza che questa porta nei nostri cuori.

Ed è per la tua amicizia che ci mancherai di più.

Gaia

 

 

Ciao fratellone...sì, così ti consideravo; in quei bellissimi anni trascorsi a Venezia mi hai aiutata a crescere. Te ne sono infinitamente grata e non dimentcherò mai le belle chiacchierate sulla nostra amata archiettura e anche le costruttive litigate sul lavoro, le notti trascorse a creare in quell'improbabile studio alle Zattere ma che ci piaceva più della nostra casa... Ad ubriacarci di VITA!

Avrei voluto presentarti i miei figli... Gli saresti piaciuto... Ti abbraccio.

Sara Merizzi

 

 

 

Venerdì 9 ottobre 2009

 

 

Grazie Valter. Penso di non avertelo mai detto.

Grazie di cuore, per tutto quello che mi hai insegnato.

Con semplicità e gioia. Nella scuola. Nella vita.

Giuseppe

 

 

Credevo di poterla rincontrare.

Credevo avrei potuto imparare molto altro da Lei.

Conserverò con dedizione, affetto e simpatia i suoi preziosi insegnamenti.

Arrivederci professor Tronchin

Francesca Bertazzo

 

 

Due chiacchiere in soffitta, un'ombra in centro, un esame fatto insieme Tu, Nicola ed io. Cose che fanno tutti, ma averle vissute con la tua presenza sorridente e ironica me le rende un caro ricordo.

Ciao Valter mi mancherà non trovarti in giro, così, per caso.

Checco Moretti

 

 

“se stemo a vardar tuto, no a xe pì finia”

tipica frase di Valter Tronchin

 

 

Ciao Prof,

forse non te l'ho mai detto, ma il ricordo dell'inizio del mio amore per l'architettura è legato a te.  Il primo giorno che sei entrato nella nostra aula, quattro anni fa al sesto piano della Nave al Politecnico di Milano, ci hai guardato e detto:

"Bene ragazzi, ora prendete un A4 bianco e mi disegnate in 10 minuti cosa per voi è forma". Panico e sorpresa. Gesti semplici mi chiedevi, ma che mi mettevano in crisi e forzavano le barriere di un'educazione precedente che tu ben sapevi avrebbe limitato la mia possibilità di espressione.

Un giorno, invece, mi hai mostrato la magia e la meraviglia dell'architettura emozionandoti nel vedere il Rosso Magenta dei piccoli vetri quadrati nel corridoio della Nave.

E quanto ti sei arrabbiato per i "bagni da autogrill" che hanno sostituito gli originali di G. Ponti. Io ti guardavo con curiosità e ammirazione e mi chiedevo come un vetro o un bagno potessero suscitare reazioni così profonde, cosa c'era all'origine? e ho cominciato a cercare una risposta...ma più cercavo, più mi accorgevo di guardare con occhi diversi: hai tolto loro il velo dell'ordinarietà e mostrato quanto di straordinario poteva esserci in un dettaglio o in una composizione (anche di fiori).

Hai visto lo straordinario nella copertura del mio progetto il giorno dell'esame, l'hai alzata dal plastico 1:50, messa in verticale, hai sorriso e mi hai detto: "sembra un quadro di Kandinsky". Quel giorno ti ho promesso di dipingerlo quel quadro e di portartelo, ma non l'ho fatto.

Già, non mi sentivo mai pronta a metterlo su tela e tuttavia, continuavo a immaginarmi il giorno in cui sarei venuta finalmente a Venezia a mostrartelo e ti avrei raccontato di tutti i Punti, le Linee e le Superfici che nel frattempo ho visto in giro per il mondo in questi anni, e credimi, son arrivata ben lontano fino in Australia.

Beh, non credere che solo perchè hai cambiato dimensione la promessa venga meno.

Vista l'ora, però, ho deciso di cominciare leggendo un libro che inizia così:

“Ogni fenomeno può essere vissuto in due diverse maniere.

Esterno-Interno

Si può osservare la strada stando dietro il vetro della finestra [...]

