collezioni

Archivio Gian Luigi Banfi

Archivio Gian Luigi Banfi

 

Immagine che contiene persona, uomo, tuta, inpiedi

Descrizione generata automaticamente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gian Luigi Banfi (Milano, 2 aprile 1910 – Gusen, 10 aprile 1945) architetto e urbanista, ma anche ottimo fotografo di architettura, è stato tra i protagonisti del dibattito architettonico italiano tra le due guerre.

Si laurea nel 1932 in Architettura al Politecnico di Milano con Lodovico Belgiojoso, Ernesto Nathan Rogers ed Enrico Peressutti; insieme fondano lo studio BBPR, che diventerà punto di riferimento per l'architettura razionalista italiana. Il gruppo resterà inscindibile non solo durante la breve vita di Banfi, ma fino al 2004, alla morte di Lodovico Belgiojoso, e conserverà per sempre nella sigla la B di Banfi, in onore delle sue riconosciute qualità di progettista.

 

I BBPR intraprendono una vasta attività professionale che spazia dalla pianificazione territoriale alla progettazione architettonica, dall'arredamento al design, fino alla collaborazione con le maggiori riviste di architettura e urbanistica. Tra le due guerre i loro principali progetti sono: il Piano regolatore di Pavia (1933), il Piano regolatore della Valle d'Aosta (1936), la Colonia Elioterapica di Legnano e i padiglioni della nuova Fiera di Milano (1938), il Piano turistico per l'Isola d'Elba (1939), il Palazzo delle Poste per l’E42 a Roma (1940). Nell’ambito della Triennale i BBPR progettano con Piero Portaluppi "La casa del sabato per gli sposi" (1933) che dara inizio ad una serie di collaborazioni con artisti, tra i quali Fausto Melotti e Lucio Fontana.

Dal 1935 i BBPR sono membri del CIAM, nel cui ambito Banfi partecipa al congresso di Parigi nel 1937 e al convegno di Zurigo nel 1939.

Con l’emanazione delle leggi razziali Banfi partecipa alla fondazione di "Giustizia e Libertà" e in seguito al Comitato di Liberazione Nazionale.

Il 21 marzo 1944 Gian Luigi Banfi e Lodovico Belgiojoso vengono arrestati e condannati, senza processo, alla deportazione per spionaggio e distribuzione di stampa clandestina. Banfi muore il 10 aprile 1945 nel campo di sterminio di Mauthausen-Gusen.

 

L'archivio privato di Gian Luigi Banfi, depositato dal figlio Giuliano all’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia nel 2018 ed ora in comodato, è composto dalle fotografie realizzate dall'architetto tra il 1939 e il 1941, raccolte in un dossier di provini a contatto in bianconero, ritagliati ed incollati su di un centinaio di cartoncini rilegati, per un totale di 2.376 fotogrammi.

 

Contattare l’Archivio Progetti per verificare la possibilità di consultazione.