Oppure si apre la porta: si esce dall'isolamento, ci si immerge in questa entità, vi si diventa attivi e si partecipa a questo pulsare della vita con tutti i propri sensi". (W.Kandinsky, . - [])

La risposta!

Priscilla

 

 

ciao Valter!

...una grande persona lascia un grande ricordo, un grande segno... certa che chi ti ha amato porterà avanti i tuoi grandi progetti.. con la stessa tua forza, con la tua stessa energia... e ancora di più...

CM

 

 

Ho letto la notizia nel messaggio di Artway, di Fede e Stefi e non volevo credere che fosse proprio lui, quel giovane architetto conosciuto un giorno alla Biennale, quel ragazzo carico di entusiasmo e di vitalità che mi parlava come se ci conoscessimo da sempre, ad andarsene. Non l'ho più rivisto. Mi unisco a queste voci e ti ringrazio.

"Hai lasciato una grande ricchezza una via da percorrere nella bellezza", ne sono testimone.

Alessandra

 

 

Nonostante la distanza dei rispettivi luoghi e paesaggi, ci ritrovammo due anni fa qui, a casa mia, ridendo e scherzando come se il tempo che ci separava non fosse trascorso.

Ci siamo presentati le famiglie e alla cena hai chiesto per dolce... un piatto di prosciutto: un gesto Mitico, come tante altre gesta tue che ho la fortuna di ricordare.

Grazie Valter per i tuoi insegnamenti che continueranno a guidarmi in questo labirinto.

mi mancherai

Nicola Tremacoldi

 

 

C'è stato un tempo spensierato del liceo...

C'è stato un tempo delle prime esperienze lavorative...

C'è stato un tempo delle notte lunghe a preparare gli esami per l'università...

C'è stato un tempo a cercarsi tra Treviso e Venezia

C'è stato un tempo in cui abbiamo respirato le stesse illusioni e delusioni

C'è stato un tempo della crescita e delle voglia di farcela

C'è stato un tempo delle incomprensioni e della difficoltà a comunicare

C'è stato uno spazio condiviso al di là degli oppposti

C'è stato e ci sarà sempre una grande stima per tutto il tempo e spazio che abbiamo riempito

Ovunque tu sia, grazie Valter

Luciano

 

 

Valter and the squash. Bouncing into you with the squash, jumping on the boat, having a drink, eating the squash. we had few encounters but each full, complete, resolved. We will miss your face in Chicago, but have you in our heart with the reminder you gave us: make each day full and complete, resolved.

love

Mary Jane

 

 

Ciao Valter

Concetta e Piero

 

 

Credevo di poterla rincontrare e credevo avrei potuto imparare molto altro da Lei.

Conserverò con dedizione, affetto e simpatia i suoi preziosi insegnamenti e il coraggio di credere in me stessa.

Arrivederci Professor Tronchin

Francesca Bertazzo

 

 

Caro Valter, porterò sempre nel mio cuore il tuo sorriso e la tua morbida barba.

Un caldo abbraccio.

Alessandra F.

 

 

Grazie Valter per quello che ci hai insegnato, sia nella vita, sia nel modo di affrontare un lavoro. Prima di conoscerti vedevo in te una figura che in un qualche modo poteva intimorire ma ho presto cambiato il mio giudizio. Simpatia e grande spirito di abnegazione sono i ricordi che serberò di questi anni in cui ho avuto la fortuna di fare la tua conoscenza.

Buon viaggio.

Nico

 

 

Grazie Professore

Maria Giulia

 

 

con grande partecipazione e rabbia per questa disgrazia

Paola Pellegrini

 

 

Sono stato fortunato a conoscere Valter, ad esserne stato amico, ad avere lavorato con lui.

Seduti insieme al tavolo con gli studenti, nei workshop di progettazione, ho imparato molto: ad essere positivi e concreti senza rinunciare all'approfondimento teorico, a saper cogliere il tema essenziale di un progetto senza rinunciare a tutta la sua complessit‡. Ogni critica al lavoro la concludeva sempre dicendo "Ora fissati questi elementi, metti dei punti fissi" espressione di una paura  quasi fisica che il senso delle cose dette andasse perduto. Soprattutto ho imparato il rapporto umano: mai ho visto Valter scoraggiare lo studente senza rincuorarlo subito dopo, mai gli ho sentito fare una critica senza offrire una via di uscita. Credo tutti gli studenti possano confermare come si aveva chiara la sensazione che il problema, la questione del progetto fosse "sua" come dello studente.

Progettare con Valter significava entrare in una esperienza di enorme ricchezza: attorno ad un'idea chiara e condivisa di accumulavano suggerimenti, assonanze, variazioni che si esprimevano attraverso i suoi meravigliosi schizzi - Valter era un fantastico disegnatore - in cui esplorava ogni possibilità che il tema ci stava offrendo.

Valter era una persona appassionata, innamorata della vita e allora ti trascinava ancora per le vie di una città, in viaggio, alla ricerca di un altro edifico da vedere, di un altro museo da visitare. O ti portava in qualche trattoria che conosceva lui,  per farti assaggiare un piatto particolare o, al contrario, se era straniero al luogo, voleva assaggiare, gustare tutto e così tutto capire.

Le discussioni erano infinite, potevano cominciare al tavolo di lavoro, spostarsi al ristorante, continuare in camera, quando condividevamo l'ospitalità in occasione di seminari. In mezzo poteva starci tutto, viaggi, persone, luoghi, ricordi, letture e tutto Valter trasformava in architettura: in questo era un vero architetto.

Valter mi ha dato grande coraggio. Se condivideva un'opinione su un progetto mi sentivo confortato da questo grande e saggio fratello maggiore, anche se avevamo la stessa età. Con il suo lavoro mi dava speranza, nella lotta di ogni giorno per fare architettura e lui ci è riuscito davvero.

Mi spiace non avere che queste poche parole e un poco di retorica per ringraziarlo di questa fortuna.

Valter era un amico  - e faccio grande fatica a dire "era" - e mi mancherà sempre.

Luigi Trentin

 

 

Mio caro Valter

pur diversi, stima e un'amicizia leale hanno sempre accompagnato il nostro sodalizio.

Solo un Grande Chimico poteva produrre un'alchimia così ben riuscita!

Eravamo felici di saperci figli dello stesso papà all'università.

Con te scompare un amico e un fratello

Fulvio Ferretto

 

 

 

Lunedì 12 ottobre 2009

 

 

Caro Valter,

il contrasto della tua vitalità con quanto è successo è assurdo, ma vince ancora la vitalità. Sei stato talmente presente che continuo e continuerò a immaginarti seduto al tavolo di lavoro o in giro per il mondo. Come se tu lo facessi ancora.

Sono felice di aver condiviso con te alcune esperienze professionali e didattiche, grazie per quello che mi hai comunicato e grazie anche per avermi ascoltato.

Sapevi cogliere le cose essenziali anche nei discorsi conviviali; sapevi dare forma alle intuizioni tue e degli altri.

Era molto facile entrare in sintonia con te, ricordo che cinque minuti dopo la prima stretta di mano sentivo di poterti confidare quello che più mi stava a cuore. Il tuo lavoro continuerà a evolversi, tutto quello che hai seminato continuerà a crescere.

Ci impegneremo a portarlo avanti.

Caro amico, per me eri architetto, ma soprattutto eri artista.

Katia Accossato

 

 

Ho avuto il piacere di assistere ad una sua lezione durante un laboratorio... un po’ di anni fa... la notizia mi ha reso triste... perchè mi aveva molto colpito come persona...

per questo mi aggiungo al dolore di una perdita sicuramente profonda.

 

 

Anche se per un breve periodo, onorata di aver lavorato assieme a Lei.

Contenta per aver capito che tutto si può fare.

Se veramente ci si crede.

Grazie di tutto Prof.

 

Chiara

 

 

Ho conosciuto e frequentato una persona speciale...per troppo poco tempo!

Ciao Valter!

Margherita Petranzan

 

 

Ciao Valter, mi devi un disegno, non dimenticarlo (io non lo dimenticherò mai).

Con affetto

Gianfranco Neri

 

 

Valter, Valterone, grande uomo, uomo con la barba (barba e capelli, un tutt’uno facevano sembrar più duro il tuo volto gentile e dolce).

E poi quella storia del progetto della pasticceria a Kiev che tanto divertiva me e Gigi.

Noi immaginavamo Valter vestito da pasticcere trotzkista, quello di Moretti, che ballava nella pasticceria da lui progettata, e l’immagine ci divertiva molto.

Valter era un personaggio immaginario.

La sua figura e il suo carattere lo proiettavano costantemente nella mia immaginazioni in altri luoghi, in un altro periodo, era un personaggio della mia fantasia: mitologico, lirico, storico. Pianificavamo ogni tanto un viaggio alle Terme di Vals, che poi regolarmente saltava per i diversi impegni, e io ancora, spesso, me lo immagino lì come un antico romano nelle terme, una presenza che avrebbe trasformato anche quello straordinario luogo che nella mia testa trovava il giusto compimento con Valter immerso nella vasca centrale, quella con le aperture blu sul soffitto.

Per capire la forza della sua sola presenza (virtuale o reale) bastava vederlo dormire.

Valter dormiva a casa mia durante il seminario di Bergamo e per due anni, nel semestre del corso, veniva a dormire da me in via Tolstoj il giorno prima delle lezioni al Politecnico del giovedì o venerdì, non ricordo (e non lo ricordava bene neanche lui che aveva sempre la giornata piena di eventi e incontri diversi in luoghi diversi).

Arrivava verso le 23,30 nel mio appartamento situato al 6° piano senza ascensore, trascinando la sua valigia nera e il suo computer per le interminabili scale.

Il computer lo portava su per completar le sue lezioni per il giorno seguente, come quella su Scarpa o Ponti, e regolarmente non le sistemava.

Arrivato in casa mi chiedeva un bicchiere d’acqua e qualcosa da mangiare anche se sapevo che un panino con porchetta lo aveva già preso fuori dalla stazione. Era vorace. Vorace della vita, non si fermava quasi mai, eppure in quelle serate, come negli altri momenti, Valter con lunghe riflessioni e domande dimostrava il suo costante e lento approfondimento dell’animo umano; era molto profondo e cercava le ragioni che stanno alla base del carattere delle persone, studiava i comportamenti, gli equilibri, le storie, gli atteggiamenti e proiettava il modo interiore degli altri nel suo, con un confronto con la sua storia e le sue emozioni, per capirlo e per capirsi meglio. Questa lunga ricerca era costante attraverso il confronto collettivo nelle aule didattiche, il dialogo diretto con le persone, l’immaginazione, il disegno.

All’inizio mi è sembrato fuori luogo parlare di questo su una pagina dell’università, ma in fondo tutte queste esperienze e i nostri incontri erano legati dalla comune attività di docente, dal Seminario di Bergamo, dalle sue lezioni al Politecnico o alle sue visite nei miei corsi di Pavia. E poi gli amici comuni anch’essi appartenenti al mondo universitario come Gigi, Andrea, e Marco o come Xavier al cui matrimonio a Basilea andammo insieme per un piccolo ma speciale viaggio tra amici (a proposito caro Valter, dopo anni non gli abbiamo ancora fatto il regalo)

Ti saluto grande uomo con la barba.

Carlo

 

 

"La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata".

Grazie di tutto Valter!

Michelangelo

 

 

Caro Valter,

con il tuo viso sempre solare, e la tua immancabile camicia bianca, illuminavi la scena...

Continua a farlo.

Sempre.

 

 

Grazie.

Lorenza

 

 

Una cosa che lascia muti. Le parole non si trovano, o sembrano vuote di senso.

Poi però uno legge queste testimonianze e le trova tutte così vere, così adeguate, così te. Le parole si intessono come una ragnatela che ti tiene impigliato qui tra noi, che non vuole lasciarti andare.

E allora viene voglia di aggiungere un'altra tessera al mosaico della memoria, un'immagine in questo trompe-l'oeil nel quale ancora ci sei.

Una foto ricordo fra tante: tu che compari avvolto in un bianco accappatoio e nella tua folta barba scura, sorridendo con gli occhi, incontrato per caso qualche estate fa alle terme, a Vals.

Sara Carbonera

 

 

Felice di averti conosciuto, felice di aver condiviso.

ciao ARCH.

Attilio

 

 

Federica and Stefania: How sad you must feel; he is a great loss. Thank you for making it possible for us to know him, however briefly. What a gift.

Love to both of you

Jackie (and Rob)

 

 

Ancora non riesco a credere che non ti rivedrò più, lo sai... tu eri il mio genio personale, quel genio al quale sottoponevo tutti i miei dubbi e le mie certezze sull'architettura.

Eri l'amico che non vedevo mai abbastanza spesso ma che sapevo esserci sempre.

Liviana

 

 

l viaggio è, a volte, più interessante della destinazione.

Sono i compagni di viaggio a fare la differenza

Abbiamo scoperto assieme a te, Valter, che un gruppo di persone al lavoro per la propria città diventa pian piano una comunità di amici. Una comunità in cui la vera ricchezza è il contributo che ognuno di noi sa dare e la crescita che viene dal confronto.

Ti abbiamo avuto vicino e pensavamo, sapevamo, che saresti sempre stato con noi. Sapevamo che quando avessimo avuto bisogno di te, ci saresti stato.

Non potevamo immaginare che ci avresti lasciato così presto, con tutta la tua energia, e progetti, programmi da realizzare.

Ci piace invece pensare che tu sia ancora con noi in questo viaggio a cui siamo avviati. Non sei sceso a nessuna stazione

Un abbraccio grande quanti siamo

Associazione 40X Venezia

 

 

Valter come faccio a salutarti?

Eravamo sempre gli ultimi ad arrivare e ad andare via: due diesel

Marta cosssa vutu, mi dicevi sorridendo.

Volevi sempre l’ultimo bicchiere, l’ultima danza, l’ultima parola, l’ultimo schizzo, l’ultima idea, l’ultimo piatto, l’ultimo treno, persino l’ultima sigaretta, pur non fumando.

Parole, sorrisi, pianti, angosce, sogni, tristezze, danze, cene, viaggi, pensieri, progetti, discussioni, risate, scherzi, disegni, risotti, aperitivi, mostre, dolori, amori, musica, libri.

Così, per vent’anni.

Due settimane fa eravamo molto tristi. Ti sei seduto di peso, hai ri-rotto la solita piccola preziosissima sedia dove insistevi a volerti sedere quando venivi a trovarmi, ti ho sgridato e tu, ridendo, te ne sei andato.

La tua leggerezza è il ricordo più bello che ho di te.

Grazie,

Marta Baretti

dal tuo preferito:

Non c’è città più di Eusapia propensa a godere la vita e a sfuggire gli affanni. E perchè il salto dalla vita alla morte sia meno brusco, gli abitanti hanno costruito una copia identica della loro città sotterranea. I cadaveri, seccati in modo che ne resti lo scheletro rivestito di pelle gialla, vengono portati lì sotto a continuare le occupazioni di prima. Di queste, sono i momenti spensierati ad avere la preferenza: i più di loro vengono seduti attorno a tavole imbandite, o atteggiati in posizioni di danza o nel gesto di suonare trombette.

Così l’Eusapia dei vivi ha preso a copiare la sua copia sotterranea.

Dicono che questo non è solo adesso che accade: in realtà sarebbero stati i morti a costruire l’Eusapia di sopra a somiglianza della loro città. Dicono che nelle due città gemelle non ci sia più modo di sapere quali sono i vivi e quali i morti.

 

 

Ritengo che conoscere Valter sia stata per me una grande esperienza.

Ho avuto modo di rivederlo in luoghi diversi con una cadenza periodica, in occasione di mostre, convegni, seminari. Quasi come un incontro cercato, sapere della sua presenza aumentava l’attesa del viaggio. Nei soggiorni a Venezia, l’appuntamento con Valter è una tappa stabile, un’occasione per me di ritrovare una persona stimata e disponibile. Percorrendo con lui quella città, per me troppo poco vera, ho scoperto perchè coloro che vivono Venezia abbiano la fortuna di amarla. Nelle occasioni in cui ho avuto modo di scambiare qualche pensiero con lui, ho sempre riconosciuto il carisma del fratello maggiore. Non siamo così distanti per età, ma ho sempre nutrito nei suoi confronti quel rispetto, quella misura da colmare, che stimola a percorrere con più dedizione le vie di un progetto. Anni fa, quando lo conobbi, discutendo delle nostre attività, lo vedevo come uno che ce l’avrebbe fatta. Negli ultimi tempi, nonostante le avversità del nostro lavoro di architetti in Italia - e Valter era uno dei migliori - più volte mi sono dato ragione: Valter ce l’aveva fatta, la sua figura stava trovando una strada per esprimere il suo talento.

Al nostro studio, giù in Sicilia, si parla spesso di lui, nelle nostre riunioni programmatiche il nome di Valter viene spesso fuori come un riferimento. Rivedendoci, è sempre stato lui ad accorciare le distanze con un buon bicchiere ed un sorriso dentro la sua barba.

Antonello Russo (M4)

 

 

Ciao Valter,

ti sarò sempre grata per la svolta che sei riuscito ad imprimere alla mia tesi, la tua conoscenza è stata per me fondamentale. Ti voglio ricordare, fuori dal tuo studio, sullo sfondo della Giudecca, dove come dicevi “...basta uno sguardo fuori dallo studio e tutte le preoccupazioni svaniscono..”

Grazie.

Deborah

 

 

La mort a arrêté Valter en peine action.

L'exemplarité de son travail de pedagogue doit être rendue publique.

Les projets qu'il menait doivent aboutir.

A nous d'assurer ce relai !

Hervé Dubois, Paris

 

 

Caro Valter, mi piacerebbe se la tua incredibile vitalità fosse trasmessa alle generazioni future attraverso un premio a te intitolato. Spero che lo Iuav se ne faccia carico.

Un abbraccio, ovunque tu sia

Fernanda

 

 

Ricordo il primo incontro al Seminario di Bergamo,la lunga chiacchierata sulla terrazza di Carlo, la festa del Redentore, metre ti affiancavo nelle tue lezioni agli studenti del Poli, la voglia di vivere ogni momento con intensità e senza timori, ma soprattutto ricordo le parole di un uomo che possedeva la dote innata di cogliere il lato più spontaneo e vero delle persone...

Arianna

 

 

Mercoledì 14 ottobre 2009

 

 

Grazie.

Damiana

 

 

Siamo stati naviganti con l'acqua alla gola e in tutto questo bell'andare quello che ci consola è che siamo stati lontani e siamo stati anche bene e siamo stati vicini e siamo stati insieme. Siamo stati contadini noi due senza conoscere la terra e piccoli soldati senza amare la guerra, ci hanno mandati lontano senza spiegarci bene e siamo stati male, ma siamo ancora insieme... innamorati della sera, innamorati della luna, conoscitori della notte senza averne paura, innamorati di quel fiore che non vuole mai dire: ecco, è tutto finito e bisogna partire. Ma ora è il momento di mettersi a dormire lasciando scivolare il libro che ci ha aiutati a capire che basta un filo di vento per venirci a guidare

perchè siamo naviganti senza navigare mai... Valter ora si guarda intorno e non ha già più terra dove andare

lui si guarda i piedi e non ha scarpe adatte per continuare a ballare, lui se guarda il cielo non ha santi a cui telefonare

lui se guarda il cielo, il cielo gli fa segno di andare...

Voglio salutare con le parole di un cantautore il mio amico Valter.

La sua vecchia auto, la 124 spider bianca, è ancora parcheggiata sotto casa mia. Abbandonata. E ora ho l'irresistibile impulso di andarla a prendere. Di restaurarla e farla rivivere. Perchè forse anche questo ha un senso. Buon vento amico mio.

Marco Cameran

 

 

Ciao Valter, buon Viaggio

M.

 

 

Caro Valter,

che follia questa chiusa...

quante cose dette e quante aspettate.

Come diceva Brera, che la terra ti sia lieve.

Aldoaym

 

 

un vero peccato...

ci rincontreremo per conoscerci meglio.

AL

 

 

Je suis vraiment trés triste d'apprendre la mort de Valter, j'ai senti beaucoup d'amitié pour lui, aprés un si court, mais intense, contact...

Yona Friedman

 

 

Il ricordo non è vago, tutt’altro, è nitido nella mia mente. Incredulità errore disorientamento. Sensazioni condivise vedo. Non ho avuto il coraggio di affrontare questa mostruosità fino ad ora. Ora che un amico comune mi ha consigliato di “esorcizzare”, ma non serve. Ognuno ora ha la sua memoria viva più che mai, che contraddizione. Il tuo sorriso contornato dalla grande barba, lo sguardo attento ed esploratore, irriverente quando un’idea non apparteneva al tuo spirito. Mi sembra di sentire la tua voce “lei deve lavorare da sola!” e così un sorriso pervade il mio volto... l’amicizia, il lavoro, la scoperta, la ricerca, il voler sempre capire tutto, i luoghi per gli esseri, l’arte per l’arte, la pietra.

La forza di non mollare. Mai. Cercavi sempre una risposta. Sono sconcertata. Non è giusto. Massacrante dover fare i conti con la realtà. Eri un personaggio unico. Quanto amavi il tuo mestiere, quanto hai dato agli altri!

Grazie, grazie grazie grazie.

Ars longa

EMT

 

 

 

16 ottobre 2009

 

 

Che rabbia. Che significa ucciso da un virus misterioso?

Che peccato. Cavalcava la cresta di una gran bell'onda e ci si stava divertendo.

Che amarezza. Durante questi miei dieci giorni di rientro, una delle cose che avevo in programma era la visita allo studio in cui ho svolto il mio tirocinio. Volevo raccontargli di Berlino e del mio percorso, di come finalmente io riesca ad intravvedere i lineamenti del mio sentiero nell'universo della forma e della luce.

Con lui, Roberta Albiero e Franco Purini avevo intrigantemente iniziato gli albori della mia carriera universitaria, quando ho incontrato il loro filone architettonico e artistico.

Volevo dirglielo, ringraziarlo, chiedergli, scambiare di nuovo qualche battuta, raccogliere una delle perle che gli piaceva snocciolare sul pavimento dello studio lasciandole cadere come biglie, e chi le vuole le pigli.

Così, per tracciare un bell'arco.

Che ironia. Mentre il  mio aereo sorvolava basso Venezia, al livello del mare la sua luce si assopiva.

Che fortuna averlo incontrato.

Sara Busnardo

 

 

 

21 ottobre 2009

 

 

L'Architettura è un sogno, la pittura un tratto, ma la passione è il fuoco che anima tutto.

Si è gelosi della passione perchè si ha paura che voli via, che ci abbandoni e ci lasci inermi ed incapaci di affrontare la vita. Tu non lo eri!

E nel cuore rimane la scintilla di ciò che hai donato, condiviso, insegnato.

Grazie

Enrico B.

 

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28 gennaio 2011

 

 

Mi mancherà quella tua invisibile ma palpabile essenza del sapere, la continua ricerca e la condivisione delle idee e quel dolce litigare per poi lavorare sempre più appassionatamente.
arrivederci Valter
Gianni Sansonetto

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